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Prorogate al 21/11 le adesioni al ricorso collettivo per l'ammissione alle Professioni sanitarie

Professioni sanitarie: altro giallo a Messina. Piovono i ricorsi

Qualche giorno fa l'annuncio dell'Ateneo circa l'annullamento delle prove per l'ammissione ai corsi magistrali delle professioni sanitarie. Ora scoppia invece il giallo sulla prova dell'11 settembre per l'ammissione alle triennali. Nella prova di concorso per l'ammissione alle professioni sanitarie (infermieristica, fisioterapia, logopedia, etc.) mancavano 3 plichi di concorso. Un altro plico era semiaperto. A denunciarlo è il Comitato Nonumerochiuso che in una nota spiega: "La Commissione e il Rettore che ha approvato gli atti, tuttavia, hanno verbalizzato l'accaduto senza denunciare il fatto alla Procura della Repubblica per gli accertamenti del caso.

Frattanto escono i risultati e a Messina i punteggi sono i più alti d'Italia. Il ricordo - continua il Comitato - non può che andare al 2007 quando a Catanzaro mancarono all'appello proprio 3 plichi. In quel caso il Rettore della Magna Graecia denunciò il fatto e solo dopo 3 anni, grazie agli approfondimenti dei Ris di Messina, si smantellò una vera e propria organizzazione che riusciva a trafugare con anticipo le domande del test mettendole sul mercato. L'Udu ha ricevuto numerosissime segnalazioni dagli studenti e sta valutando un ricorso collettivo.

Per i suoi avvocati, Santi Delia e Michele Bonetti, si può procedere chiedendo l'ammissione con riserva al corso di laurea. I legali, dopo aver preso visione degli atti di concorso, fanno sapere che "il fatto che manchi un plico in una scatola non sembra casuale. La ditta che ha gestito il concorso è certificata Rina e dovrebbe essere dotata di tecnologie tali da escludere ogni situazione di questo tipo. Non a caso i Ris di Messina, nell'indagine sui fatti di Catanzaro del 2007, partirono proprio dalla sede ove i plichi erano confezionati. Dopo aver accertato l'esistenza di un sofisticato sistema di controllo a base di sensori elettronici che esclude errori nel riempimento delle scatole e dei plichi, si concentrarono su altre piste. Stupisce che l'Ateneo - conclude la nota - dopo gli stellari punteggi dei candidati alle Professioni sanitarie, in netta controtendenza con quelli di Medicina ove i candidati di Messina erano stati fanalino di coda rispetto a Palermo e Catania, non si sia chiesto se ci fosse qualcosa da approfondire".

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ADIDA – “SVOLTA DECISIVA” AL TRIBUNALE DI MILANO

Vittoria per i precari di Adida il Ministero condannato alle spese del processo
Il Tribunale di Milano nella persona del Giudice Istruttore Dott.ssa Chiara Colosimo ha accolto il ricorso dell’Associazione Adida patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia; trattasi di una vittoria storica poiché dopo alcuni accoglimenti vi era stata un’inversione di tendenza a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione a cui si erano uniformati tutti i Tribunali compresi quelli di Roma e Milano, che oggi ha invece il coraggio di tornare sui propri passi.
“Forse siamo ad un giro di boa – ha commentato Barbara Borriero coordinatrice nazionale Adida – questa volta non si tratta di un accoglimento di sparuti e piccoli Tribunali della Penisola, ma di una svolta intervenuta in uno dei Tribunali e fori più importanti d’Italia”.
“L’accoglimento riguarda non solo gli scatti di anzianità ma anche il risarcimento del danno – riferiscono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – il Tribunale ritiene che un lavoratore a tempo determinato sia tale e quale in termini di competenza e professionalità ad uno a tempo indeterminato e non fa distinzioni fra abilitati e non abilitati, equiparandoli finalmente in termini economici”.
Il Tribunale di Milano, riferiscono soddisfatti da Adida, accoglie i diritti dei precari e condanna alle spese del processo il Ministero.

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T.F.A. accolti altri 20 ricorsi. Il T.A.R. Lazio fissa l'udienza finale

 

Riconfermato l’orientamento del Tar del Lazio sulla nota querelle che concerne i tirocini formativi attivi. Altri studenti e precari vengono, dunque, ammessi dal Tar che, dopo una prima battuta d’arresto su alcuni ricorsi collettivi gestiti da altri avvocati, riconferma il suo orientamento positivo.

Il T.A.R. Lazio ha ritenuto tanto delicata e di urgente trattazione la questione che ha fissato le udienze finali di merito dei giudizi per i primi di dicembre. Tutti ammessi sin'ora i centinai di ricorrenti difesi dagli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti.

 

T.F.A.: al via ai ricorsi collettivi per la famigerata classe di francese!

Parte il ricorso collettivo per la classe A245 e A246 (Lingua e civiltà straniera – Francese) del tirocinio formativo attivo, dove ben 25 domande su 60 sono state annullate.

Il MIUR ha provveduto, in questi ultimi giorni, alla terza correzione dei risultati con un ulteriore annullamento di una domanda.

Alcune università hanno, così, deciso di effettuare una nuova prova scritta per tutti coloro che sono risultati ammessi dopo l’ulteriore abbonamento della domanda e per tutti coloro che saranno ammessi con riserva dal Tar.

Contattateci ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per avere informazioni sul ricorso collettivo.

Si allega, a titolo esemplificativo, l’avviso dell’università di Cassino nonché il comunicato pubblicato sul sito dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” concernente l’integrazione dei risultati dei test preselettivi.

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El triplete al T.A.R. Lombardia: Vittoria a Medicina Inglese di Pavia e alla Statale di Milano

Tre su Tre, le vittorie al T.A.R. Lombardia delle ultime ore. Illegittimo lasciare posti vacati per i corsi di laurea a Medicina. Questi posti vanno assegnati ai ricorrenti.

Titoloni sui giornali Lombardi che così scrivono a tutta pagina

 

Riempite i posti a Medicina! La sentenza del TAR contro l’Unipv

 

Gli studenti italiani esclusi dai corsi a numero chiuso sono legittimati a prendere i posti riservati agli stranieri se questi non sono totalmente coperti. A stabilirlo è ilTribunale Amministrativo Regionale della Lombardia che ha dato ragione a tre aspiranti studenti in Medicina dopo che hanno presentato ricorso contro l’Università di Pavia.

La vicenda ha inizio lo scorso anno, in occasione del test d’ingresso per accedere a Medicina. L’Università di Pavia ha previsto di ammettere 60 studenti residenti in Italia e 40 residenti  all’estero. Le richieste arrivate dall’estero però erano inferiori ai 40 posti messi a disposizione dall’ateneo.

Immediatamente gli studenti italiani esclusi dal test d’ingresso, hanno pensato che i posti vuoti potessero essere ricoperti da loro. Una conclusione a cui l’ateneo non è arrivato, lasciando la situazione così com’era. A questo punto tre aspiranti matricole hanno pensato di presentare ricorso al TAR che ha dato ragione a loro.

Questa è la motivazione della sentenza: in mancanza di studenti stranieri a cui l’università deve riservare posti per favorire lo scambio interculturale, l’ateneo deve assegnare i posti vuoti agli studenti italiani, in modo da garantire il massimo delle potenzialità formative di cui dispone. Secondo il TAR, ciò non rischia di creare un numero di medici maggiore di quello che effettivamente occorre, perché non è detto che tutti gli studenti arrivino a concludere gli studi o che, una volta laureati, esercitino in Italia.

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