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Ricorsi contro il numero chiuso 2010: le udienze finali

Carissimi ricorrenti,

il T.A.R. Lazio ha mantenuto l'impegno preso e, stante la peculiarità della nostra azione, ha fissato in tempi velocissimi l'udienza finale.
Come forse sapete bene è veramente rarissimo che questi ricorsi riescano ad essere definiti prima del nuovo test stante il grosso arretrato della giustizia amministrativa (ove, per capirci, oltre al nostro contenzioso vi sono vicende di grandissimo rilievo nazionale ed economico).
Questo obiettivo è stato quindi raggiunto e, giorno 16 giugno 2011, Vi sarà l'udienza finale per i ricorsi proposti innanzi al T.A.R. Lazio contro la non ammissione dopo i test del settembre 2010 della prima serie di ricorsi.
Dopo la trattazioni di tali udienze che raccolgono pressocchè tutto il ventaglio delle situazioni peculiari che abbiamo dedotto innanzi al Giudice Amministrativo, dovrebbero essere fissate anche tutte le altre.
Anche il T.A.R. Catania, ove sono stati depositati i ricorsi riguardanti l'Università di Messina, ha anticipato l'udienza finale di merito per il 23 giugno 2011.
Il T.A.R. Firenze, ove invece abbiamo instaurato i giudizi contro l'Università di Firenze, ha fissato un'udienza per tutti i giudizi per il 25 maggio 2011.
Sappiamo quando fosse importante per tutti Voi, nonostante l'accoglimento della sospensiva ed il fatto che state studiando nel corso di laurea cui aspirate, riuscire ad avere ulteriore stabilità per la Vostra carriera accademica grazie ad una decisione finale, anche al fine di decidere cosa fare in vista dei prossimi test. E' per questo che abbiamo impegnato tutte le nostre energie anche su tali obiettivi.
Sempre a Vostra disposizione.
Santi Delia & Michele Bonetti

La Gelmini annuncia: ecco il nuovo numero chiuso

In risposta ad un question time dell'On.le Pepe sull'attuale sistema di accesso a taluni corsi universitari, il Ministro Gelmini ha dichiarato di aver "chiesto al tavolo tecnico di valutare con urgenza la fattibilità, a partire da quest'anno, di graduatorie che comprendano, di norma su base regionale, almeno due o tre sedi per dare più opportunità ai giovani e quindi per accorciare il loro percorso universitario e l'ingresso nel mondo del lavoro". Questo perché spesso, ha spiegato il ministro al question time alla Camera, «chi concorre viene escluso su una sede, ma con lo stesso punteggio sarebbe potuto entrare in un altro ateneo».

Qualche mese fa, annotando le prime norme sulla c.d. riforma "Gelmini", avevamo notato come "se il fulcro dell’intero progetto di revisione e della stessa delega contenuta nella Legge n. 240/2010 è la valorizzazione del merito, ben pochi margini di dubbio sembrano residuare per non preferire il modello della graduatoria unica nazionale con il quale, appunto, è il valore assoluto del merito” ad essere premiato. Sembrano potersi superare, inoltre, i dubbi legati alla concreta applicabilità di tale modello con riguardo ai differenti livelli reddituali degli aspiranti che, almeno in astratto, dovrebbero trovare una qualche perequazione grazie al “fondo per il merito”. È proprio attraverso tale nuovo sistema di aiuti che si mira “a promuovere l’eccellenza e il merito fra gli studenti dei corsi di laurea e laurea magistrale individuati, per gli iscritti al primo anno per la prima volta, mediante prove nazionali standard e, per gli iscritti agli anni successivi, mediante criteri nazionali standard di valutazione”. Tutto fa pensare, dunque, che il nuovo assetto trovi nella graduatoria unica uno dei suoi cardini più significativi".

La strada, in effetti, è proprio quella che avevamo teorizzato ma, come al solito, senza soldi da spendere per l'istruzione (e quindi senza gli ammortizzatori del fondo per il merito) si è giocoforza dovuta limitare la possibilità di scegliere su più sedi nel ristretto ambito regionale.

Per carità che sia meglio dell'attuale sistema ove si può concorrere su una sola sede è sin troppo ovvio notarlo, ma che permanga la discrasia su cui più volte ci è soffermati è indiscutibile.

I numeri del corrente anno accademico, dimostrano come esistano casi di obiettiva e poco contestabile discriminazione tra i vari candidati a seconda della sede prescelta. A Milano Statale, senza scorrimenti applicati e, dunque, in sede di prima stesura della graduatoria, l’ultimo punteggio utile ai fini dell’ammissione era di 48,75. All’Università del Molise, al 75° e ultimo degli ammessi, bastarono 38,25, punti gli stessi del candidato collocato alla posizione 1050 del citato Ateneo di Milano Statale ove i posti a concorso erano 340.

Insomma, merito si ma a piccole dosi.

Bene dice quindi l'amico e compagno di battaglie Michele Bonetti chiedendosi se "non sarebbe meglio "testare" i nostri ragazzi per le loro capacità da dimostrare sul campo e non continuare a demandare ad un quiz la scelta dei Professionisti del domani"?

Clicca qui per leggere il saggio pubblicato sul Foro Amministrativo e su Giustamm dell'Avv. Santi Delia.

Clicca qui per leggere l'annuncio alla stampa del Ministro Gelmini sul nuovo "numero chiuso".

Accolta l'ottemperanza contro l'Università di Messina

Ammissione a medicina, l'Ateneo di Messina ha ancora torto.

Il T.A.R. annulla il decreto del Rettore dell'Università di Messina con il quale era stato ammessa una sola studentessa anzichè tutti i 5 soggetti che avevano proposto ricorso.

Da lunedi 17 aprile saranno in 5 a poter studiare al corso di laurea cui da sempre aspiravano e l'udienza finale è definitivamente fissata per il 23 giugno 2011.

Vai al weblog per leggere l'articolo sulla decisione del T.A.R. Catania.

Vedi il provvedimento di ottemperanza dell'Ateneo.

Santi Delia & Michele Bonetti

 

Commissione UE: illegittime le misure dell'Italia sull'abilitazione all'insegnamento

La Commissione Europea risponde al quesito dell'Avv. Santi Delia e conferma l'evidenziata discriminazione (una delle tante) che il Decreto Gelmini, impugnato da ADIDA e da oltre 10.000 docenti di III fascia con il patrocinio degli Avv.ti Bonetti, Delia e Gozzi, perpetrerà nei confronti di tanti precari della Scuola.

Cosa cambia per i precari di III fascia. L'obiettivo di sfoltire lo stuolo dei precari della scuola è indubbiamente centrato dal Decreto Gelmini. Migliaia di docenti, che da decenni formano le nostre generazioni future, risultano letteralmente cancellati, come eliminato è il diritto di "dare" il loro sapere. L'incapacità di dare una risposta all'implosione del sistema scolastico è aggirata dal Ministero a scapito proprio di tali docenti: Io, Stato, non riesco ad assorbire il gran numero dei pretendenti alla cattedra? Pazienza. Miro a rallentare (obbligando tutti ad abbandonare le supplenze ed il reddito grazie al quale si sosteneva la famiglia, per seguire il corso di formazione abilitante, dare decine di esami durante lo stesso, acquisire patenti obbligatorie di inglese ed informatica e collezionare un monte ore straordinario di tirocini di insegnamento) la possibilità di accedere alla cattedra all'inverosimile subordinando, tra l'altro, l'abilitazione all'effettiva necessità che ha il sistema della mia professionalità.

Forse, così, si risolverà il problema di avere graduatorie meno ingolfate ma precari e disoccupati, non possono essere nascosti sotto nessun tappeto.

L'aggravante europea. Il fatto che l'U.E. ritenga illegittimo che lo Stato Italiano riconosca 30 punti agli abilitati italiani non sarà privo di conseguenze. Le insormontabili difficoltà per i precari di III fascia nell'ottenerla, saranno svilite anche a fronte dei tantissimi neolaureati che "prenderanno" la via spagnola  o quella europea e, incassata una comoda ma costosa abilitazione, potranno spenderla proprio a discapito di chi, invece, dovrà sostenere sacrifici esorbitanti per conquistarla sempre che, il fabbisogno calcolato dal MIUR, consenta che vengano banditi i TFA in quella determinata classe di concorso cui si aspira.

Insomma i precari di III fascia, tali da decenni, che sulle supplenze hanno messo su famiglia e chiesto il mutuo per l'acquisto della casa, si vedranno costretti ad (e dovranno sperare di poter) accedere al T.F.A. per ottenere l'abilitazione e non potranno certo andare in giro per l'Europa a comprare nessun titolo. E' forse questo il merito che il Governo mira a premiare?

Clicca qui per leggere la nota della Commissione Europea

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