Giudice del lavoro: docenti risarciti anche su organico di fatto. MIUR condannato a 30.000 euro.

dirittoscolasticoCon tre pronunce che ancora una volta consolidano l’orientamento giurisprudenziale, il Tribunale di Vicenza ha condannato il MIUR a risarcire il danno derivante dall’abusiva reiterazione dei contratti a termine a favore dei docenti.

Si tratta di decisioni importanti che mirano a rafforzare l’orientamento segnato dalla sentenza delle SS.UU. n. 5072/2016, in ordine all’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati dal MIUR.

Le SS.UU. hanno sancito che “nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall’art. 36, comma 5, d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dell’onere probatorio nella misura pari ad una indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’art. 8 L. 15 luglio 1996, n. 604”.

Ebbene, alla luce della summenzionata pronuncia, il Tribunale di Vicenza in via definitiva ha condannato il Ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca a risarcire il danno derivante dall’abusa reiterazione dei contratti a termine, riconoscendo ai ricorrenti un risarcimento pari a circa 30.000 euro oltre gli interessi legali decorrenti dalla cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.

Non solo, lo stesso Tribunale ha riconosciuto il diritto alla corretta ricostruzione di carriera in modo da adeguarla alla progressione stipendiale prevista dalla contrattazione di comparto dell’anzianità di servizio maturata durante i rapporti di lavoro e al contempo, ha condannato l’Amministrazione alla corresponsione della differenza tra il trattamento retributivo percepito e quello dovuto.

 

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