CGA: è illegittima l’esclusione postuma da una classe di concorso non indicata in domanda per errore, se il candidato, per autonoma iniziativa dell’amministrazione, è ammesso alla prova.

dirittoscolasticoCostituisce violazione del principio costituzionale del favor partecipationis l'esclusione postuma dalla graduatoria di merito di un concorso a causa di un evidente errore materiale in cui è incorso l'interessato nell'atto della compilazione della domanda, se quest'ultimo è stato regolarmente ammesso a sostenerne le prove, con esito positivo.

Cosi si è pronunciato il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana sulla legittimità dell'esclusione di un docente, assistito dagli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti, dalla graduatoria di merito relativa al concorsone 2016.Il CGARS ha ribaltato l'orientamento dei Giudici del Tar di Palermo che, nel caso di specie, avevano ritenuto legittima tale esclusione sulla base dell'assunto per cui non si può pretendere di essere inseriti nella graduatoria per una classe di concorso per la quale non si è presentata domanda (nello specifico il docente aveva inserito una classe di concorso ritenuta comprensiva delle altre tre alle quali aspirava), soprattutto se quella indicata non ha una specifica denominazione.
In tal senso vengono accolte le tesi degli Avv. Delia e Bonetti per i quali, non solo risulta arbitrario il comportamento della P.A, in quanto "ogni provvedimento amministrativo che incide sulla sfera giuridica del privato cittadino, deve tener bene a mente [...] i criteri- nel confronto tra esercizio della potestà pubblica e tutela delle posizioni delle parti interessate- di ragionevolezza, proporzionalità, logicità ed adeguatezza", ma avrebbe dovuto l'Amministrazione stessa occorrere in soccorso del partecipante, chiedendo chiarimenti.
Compito della P.A deve essere quello di privilegiare il diritto sostanziale rispetto a quello meramente formale, a maggior ragione quando manchi qualsivoglia fonte di rango primario che attribuisca alla stessa il potere di interpretare la volontà dei candidati a tal punto, e soprattutto quando ad essere messa in discussione non è di certo la sussistenza dei requisiti di partecipazione, come nel caso che ha visto vincitori gli Avv. Delia e Bonetti.
Secondo il C.G.A. "il motivo concernente l'omessa attivazione del soccorso istruttorio, il cui fondamento generale si ricava dall'art. 6 della l. 241/1990, presenta elementi di possibile fondatezza, tenuto conto della dinamica della vicenda e della possibile scusabilità dell'errore in cui è incorso il ricorrente nella compilazione della domanda di concorso; nell'evidenza di un pregiudizio derivante altrimenti dall'esecuzione degli atti impugnati, la domanda cautelare meriti accoglimento, si intende per quanto di interesse di parte ricorrente, nel senso della sua ammissione con riserva tra gli idonei in graduatoria".