Abilitazioni scientifiche nazionali (ASN): vittoria nel merito. Il TAR LAZIO accoglie il nostro ricorso e condanna alle spese il MIUR.

dirittosanitarioIl T.A.R. Lazio ha accolto con sentenza di merito e condannato il MIUR alle spese processuali il ricorso dell'Avvocato Santi Delia sull'abilitazione scientifica nazionale.

Il Settore scientifico era quello della Nefrologia ed i motivi di ricorso sono stati ritenuti fondati.

Secondo il T.A.R. sono fondati tanto i motivi di ricorso inerenti la posizione personale del ricorrente quanto quelli generali sulla tornata di Nefrologia.

Con riguardo al primo aspetto, "la determinazione della Commissione, che ha pretermesso la valutazione di esperienze curriculari normativamente rilevanti, ha alterato la ratio e le finalità sottese alla procedura in esame, perché non ha soltanto eliso un criterio o un parametro di giudizio, ma ha alterato l’impianto stesso del sistema di valutazione, che ha ad oggetto sia titoli che pubblicazioni".

Con riferimento, invece, alla gestione generale della tornata, i giudici di Via Flaminia hanno evidenziato che "dagli atti della procedura, non risulta che la mancata acquisizione del parere “pro veritate” da parte di un esperto nefrologo sia stata in qualche modo giustificata o motivata dalla Commissione. Non induce a diversa conclusione l’astratta qualificazione del parere ex art. 8, comma 3, D.P.R. 222 / 2011 come “facoltativo”, in quanto la presenza di margini di apprezzamento discrezionale assegnati alla Commissione, non esclude l’onere che la scelta di non avvalersi dell’esperto, nel rispetto del generale principio di motivazione (art. 3 L. 241 del 1990), sia adeguatamente motivata e resa intellegibile all’esterno, indicando, in particolare, che uno dei commissari possiede sufficienti cognizioni (equiparabili o “vicine” a quelle di un professore ordinario) anche nella materia non rappresentata, e ciò sia oggettivamente comprovato alla luce delle attività di studio, delle pubblicazioni e dell’attività di ricerca svolte dal singolo commissario".

Per tali ragioni "l’Amministrazione dovrà quindi procedere ad un riesame del predetto giudizio, ad opera di una differente Commissione, entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla notifica o comunicazione della presente sentenza".

T.A.R. Lazio, Sez. III, 21 settembre 2015, n. 11317

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