Plenaria sui diplomati magistrale: la nostra vittoria e tutti i chiarimenti su cosa accadrà.

dirittoscolasticoL'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segna un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale.

I "maestri" di scuola elementare e dell'infanzia diplomati prima del 2001, secondo il massimo consesso amministrativo, hanno diritto di entrare nelle graduatorie ad esaurimento e, da qui, stipulare contratti a tempo indeterminato.

Quella del valore abilitante del titolo di diploma magistrale è una battaglia iniziata nel 2011 con un ricorso straordinario voluto dalle Associazioni Adida e La Voce dei Giusti e patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Grazie a quel ricorso, due anni dopo, il Consiglio di Stato ha per la prima volta affermato il valore abilitante del titolo onerando il MIUR di ammettere nella seconda fascia delle graduatorie di istituto quei 220 insegnanti.

Il MIUR, in quel caso lungimirante, estese il beneficio a tutti i 55.000 docenti in possesso di quel titolo consentendogli l'ammissione in tale fascia nel successivo aggiornamento delle graduatorie. Li escluse, però, ancora una volta dall'ammissione nelle G.A.E. le uniche graduatorie dalle quale si attinge per ottenere il cosiddetto "ruolo".

Si aprì, dunque, un nuovo contenzioso con il quale i diplomati magistrale chiesero al T.A.R. e poi al C.D.S. l'ammissione in tali graduatorie e, con essa, la stabilizzazione del loro lavoro speso a favore dei bambini della scuola materna ed elementare.

Il T.A.R. Lazio rigettò tutti i ricorsi dapprima affermando che la loro pretesa era infondata e poi negando che la competenza a decidere fosse del Giudice amministrativo rimandando a quello del lavoro. Il Consiglio di Stato sconfessò tali argomenti e in accoglimento dei primi 3.000 ricorrenti difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, li ha ammessi nelle G.A.E.: siamo a marzo del 2015.

Dopo l'ammissione di oltre 10.000 ricorrenti da parte del C.D.S., anche con sentenze definitive, giunse l'ordinanza di rimessione all'Adunanza Plenaria con la quale uno dei Collegi della Sesta Sezione dubitò dell'orientamento fin'ora assunto chiedendo a tale organo di pronunciarsi definitivamente sulla questione.

Oggi, all'esito dell'udienza e di una lunghissima ed articolata discussione, è giunto l'esito del provvedimento cautelare che, ancora una volta, conferma che il posto dei diplomati magistrale è in G.A.E. A questo punto si attende, tra qualche settimana, anche il deposito delle sentenze di merito definitive della stessa Adunanza Plenaria che, a meno di veri colpi di scena, dovrebbe confermare tale posizione in via, davvero, definitiva.

Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, "di un momento storico nella campagna per il riconoscimento di questo titolo di studio iniziata ormai 5 anni fa contro tutto e tutti. Per noi ed i nostri insegnanti è il premio di un lunghissimo lavoro svolto. Il MIUR ha, per oltre un decennio, negato a tutti il valore abilitante di questo titolo inducendo in errore migliaia di insegnati. E' un decisivo passo avanti per il riconoscimento del diritto di tutti i diplomati magistrale ad ottenere quanto gli spetta".

COSA SUCCEDERA' E CHI PUO' BENEFICIARE DEL PROVVEDIMENTO FAVOREVOLE

L'Adunanza Plenaria, oltre a decidere il caso specifico sottoposto al suo esame, ha il compito di stabilire dei principi cui dovrebbero uniformarsi tutti gli altri giudici amministrativi.

Nel caso concreto, quindi, grazie all'ordinanza pronunciata in data 27 aprile 2016, l'Adunanza Plenaria ha confermato l'ammissione di quei ricorrenti che facevano parte di quel giudizio. Tale circostanza, evidentemente, è poco rilevante per tutti Voi che leggete in quanto, come detto, ben più importante è il valore che a tale pronuncia riconoscono altri Giudici.

Secondo il codice del processo amministrativo, in particolare, il T.A.R. non ha alcun obbligo di adeguarsi alle indicazioni della Plenaria anche se la prassi insegna come, davvero raramente, ciò accada. Nel breve tempo da quando tale decisione è stata emessa, per quanto ci risulta, non è mai accaduto. E' possibile, in altre parole, che l'insegnamento dell'Adunanza Plenaria venga disattesa dopo alcuni anni dalla pronuncia, magari, in ragione di contestuali mutamenti normativi o giurisprudenziali su questioni collegate ma, nell'immediato, è assai raro.

Ciò per una semplice ragione.

Se è pur vero, infatti, che il T.A.R., secondo il codice del processo, non ha obbligo di uniformarsi alle indicazioni della Plenaria, tale obbligo è invece presente per lo stesso Consiglio di Stato.

Quest'ultimo, infatti, potrebbe rinnegare l'orientamento dell'Adunanza Plenaria solo rimettendo ad esso nuovamente la questione portando nuovi argomenti.

Anche in tal caso, ci riferiamo ad una nuova rimessione, ciò è accaduto solo dopo diversi anni dalla prima pronuncia e solo in ragione di mutate circostanza normative e giurisprudenziali.

A) Nell'immediato, invece, l'attuale assetto ci lascia assai sereni nel ritenere che:

- TUTTI I RICORSI PROPOSTI ENTRO 60 GIORNI DAL DM DI AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA (D.M. 325/15; D.M. 235/14 così come i precedenti) INNANZI AL TAR, NEL MOMENTO IN CUI VERRANNO TRATTATI, VERRANNO DECISI IN FASE CAUTELARE (CON AMMISSIONE IN GAE CON RISERVA) SEGUENDO LE INDICAZIONI DELLA PLENARIA;

- TUTTI I RICORSI PROPOSTI ENTRO 120 GIORNI DAL DM DI AGGIORNAMENTO DELLA GRADUATORIA (D.M. 325/15; D.M. 235/14, così come i precedenti) innanzi al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA tramite ricorso straordinario, nel momento in cui verranno decisi in fase cautelare (con ammissione in GAE con riserva) seguendo le indicazioni della Plenaria.

Stessa sorte di cui sopra gli appelli di ricorsi proposti con queste modalità.

In tal senso solleciteremo la trattazione dei ricorsi non ancora trattati in fase cautelare e in particolare di quello al Pdr del 2014.

B) Non è, ancora, possibile dare indicazioni certe o altamente probabili, invece, nei confronti di coloro che hanno proposto ricorsi al TAR nel mese di dicembre 2015 e gennaio 2016, attraverso le azioni sperimentali di nullità avverso il D.M. 325/15.

Pur se gli argomenti alla base di queste azioni sperimentali sono, in realtà al centro del ricorso discusso innanzi alla Plenaria ove abbiamo sostenuto, in qualità di intervenienti, che il vizio del D.M. 325/15 è quello di nullità, in questa fase cautelare, la Plenaria non ha fornito, ne doveva, indicazioni, anche in quanto quei ricorrenti avevano impugnato nei 60 giorni.

Per avere un quadro più chiaro per questi ricorrenti, dunque, è necessario attendere le motivazioni della sentenza della stessa Adunanza Plenaria sul merito della vicenda che, potrebbero, fornirci ulteriori spunti e che si attendono tra 45 giorni circa. Stante il successivo deposito dell'ordinanza istruttoria è chiaro che solo dopo il 16 novembre potremo avere un quadro definitivamente chiaro.

Per quanto riguarda direttamente i nostri ricorsi la cui udienza finale di merito è fissata per il 14 luglio 2016, possiamo già confermare che il TAR ha sin, da subito, ritenuto rilevante la questione sottoposta alla Plenaria ragion per cui è verosimile e ci auguriamo che applichi tali principi anche all'azione di nullità da voi proposta.

E' impossibile prevedere se riterrà di attendere (come invero appare verosimile) il 16 novembre o vorrà decidere già il 14 luglio. Anche in ipotesi di eventuale rinvio si tratterebbe di un'attesa limitata a fronte di una battaglia che dura oramai da 6 anni e che, solo 5 mesi fa, vi ha visti decisi ad agire.

Grazie a tale azione, chi ha agito tra dicembre 2015 e gennaio 2016, ha "preso l'ultimo treno possibile" per agire innanzi al Giudice amministrativo (TAR e CDS per capirci) in quanto, come sapete, per fare queste azioni, è necessario legarsi all'impugnativa di atti ministeriali entro termini definiti (60, 120 o 180 giorni).

Ad oggi, dunque, sino a quando non verrà adottato un nuovo D.M. di aggiornamento delle GAE, NESSUN ALTRO PUO' AGIRE INNANZI AL GIUDICE AMMINISTRATIVO.

Sul punto vi riportiamo il testo dell'informativa che, al momento dell'adesione, avete sottoscritto

"In merito al ricorso sperimentale che abbiamo ideato si tratta di un’azione di nullità dell’ultimo D.M.
Il TAR Lazio, in tal senso, si è già pronunciato accogliendo la nostra tesi ritenendo nullo, di diritto, perchè adottato in violazione del giudicato, il D.M. 3 giugno 2015.
Secondo il T.A.R. Lazio “con riferimento alla domanda di annullamento del D.M. M.I.U.R. n. 325/2015, l’atto impugnato dispone espressamente, all’articolo 5, che, per quanto non espressamente previsto nel medesimo decreto, valgono le disposizioni di cui al D.M. M.I.U.R. n.235/2014, e che quest’ultimo è stato definitivamente annullato con la sentenza del C.d.S. n. 1973/2015 del 16 aprile 2015, passata in giudicato, e che, pertanto, fa stato nei confronti di tutti gli interessati” (T.A.R. Lazio 23 ottobre 2015, n. 4576), ragion per cui la reiterata scelta ministeriale è stata adottata in “conclamata elusione del giudicato formatosi sulle sopra indicate sentenze” (in termini T.A.R. Lazio. nn. 10675/15 e 10902/15).
Una volta ottenuta la declaratoria di nullità del D.M. si agirà in sede di ottemperanza per ottenere l'ammissione definitiva in G.A.E."

Quanto vi a

C) Ora, passiamo in rassegna anche i ricorrenti che hanno agito innanzi al Giudice del Lavoro.

Il Giudice del Lavoro, a differenza del giudice amministrativo, non ha un obbligo imposto dal codice di seguire le indicazioni della Plenaria.

A differenza della "semplici" sentenze sin'ora emesse dal Consiglio di Stato, che spesso sono state disattese dai Tribunali ordinari, in questo caso la Plenaria risponderà a tutti i rilievi del MIUR superando tutte le argomentazioni, sposate acriticamente dai Tribunali del Lavoro stessi e chiarendo gli esatti termini della vicenda.

E' ben probabile, pertanto, che la decisione dell'Adunanza Plenaria dia una nuova svolta anche al contenzioso innanzi al Giudice del Lavoro.

D) Infine, trattiamo la posizione di chi è già destinatario di un provvedimento cautelare favorevole grazie al quale è stato ammesso in GAE.

Costoro, dopo tale decisione, possono evidentemente dormire sonni più tranquilli ed aspettare la fase finale dei loro giudizi.

La loro riserva non è stata sciolta dalla Plenaria e sarà sempre il loro giudice che dovrà provvedervi.

E' chiaro che tale giudice, come detto sopra, dovrebbe uniformarsi alle indicazioni della Plenaria.

CHI NON HA MAI AGITO COSA PUO' FARE OGGI?

Per tutti coloro che non hanno ancora fatto ricorso è questo il momento di agire.

Come detto non possono più agire innanzi al T.A.R. o al P.D.R.

Possono agire solo innanzi al G.D.L. Il costo è di € 1.000 oltre iva e cpa e contributo unificato se dovuto. Per ogni sede si andranno a fare piccoli gruppetti omogenei.

Per tutti gli interessati si può agire seguendo le indicazioni di cui al seguente link ADERISCI ALL'AZIONE

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