CROLLA IL NUMERO CHIUSO ALLA STATALE DI MILANO. VITTORIA EPOCALE! COSA SUCCEDERA' NEGLI ALTRI ATENEI?

Il TAR del Lazio ha accolto il nostro ricorso contro l'introduzione dell'accesso programmato nella facoltà di studi umanistici dell'Università degli studi Statale di Milano. Cosa faranno gli altri Atenei? La situazione siciliana.

L'UDU aveva denunciato sin da subito come la delibera adottata dagli organi accademici contenesse vizi formali e sostanziali, mancando di fatto sia una maggioranza vera che il rispetto della normativa nazionale, prima su tutte la legge 264/99. L'Unione degli Studente aveva denunciato come la sordità dimostrata da chi doveva rappresentare tutta la comunità accademica aveva segnato un pericoloso precedente, oltre che un danno per il diritto allo studio di migliaia di studenti che volevano scegliere liberamente il corso del loro futuro. Ora che il TAR del Lazio, accogliendo il ricorso degli Avvocati dell'Udu Michele Bonetti e Santi Delia, ha sospeso i test in programma per il prossimo 5 settembre, chiosa Andrea Core "possiamo dirci estremamente soddisfatti per una vittoria storica che ha riflessi nell'immediato sul futuro di tutti coloro che avrebbero dovuto sostenere il test nei prossimi giorni e sulle decisioni presenti e future prese da quegli atenei che hanno introdotto programmazioni dell'accesso illecite.
In Sicilia, ad esempio, l'Università di Catania, nonostante la storica vittoria dell'Udu e dei legali contro l'istituzione dell'analogo numero a Psicologia, è stato confermato il numero chiuso per Scienze e Tecniche psicologiche, Lettere e Lingue e culture europee euroamericane ed orientali.

Anche a Palermo è a numero chiuso Psicologia clinica, Scienze e Tecniche psicologiche e persino Lingue e letterature moderne.

A Messina, infine, nonostante i proclami sull'abolizione del “numero chiuso” presso il Corso triennale in Scienze biologiche e su “Scienze motorie, sport e salute” (che però è limitato ai primi 500 iscritti), rimane a numero chiuso Scienze e Tecniche psicologiche e Psicologia clinica e persino Lingue, letterature straniere e mediazione linguistica e scienze pedagogiche.

Anche al fine di evitare una pioggia di ricorsi degli esclusi la speranza è che tali Atenei ci ripensino in tempo utile. "Gli Atenei, infatti, solo al fine di rispettare i requisiti minimi imposti dal Miur per evitare la disattivazione dei corsi in ragione del numero studenti-docenti", conclude l'Avvocato Santi Delia, "hanno deciso di introdurre indiscriminatamente il numero chiuso anche in corsi di laurea che il Legislatore del 1999 non aveva individuato per i quali era necessario programmare gli accessi. Questo in quanto l'obiettivo, che nel caso di Milano è stato apertamente confessato nelle delibere istitutive ma è comune a tutti gli Atenei che agiscono in tal senso, non è quello indicato dalla Corte costituzionale nella sentenza pilota del 1998 volta a favorire standard adeguati e utili per dare valore comunitario ai titoli di laurea conseguiti e recepito dal Legislatore nel 1999, ma solo quello di non perdere finanziamenti chiudendo corsi". Un evidente sviamento che il T.A.R. ha duramente censurato affermando chiaramente che "i provvedimenti gravati intendono, nella sostanza, programmare l’accesso a corsi che (ad un primo sommario esame proprio della fase cautelare) non paiono collimare con quelli richiamati dalle norme primarie di riferimento, ovvero Filosofia, lettere, Scienze dei beni culturali, Scienze umane dell’ambiente, del territorio e del paesaggio, Storia e Lingue e Letterature Straniere" giacchè "la relazione dell’Università di Milano in atti conferma che gli atti gravati non sono stati ispirati da necessità legate “all'utilizzazione di laboratori ad alta specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati”, bensì a carenza di un numero complessivo di docenti tale che “mantenendo numeri non sostenibili nei corsi dell’area umanistica, l’Ateneo risultasse non in linea con i requisiti di docenza previsti dal sistema di accreditamento vigente, esponendosi di conseguenza alla sanzione che comporta sia l’attivazione condizionata (per un solo anno) dei corsi di studio che non si trovino a rispettare i requisiti di docenza in attesa delle misure necessarie per superare tali carenze, sia l’impossibilità di attivare “nuovi corsi di studio”, se non a seguito della disattivazione di un pari numero di corsi”.

Vai all'ordinanza

Vai alla rassegna stampa

Repubblica

Corriere della sera

Sole 24 ore

Rai News

TGCOM

SKY24ORE

Ansa

Fatto Quotidiano

Il Messaggero

La Stampa

Il Giornale

ADNKRONOS

Cerca in news

Ultime News



Weblog