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DOVE CONVIENE EFFETTUARE IL TEST?

In tantissimi hanno in tasca più iscrizioni presso diverse sedi universitarie. Quale scegliere per il 5 settembre?

Gli Avvocati Santi Delia, Michele Bonetti & Partners mettono a disposizione uno studio statistico dell'Unione degli Universitari che a nostro avviso potrà essere indicativo per le Vostre scelte.

I nostri migliori saluti.

Santi Delia & Michele Bonetti

 

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Processo all'Università di Messina (test 2010): il T.A.R. Catania accoglie i ricorsi e manda gli atti alla Procura della Repubblica

Sono state pubblicate nel pomeriggio di ieri 24 agosto 2011 le attese sentenze riguardanti il concorso per l'ammissione al Corso di Laurea in Medicina presso l'Ateneo di Messina. Il T.A.R. Catania ha accolto tutti i ricorsi e confermato l'iscrizione per tutti i ricorrenti che, ormai dal secondo trimestre, erano già iscritti con riserva grazie alla "sospensiva".

Secondo il T.A.R. Catania, "a conferma del’orientamento già espresso in sede cautelare - la piena utilizzabilità dei posti predeterminati (anche in termini di fabbisogno sociale) sia più aderente ai principi costituzionali enunciati negli articoli 33 e 34 della Costituzione e ai canoni di logica e ragionevolezza dell'operato della pubblica amministrazione (cfr. in tal senso Cons. Stato, sez. VI, 10 settembre 2009, n. 5434 che privilegia la tesi volta ad assicurare lo scorrimento degli studenti comunitari, utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari restati non utilizzati, poiché “…la garanzia del diritto allo studio sancita dall'art. 34, primo comma della Costituzione si qualifica come diritto della persona e non soffre limitazioni in relazione al grado di istruzione”).

Nonostante l'accoglimento di tale motivo che consentirà ai tanti ricorrenti di studiare e quindi di ottenere la massima soddisfazione possibile, il T.A.R. si occupa anche della dennunciata lesione dell'anonimato e dell'anomala gestione della prova di concorso da parte dell'Ateneo di Messina.

Il T.A.R., pur non possedendo la prova "regina" grazie alla quale vi sarebbe la certezza che un soggetto sarebbe stato avvantaggiato a scapito di altri, "non può fare a meno di rilevare come non risulti logica e coerente con le sopra citate esigenze di regolare svolgimento delle prove invocate dalla commissione (in particolare sotto il profilo delle verifica che ogni candidato rediga il proprio elaborato) la documentata circostanza che la consegna dei moduli non è stata casuale, ma è stata eseguita in modo progressivo nei confronti dei candidati effettivamente partecipanti alla selezione; i test sono stati, infatti, consegnati secondo lo stretto ordine già assegnato secondo l’elenco predisposto, omettendo quindi la consegna dei test che sarebbero stati assegnati ai candidati assenti (cfr., a titolo esemplificativo, numeri progressivi 2, 22, 29. 38,39, 43,46 ), nonostante il chiaro contenuto dispositivo dell’art 13 citato, in base al quale la distribuzione dei plichi va eseguita “in relazione al numero dei partecipanti” e quindi ai candidati effettivamente presenti alle prove e non anche agli assenti (art 13, comma 3° dm 10 giugno 2011). E’ evidente che tale anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale, anche se in concreto non è possibile stabile - in assenza di alcun accertamento dei fatti in sede penale - “se” ed eventualmente “in quale misura” il predetto modus operandi abbia falsato lo svolgimento delle prove".

Anche per tali ragioni nonchè per tutte quelle denunciate in ricorso, nei motivi aggiunti e nelle memorie difensive ("le articolate ricostruzioni di parte ricorrente operate nel ricorso introduttivo, nel ricorso per motivi aggiunti e nelle memorie difensive, tutte finalizzate a mettere in luce l’uso distorto della gestione dello svolgimento della prova da parte della commissione e lo stretto collegamento tra violazione delle regole di anonimato e la possibilità di dolose manomissioni del contenuto degli elaborati"), il T.A.R. usa il gravissimo e pesantissimo rimedio della trasmissione degli atti al Giudice Penale ordinando "la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, competente per territorio in relazione al luogo di svolgimento del concorso, per la valutazione della sussistenza di eventuali ipotesi di reato nei fatti descrittii".

L'UDU, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia esprimono grande soddisfazione giacchè, dopo un decennio di illegittima gestione della prova, per bocca del T.A.R. è stato chiarito (nella speranza che non si ripeta più, che "tale anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale" e sarà la Procura della Repubblica ad accertare eventuali responsabilità.

Il concorso, comunque, non è annullato giacchè il T.A.R., "in attuazione del principio di effettività della tutela di cui all’art. 1 del c.p.a., non [ritiiene di voler] sottaciere le possibili conseguenze di un annullamento della procedura derivanti da eventuali illegittimità basate solo su vizi sintomatici e analisi probabilistiche che sarebbero satisfattive delle pretese dei ricorrenti solo nelle misura dell’interesse strumentale alla riedizione della prova, mentre gli stessi potrebbero trarre più ampio vantaggio dall’accoglimento di altre censure (in particolare quelle che hanno condotto all’accoglimento delle domande cautelari e all’ammissione con riserva di alcuni ricorrenti). Inoltre, nella fattispecie in esame caratterizzata dall’incerta incidenza della presunta violazione procedimentale sullo svolgimento delle prove, l'esigenza di effettività della tutela giurisdizionale impone l’individuazione di un punto di equilibrio per evitare che il rimedio ad un’ingiustizia si traduca in una generalizzata e più grave ingiustizia nei confronti dei candidati che hanno regolarmente svolto le prove e si collocati in posizione utile per l’immatricolazione al primo anno del Corso di Laurea".

Il T.A.R. quindi, anche in ragione dell'accoglimento degli altri motivi  (redistribuzione dei posti inizialmente riservati agli extracomunitari o lasciati comunque liberi da studenti comunitari per rinunce, trasferimenti o passaggi ad anni di corso successivi), ritiene più equilibrato lasciare validi gli atti di concorso e demandare al Giudice penale l'accertamento di responsabilità.

Clicca qui per leggere le sentenze del T.A.R. Catania, Sez. I, 24 agosto 2011, nn. 2103, 2104, 2105, 2106

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Partono i ricorsi sui trasferimenti dall'estero

Sui nostri ricorsi la giurisprudenza del G.A. ha già ritenuto che il mancato superamento del concorso di ammissione presso un Ateneo Italiano "non è di per sé ostativo al trasferimento presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di una Università italiana" giacchè "le ragioni del ricorrente a vedersi valutata la propria istanza di trasferimento non appaiono manifestamente infondate, sia perchè non sussiste un espresso divieto normativo per i trasferimenti degli studenti iscritti ad Università appartenenti ad altri Stati, sia perchè, prima facie, il rispetto del numero programmato nazionale va rapportato al primo anno del corso di laurea e non a quelli successivi, laddove per questi ultimi si sia verificata una diminuzione del numero degli iscritti (come accaduto nel caso di specie, alla luce di quanto risulta dal D.R. n. x) e quindi sussista una disponibilità di posti (che altrimenti verrebbe illogicamente persa)" (T.A.R. Campania, Napoli, Sez. IV, 10 dicembre 2010, n. 27157). Ancora, secondo altro T.A.R. "allo stato della normativa generale e speciale che regolamenta il passaggio da Università straniere non è prevista la sottoposizione dello studente ad un esame eguale a quello necessario per l'accesso al primo anno del corso di laurea, talchè l'iscrizione risulta subordinata alle sole condizioni attualmente previste"e non può essere negata (T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 3 giugno 2010, n. 681 e C.G.A. n. 166/08);

Gli studi dell'Avv. Santi Delia e dell'Avv. Michele Bonetti & Partners dopo alcune vittorie ottenute sul TAR Abruzzo proseguono la campagna per il diritto al sapere.

A differenza di quanto continuano a ritenere alcuni Atenei, secondo la C.G.E., "si deve rammentare, in limine, che se è pur vero che il diritto comunitario non arreca pregiudizio alla competenza degli Stati membri per quanto riguarda l'organizzazione dei loro sistemi di istruzione e di formazione professionale - in virtù degli artt. 165, n. 1, TFUE, e 166, n. 1, TFUE -, resta il fatto, tuttavia, che, nell'esercizio di tale potere, gli Stati membri devono rispettare il diritto comunitario, in particolare le disposizioni relative alla libera circolazione e al libero soggiorno sul territorio degli Stati membri (v., in tal senso, sentenze 11 settembre 2007, causa C-76/05, Schwarz e Gootjes-Schwarz, Racc. pag. I-6849, punto 70, nonché 23 ottobre 2007, cause riunite C-11/06 e C-12/06, Morgan e Bucher, Racc. pag. I-9161, punto 24). Gli Stati membri sono quindi liberi di optare o per un sistema di istruzione fondato sul libero accesso alla formazione - senza limiti di iscrizione del numero degli studenti -, ovvero per un sistema fondato su un accesso regolato che selezioni gli studenti. Tuttavia, che essi optino per l'uno o per l'altro di tali sistemi ovvero per una combinazione dei medesimi, le modalità del sistema scelto devono rispettare il diritto dell'Unione e, in particolare, il principio di non discriminazione in base alla nazionalità (tanto degli Atenei di provenienza quanto degli studenti, n.d.r.)" (C.G.E., Sez. Grande, 13 aprile 2010, proc. n. C-73/08).

i nostri studi sono a disposizione per una qualificata consulenza e per la predisposizione di ricorsi diretti ad ottenere il trasferimento.

(1) Secondo il T.A.R. Abbruzzo"sarebbe contraria all'apicale principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitari, suscettibile di applicazione non irrilevante nel settore dell'istruzione tenuto conto degli obiettivi perseguiti dagli art. 3, n.1, lett. q), Ce e 149 n. 2 secondo trattino, Ce, in quanto teso a favorire la mobilità degli studenti (cfr. Corte di Giustizia, Grande Sezione, 23.10.2007, n. 12), neppure essendo stata in alcun modo opposta (e, per vero, neppure prospettata) la non equipollenza delle competenze e degli standards formativi richiesti per l'accesso all'istruzione universitaria nazionale" (Sez. I, 22 dicembre 2010, n. 858; si veda anche ord. 28 gennaio 2010, n. 30, con la quale "ritenendo sussistere i presupposti di legge", è stato sospeso "il Decreto Rettorale 6 novembre 2009 con il quale in ottemperanza all'invito del MIUR, era stato disposto il diniego di accoglimento dei fogli di congedo e domande di proseguimento studi degli studenti provenienti da paesi comunitari").

Numero chiuso: la nostra battaglia per la libertà di studiare, i nostri successi per non arrestare il sapere...Vai al video

L’anno accademico che sta per concludersi ha segnato dei momenti storici ed indelebili nella nostra campagna etica per la libertà di studiare.

Mai, nella storia del numero chiuso, tanti studenti esclusi da un test di ingresso ingiusto ed illegittimo erano riusciti ad aprirsi la porta del corso di laurea cui da sempre avevano aspirato.

Clicca qui per vedere il video informativo di presentazione della campagna per il diritto di studiare

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Ammissione a Medicina 2010/2011. Arriva il primo accoglimento del TAR Lazio

Con una pronuncia cautelare assolutamente innovativa la Sez. III bis del T.A.R. Lazio ha ammesso alla frequenza alle lezioni del Corso di Laurea in Medicina dell'Università di Messina il ricorrente difeso dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti. Secondo il T.A.R. "il ricorso appare assistito da sufficienti elementi di fumus in ordine alle censure prospettate con i primi due motivi di ricorso non potendosi escludere con certezza l’intenzione della ricorrente di annullare la risposta fornita in ordine alla domanda n. __, con conseguente illegittima detrazione del punteggio di 0, 25, idoneo a collocarla in posizione utile nella graduatoria degli idonei". i Giudici romani, inoltre, hanno ritenuto sussistere "elementi di fondatezza anche in ordine ai profili svolti con il terzo motivo di ricorso circa l’esistenza di posti disponibili variamente non coperti".

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 10 dicembre 2010, n. 5288