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CONSIGLIO DI STATO: VINTA UN'ALTRA PARTITA STORICA

I POSTI LASCIATI VACANTI DOPO I PASSAGGI AD ANNI SUCCESSIVI DEGLI AMMESSI VANNO ASSEGNATI.

Vai al comunicato dell'ANSA e a quello dell'AGI

UNIVERSITA': CONSIGLIO STATO ACCOGLIE RICORSO, OCCUPARE POSTI VACANTI

(ANSA) - PALERMO, 10 MAG - Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di uno studente cagliaritano difeso dagli avvocati Giacomo Ferrari, Santi Delia e Michele Bonetti, permettendo lo scorrimento della graduatoria, anche per chi non aveva superato i test d'ammissione al corso di laurea, per i posti rimasti liberi.
Secondo i giudici della sesta sezione di Palazzo Spada nel caso in cui i posti si sono resi liberi dopo il passaggio ad anni successivi dei soggetti vincitori della prova di ammissione, l'ateneo ha l'obbligo di far scorrere la graduatoria occupando tutti i posti rimasti così vacanti.
Disattesa, invece, la posizione del ministero dell'Università che, con una nota diramata a tutti gli atenei qualche tempo fa aveva impedito lo scorrimento " evidenziando che si sarebbe determinata una lievitazione complessiva degli studenti".
"Si tratta - commentano gli avvocati Delia e Bonetti -, di una  decisione molto importante grazie alla quale potranno essere occupati centinaia di posti ancora vacanti anche in altri atenei (tra tutti, ad esempio, quello della Seconda Università di Napoli che ha bandito 400 posti) e che riafferma, ancora una volta, come il diritto allo studio non possa e non debba essere compresso se non innanzi a inderogabili esigenze organizzative superiori e invalicabili".   (ANSA).

La Nuova Sardegna

Sicilialive24

Vai alla decisione del Consiglio di Stato

MESSINA: SECONDO SCORRIMENTO...AVANTI I RICORRENTI, COME DA PROGRAMMA ALTISSIMO NUMERO DI RINUNCE

Qualche giorno fa avevamo dato comunicazione che l'Università di Messina, finalmente, dopo oltre due mesi dalla decisione del Consiglio di Stato, aveva provveduto a fare lo scorrimento.

Solo grazie alla notifica del ricorso per l'ottemperanza, di cui chiederemo la liquidazione delle spese innanzi al Consiglio di Stato, finalmente questo nuovo passo è stato compiuto.

Qualche giorno prima, inoltre, eravamo riusciti a far mettere a scorrimento anche l'ultimo posto tra quelli disponibili.

Oggi, 8 maggio 2012, (almeno sino alle 14 di oggi) è stato attivato il secondo scorrimento ed abbiamo avuto la prova della fondatezza delle nostre stime.

Ben 9 su 12 sono state le rinunce. Attivato, quindi, il nuovo scorrimento per altri 9 POSTI ed è già certo che ve ne saranno altri.

Chissà che non si arrivi ai numeri di Palermo dell'anno passato dove con 41 posti a scorrimento la graduatoria scese di 97 posizioni.

Tutti i candidati chiamati (collocati alle posizioni nn. 264 - 265- 266 -267 -269 -270- 271- 272 della graduatoria di Medicina)  erano stati invitati ad immatricolarsii CON RISERVA dell'esito dei giudizi proposti dagli altri candidati ricorrenti.

L'alto numero delle rinunce è dovuto alla circostanza che SOLO CHI HA FATTO RICORSO PUO' DIFENDERE LA PROPRIA POSIZIONE DA EVENTUALI SUCCESSIVI APPELLI DELL'ATENEO.

Anche chi non ha fatto ricorso, pertanto, può immatricolarsi ma A DIFFERENZA DI CHI HA FATTO RICORSO, non potrà DIFENDERE IN GIUDIZIO LA PROPRIA POSIZIONE ALLORQUANDO IL TAR LAZIO DECIDERA' LE CAUSE NEL MERITO (dimostrare la frequenza delle lezioni, il superamento degli esami, il pagamento delle tasse, etc..), rischiando, quindi, l'esclusione dopo mesi o anni di frequenza.

Chi ha fatto ricorso, invece, potrà difendere, sino alla fine, la propria posizione innanzi al T.A.R. LAZIO e/o al C.G.A. ove l'Ateneo dovesse appellare le sentenze del T.A.R. Catania.

Chi ha fatto ricorso innanzi al T.A.R. Lazio, inoltre, grazie alle decisioni del Consiglio di STATO, potrà serenamente attendere la fissazione del giudizio di merito che, normalmente, tarda diversi anni e che, in alcuni casi (i più numerosi), non giunge prima della laurea. In tal caso la Legge chiarisce che chi si laurea grazie all'ammissione con riserva, ottenendo la laurea, è definitivamente DOTTORE e sana la sua posizione.

Attendiamo ancora, invece, lo scorrimento su ODONTOIATRIA, mentre, ormai tra qualche giorno, il MIUR comunicherà la propria posizione sull'altro RICORSO VINTO innanzi al

T.A.R. Lazio sui 22 posti in più.

Dopo qualche ora l'avviso sul sito è stato cancellato e, pare, che l'Ateneo abbia annullato in autotutela il provvedimento di scorrimento al fine riapprofondire la vicenda complessiva del contenzioso.

Attendiamo tale nuovo provvedimento, che evidentemente ci lascia sconcertati giungendo dopo 3 mesi di diffide ad ottemperare e quindi con tempi infinitamente lunghi per consentire ogni approfondimento possibile, per i successivi commenti e le successive decisioni processuali da intraprendere.

A mezzo mail sono state inviate comunicazioni personali ai singoli ricorrenti.

Vai all'annuncio sul sito d'Ateneo

MESSINA: Attivato lo scorrimento a MEDICINA....solo dopo la notifica del ricorso per ottemperanza

L'Università di Messina, finalmente, dopo oltre due mesi dalla decisione del Consiglio di Stato, provvede a fare lo scorrimento.

Solo grazie alla notifica del ricorso per l'ottemperanza, di cui chiederemo la liquidazione delle spese innanzi al Consiglio di Stato, finalmente questo nuovo passo è stato compiuto.

Qualche giorno fa, inoltre, eravamo riusciti a far mettere a scorrimento anche l'ultimo posto tra quelli disponibili.

Tutti i candidati chiamati (collocati alle posizioni nn. 246 – 247 – 248 - 249 –251 –252 -253- 256- 257 –259- 260- e 261 della graduatoria di Medicina) saranno immatricolati CON RISERVA dell'esito dei giudizi proposti dagli altri candidati ricorrenti.

Anche chi non ha fatto ricorso, pertanto, può immatricolarsi ma A DIFFERENZA DI CHI HA FATTO RICORSO, non potrà DIFENDERE IN GIUDIZIO LA PROPRIA POSIZIONE ALLORQUANDO IL TAR LAZIO DECIDERA' LE CAUSE NEL MERITO (dimostrare la frequenza delle lezioni, il superamento degli esami, il pagamento delle tasse, etc..), rischiando, quindi, l'esclusione dopo mesi o anni di frequenza.

Chi ha fatto ricorso, invece, potrà difendere, sino alla fine, la propria posizione innanzi al T.A.R. LAZIO e/o al C.G.A. ove l'Ateneo dovesse appellare le sentenze del T.A.R. Catania.

Chi ha fatto ricorso innanzi al T.A.R. Lazio, inoltre, grazie alle decisioni del Consiglio di STATO, potrà serenamente attendere la fissazione del giudizio di merito che, normalmente, tarda diversi anni e che, in alcuni casi (i più numerosi), non giunge prima della laurea. In tal caso la Legge chiarisce che chi si laurea grazie all'ammissione con riserva, ottenendo la laurea, è definitivamente DOTTORE e sana la sua posizione.

Attendiamo ancora, invece, lo scorrimento su ODONTOIATRIA.

Vai all'annuncio sul sito d'Ateneo

In 9000 per la prima prova del test alla Cattolica, ma nessuno si chiede se è legittimo

Giornata trafficata nella capitale, non solo per il mal tempo che ha colpito la città, ma soprattutto per il flusso di 8.794 persone, senza contare eventuali accompagnatori, che oggi si sono imbattute nel test preselettivo per l’iscrizione alla facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica del Sacro Cuore.

Mentre c’è chi si compiace del boom di iscrizioni, c’è chi pensa che il diritto allo studio oggi ha un prezzo, pari a 120 €, che corrisponde alla quota di iscrizione ai test; c’è chi pensa a quanti soldi ha incassato la Cattolica, dal momento che ha sbaragliato la concorrenza degli altri atenei dal momento che è l’unica a dare accesso alla procedura selettiva nel mese di aprile.

Il profilo dell’aspirante studente di Medicina e Chirurgia che ha pagato 120 € per l’iscrizione ai test è, dunque, quello di un giovane partito da un qualsiasi paese d’Italia, accompagnato da un genitore, da un fratello, da un amico che alle 9 è entrato nella sede del Palace Hotel e solo alle 12.30 ha cominciato il test.

Chi passerà il test sarà sottoposto ad un esame orale a nostro avviso troppo discrezionale e già censurato dal TAR.
Il giovane aspirante deve concorrere con le altre 8793 persone: uno solo uno su 28 sarà ammesso a Medicina e solo 1 su 22 a Odontoiatria.

In pochi, forse, si sono chiesti come e perchè, nonostante vi sia una Legge (n. 264/99) che obbliga TUTTI gli Atenei a sottoporre TUTTI candidati ad un'unica prova IDENTICA su tutto il territorio nazionale da svolgersi nella stessa data, sia concesso ad un'Università privata di incassare oltre 1 MILIONE di euro per svolgere un test in data e con modalità diverse rispetto agli altri.

Il dettato normativo sembra inequivocabile "L'ammissione ai corsi di cui agli articoli 1 e 2 è disposta dagli atenei previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi, con pubblicazione del relativo bando almeno sessanta giorni prima della loro effettuazione, garantendo altresì la comunicazione dei risultati entro i quindici giorni successivi allo svolgimento delle prove stesse. Per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica determina con proprio decreto modalità e contenuti delle prove di ammissione, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato".

Per l'anno accademico 2012/2013 il Ministero non ha ancora pubblicato alcun D.M. ma, come tutti sanno, MAI è stato consentito che gli Atenei Statali individuino gli ammessi se non sulla base di un test unico per tutta la penisola e corretto presso il CINECA.

Vedremo se, in un Paese come l'Italia, anche queste stranezze diventino normali.

La campagna contro il numero chiuso degli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti, riparte anche per il nuovo anno accademico e questa volta dal mese di aprile.

 

Abilitazione per gli insegnanti: ecco le date dei test. Parte il T.F.A.

E' stato pubblicato in data 23 aprile 2012 il Decreto DIRETTORIALE con il quale sono state rese note le date dei test su tutto il territorio nazionale.

L'ammissione ai TFA si celebrerà tra il 6 e il 31 luglio 2012 presso le sedi Universitarie e i candidati dovranno rispondere a 60 domande a risposta multipla.

Solo chi otterrà il punteggio minimo di 21/30 verrà ammesso alla prova scritta.

Si tratta della incostituzionale ed illegittima trovata dell'ex Dicastero Gelmini per diminuire il numero degli insegnanti da abilitare ed abbondonare nel limbo della III Fascia, sempre più precari.

Abbiamo duramente criticato con migliaia di ricorsi e centinaia di pagine di diffusi argomenti giuridici questa scelta e, ora, con il T.F.A. alle porte, siamo pronti a portare in discussione tutti i ricorsi.

E' impensabile che docenti con decenni di supplenze che hanno promosso e bocciato anche studenti della nostra generazione, siano obbligati a superare un test a risposta multipla, una prova scritta e una orale al solo fine di intraprendere un percorso abilitante cui la COSTITUZIONE consente di accedere sulla base del solo titolo di laurea.

E' illegittimo, sopra più di ogni altro aspetto, che si limiti il numero degli accessi all'abilitazione non sulla base delle capacità e delle competenze dei singoli docenti candidati ma del numero dei posti a livello nazionale in quella determinata classe di concorso. Non comprendiamo, infatti, perchè mai i precari della scuola debbano essere relagati alle graduatoria di III fascia e, invece, non debba a tutti, essere data la possibilità di abilitarsi e concorrere ad armi pari con chi l'abilitazione l'ha conseguita per le più disparate ed illegittime vie.

Quale interesse pubblico si persegue, ci chiediamo, ad abilitare meno insegnanti?

Il fine, come spesso questo legislatore ci ha mostrato di voler fare, è sbandierato a tal punto da dimenticare che il problema (quello del precariato che non vuole più alimentarsi), non si risolve affatto non abilitando chi ha i requisiti e le capacità per esserlo. Questi soggetti, in mancanza dell’esame di Stato loro costituzionalmente dovuto se non altro a fini partecipativi, non potranno certo andare a spasso per l’Italia a vendere il loro sapere per guadagnarsi da vivere, diventando precettori personali alle dipendenze di mecenati non più storicamente attuali. Vero, quindi, questi docenti non alimenteranno le graduatorie e, quindi, non saranno più precari dell’area scuola, ma non avranno comunque un lavoro. Saranno declassati a disoccupati e perderanno persino la speranza di stabilizzare la propria posizione lavorativa.

È in radice illegittimo, pertanto, che il diritto di abilitarsi e dimostrare sul campo le proprie capacità e idoneità all’insegnamento sia legato a parametri diversi rispetto ai requisiti culturali del candidato e passi da fattori endogeni legati al fabbisogno di professionalità.

Portando alle estreme conseguenze tali considerazioni si potrebbe assistere alla situazione nella quale il Prof. Einsten, brillante dottore di ricerca presso l’Università, non possa scegliere di insegnare il frutto delle proprie ricerche in quanto il sistema scolastico italiano non ha bisogno di lui. Sarà bravissimo ma, per evitare di ritrovarselo tra le graduatorie, non lo si fa abilitare. Ed il problema è risolto: non ha l’abilitazione e non può diventare precario.

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