Ammissione a Medicina: il TAR condanna gli Atenei. I posti vacanti vanno attribuiti ai ricorrenti.

diritto allostudioI poco meno di 200 posti vacanti extracomunitari devono essere assegnati ai ricorrenti. E' questa la decisione del T.A.R. l'Aquila che ha imposto all'Ateneo di provvedere entro 30 giorni ad assegnare il posto ad uno studente difeso dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti entro 30 giorni. Trascorsi i quali l'Ateneo verrà commissariato e si insedierà il Prefetto di L'Aquila per eseguire il provvedimento giudiziale.

La decisione, commenta l'Avvocato Santi Delia, serve a fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali sulla questione dei posti vacanti. In primis sono gli Atenei e non il MIUR a dover disporre delle immatricolazioni; ciò evita la paralisi dettata dall'immobilismo del MIUR che, per il 2015, ha atteso oltre un anno per provvedere e per il 2016 non ha ancora provveduto. In secondo luogo conferma che chi non ha agito in giudizio e non ha un provvedimento favorevole non può pretendere il posto che, al contrario, deve essere assegnato a chi ha agito, con successo, in giudizio.

Secondo il T.A.R., difatti, "l’assegnazione dei posti destinati ai candidati extracomunitari risultati vacanti resta riservata a coloro che abbiano impugnato con successo il bando di concorso per l’ammissione al corso di laurea in medicina nella parte che espressamente esclude una tale evenienza, ammettendosi, in caso contrario, l’estensione di un beneficio derivante dalla rimozione di una clausola lesiva, in elusione dei termini di impugnativa, a coloro che invece vi hanno prestato acquiescenza".

Continuano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari a seguito della chiusura anticipata della graduatoria. Appare assurdo che nonostante gli studi dimostrino che il sistema sia al collasso perchè mancheranno, a breve, migliaia di medici non si consenta, neanche a fronte di situazioni così peculiari, di esercitare il diritto costituzionalmente garantito allo studio dei nostri giovani”.