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Abilitazione per gli insegnanti: ecco le date dei test. Parte il T.F.A.

E' stato pubblicato in data 23 aprile 2012 il Decreto DIRETTORIALE con il quale sono state rese note le date dei test su tutto il territorio nazionale.

L'ammissione ai TFA si celebrerà tra il 6 e il 31 luglio 2012 presso le sedi Universitarie e i candidati dovranno rispondere a 60 domande a risposta multipla.

Solo chi otterrà il punteggio minimo di 21/30 verrà ammesso alla prova scritta.

Si tratta della incostituzionale ed illegittima trovata dell'ex Dicastero Gelmini per diminuire il numero degli insegnanti da abilitare ed abbondonare nel limbo della III Fascia, sempre più precari.

Abbiamo duramente criticato con migliaia di ricorsi e centinaia di pagine di diffusi argomenti giuridici questa scelta e, ora, con il T.F.A. alle porte, siamo pronti a portare in discussione tutti i ricorsi.

E' impensabile che docenti con decenni di supplenze che hanno promosso e bocciato anche studenti della nostra generazione, siano obbligati a superare un test a risposta multipla, una prova scritta e una orale al solo fine di intraprendere un percorso abilitante cui la COSTITUZIONE consente di accedere sulla base del solo titolo di laurea.

E' illegittimo, sopra più di ogni altro aspetto, che si limiti il numero degli accessi all'abilitazione non sulla base delle capacità e delle competenze dei singoli docenti candidati ma del numero dei posti a livello nazionale in quella determinata classe di concorso. Non comprendiamo, infatti, perchè mai i precari della scuola debbano essere relagati alle graduatoria di III fascia e, invece, non debba a tutti, essere data la possibilità di abilitarsi e concorrere ad armi pari con chi l'abilitazione l'ha conseguita per le più disparate ed illegittime vie.

Quale interesse pubblico si persegue, ci chiediamo, ad abilitare meno insegnanti?

Il fine, come spesso questo legislatore ci ha mostrato di voler fare, è sbandierato a tal punto da dimenticare che il problema (quello del precariato che non vuole più alimentarsi), non si risolve affatto non abilitando chi ha i requisiti e le capacità per esserlo. Questi soggetti, in mancanza dell’esame di Stato loro costituzionalmente dovuto se non altro a fini partecipativi, non potranno certo andare a spasso per l’Italia a vendere il loro sapere per guadagnarsi da vivere, diventando precettori personali alle dipendenze di mecenati non più storicamente attuali. Vero, quindi, questi docenti non alimenteranno le graduatorie e, quindi, non saranno più precari dell’area scuola, ma non avranno comunque un lavoro. Saranno declassati a disoccupati e perderanno persino la speranza di stabilizzare la propria posizione lavorativa.

È in radice illegittimo, pertanto, che il diritto di abilitarsi e dimostrare sul campo le proprie capacità e idoneità all’insegnamento sia legato a parametri diversi rispetto ai requisiti culturali del candidato e passi da fattori endogeni legati al fabbisogno di professionalità.

Portando alle estreme conseguenze tali considerazioni si potrebbe assistere alla situazione nella quale il Prof. Einsten, brillante dottore di ricerca presso l’Università, non possa scegliere di insegnare il frutto delle proprie ricerche in quanto il sistema scolastico italiano non ha bisogno di lui. Sarà bravissimo ma, per evitare di ritrovarselo tra le graduatorie, non lo si fa abilitare. Ed il problema è risolto: non ha l’abilitazione e non può diventare precario.

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Primo passo verso l'attivazione degli scorrimenti a Medicina.

Primo passo verso l'attivazione degli scorrimenti a Medicina.

L'Ateneo, dopo due mesi dal Consiglio di Facoltà che aveva autorizzato il passaggio al II anno di un nostro ricorrente, accoglie le nostre numerose diffide e, sulla base della pacifica giursprudenza del T.A.R. e del C.G.A. che nel corso degli ultimi anni ci ha sempre dato ragione sul punto, attiva lo scorrimento del posto rimasto vacante.

L'ultimo candidato ammesso, quindi, non sarà più quello collocato alla posizione n. 244 ma la graduatoria di Medicina e, certamente, anche quella di odontoiatria, continuerà a scorrere.

Nell'attesa che il M.I.U.R., sulla base dell'ordine del T.A.R. Lazio in accoglimento al nostro ricorso, consenta all'Ateneo di aumentare la propria offerta di 22 posti, l'Ateneo non ha ancora provveduto ad ottemperare allo scorrimento della graduatoria unica dei 23 posti residui inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari. E ciò nonostante l'ordine sia arrivato dal Consiglio di Stato prima e dal T.A.R. Catania poi sin dal 14 febbraio 2012.

Per questo abbiamo chiesto al CONSIGLIO DI STATO di COMMISSARIARE l'Università di Messina che, da più di 75 giorni, omette di seguire l'ordine dell'Autorità Giudiziaria (peraltro il massimo organo di giustizia amministrativa) e nega il diritto allo studio a decine di studenti.

La decisione del Consiglio di Stato è attesa nel mese di maggio.

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Università, inchiesta choc: 6 studentesse su 10 pronte a 'vendersi' per superare test

E' questo il sistema contro il quale combattiamo.

Se l'indagine di UNIVERSINET è corretta e, davvero, 6 ragazze su 10 sono disposte a vendere il proprio corpo in cambio dell'ammissione al corso di laurea dei propri sogni, è corretta la strada che da anni, in prima linea, stiamo battendo.

La consapevolezza di tali dichiarazioni non può che giungere da chi ha già affrontato il test ed ha visto, con i propri occhi, come vengono gestite queste prove di ammissione.

E' forse per questo che, secondo il Consiglio di Stato, la gestione del concorso di ammissione al CDL in Medicina è stato illegittimo per 10 anni in uno dei più importanti Atenei d'Italia?

O ancora per questo se, nel 2007, la prova era costellata da così tanti errori nel questionario somministrato da rendere assai probabile che anche fattori di cabala incidessero sull'ammissione?

E, ancora, solo per restare agli ultimi due anni, è per questo che le risposte al test possono essere affisse al muro di alcune aule senza che il MIUR decida per l'annullamento? O è per questo che nonostante la prova debba essere anonima, in un Ateneo la ditta privata che la gestisce possa decidere di non consegnare le buste ove sigillare i fogli risposta e tenerli segreti?

E' normale che durante un test di due ove ti giochi il tuo futuro si debba scoprire che alcune domande del tuo questionario sono errate?

E' normale che il tuo futuro debba essere legato all'errore del lettore ottico?

Sono tutti fatti accaduti e fortemente stigmatizzati dal T.A.R. Contro questo sistema lottiamo e lotteremo sempre.

Universinet.it - Se il corpo è considerato una merce, una "commodity" direbbero gli americani, perchè non usarlo quando il gioco si fa duro? I risultati del 2011 mostrano un dato contraddittorio, i ragazzi non si fidano più dei politici neppure per una raccomandazione (il politico scende dal 18 al 12%) e neppure dei “parenti dal 18 al 15%), cresce di poco la preparazione sui libri (+1%) e optano per scorciatoie sessuali che balzano dal 39 al 48%". Per trovare una raccomandazione il 34% degli universitari offrirebbe un favore sessuale ( percentuale che sale al 57% contro il 45% del 2010 per le ragazze e al 39% per i ragazzi) dato in fortissima crescita rispetto all'anno scorso.
La sola scorciatoia per il successo, per gli studenti che hanno risposto ad Universinet.it, sembra essere sempre di più quella sessuale, infatti anche le risposte sul tipo di "raccomandazione più efficace" indicano quella originata da una relazione sessuale come la più gettonata (35%contro il 25% dell’anno scorso).

Inchiesta di Universinet.it

Il dato prima del segno (-->) è quello del 2010 ed il successivo dopo (-->) del 2011

1- Secondo te è più importante studiare o trovare una raccomandazione per i test di Ammissione?
Studiare 12% -->13%
Raccomandazione 85%-->86%
Altro 3%--> 1%

2 - Se hai risposto B, Quale è la raccomandazione più forte?
A - Parente professore  18%-->15%
B - Relazione sessuale   25%-->35%
C - Centri di preparazione ai test 11%-->5%
D - Politico Nazionale 18%-->12%
E - Parente o genitore Professionista (Medico Ing. Arch. Ecc)23%-->13%
F - Altro o non risponde  5%--> 7%
G- Alto prelato (vescovo cardinale) 6% à13%

3 - Cosa saresti disposto a fare per avere una raccomandazione?
A - Pagare 27% --> 6%
B - Offrire prestazioni sessuali  39 à48%
ragazze 45% --> 57%
ragazzi 14% --> 39%
C - Iscriverti ad un partito politico 16%-->19%
D – Pagare un Corso di “preparazione” 12 à24%
E- Non risponde 13% --> 3%

Il T.A.R. LAZIO ORDINA AL MIUR DI DARE ALL'ATENEO DI MESSINA 22 POSTI IN PIU' PER IL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA.

Accolto il ricorso degli studenti difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che commentano: paradossale che debbano essere gli studenti ad ottenere giustizia innanzi al T.A.R. e l'Ateneo resta immobile innanzi agli illegittimi tagli ministeriali.

Il MIUR non da a Messina 22 posti in più che vogliono dire più tasse e più prestigio per l'Ateneo che, negli ultimi 4 anni, è diventato l'ultimo corso di laurea in medicina della Sicilia avendo subito l'aumento esponenziale dei posti di CATANIA (da 257 con il polo di Ragusa nel 2007 a 347 senza il polo di Ragusa nel 2012) e PALERMO (da 250 del 2007 a 440 del 2012) e l'Università resta a guardare.
Messina, in controtendenza rispetto al resto d'Italia, nonostante abbia un rapporto docenti-studenti tra i più alti della nazione (8,80 studenti per docente mentre in Italia la media è di 11) resta al palo dei 200 posti. La metà rispetto, ad esempio, all'Università di Palermo che, peraltro, ha 68 docenti in meno rispetto all'Università peloritana (462 Messina vs 394 Palermo).
Ed è così che, come sta sempre più spesso avvenendo per tutto ciò che riguarda Messina, negli ultimi anni si assiste ad una vera e propria "dismissione del sapere" in riva allo stretto.
Sino al 2007, infatti, i posti per l'ammissione al corso di laurea in Medicina in Sicilia vedevano Catania, in testa, con 260 posti, poi Palermo con 253 ed infine ad irrisoria distanza Messina con 225.

Oggi la differenza è siderale.
Palermo offre 443 posti, Catania 350, Messina ne occupa solo 221.

Nonostante a livello nazionale si sia passati dai 7.366 posti del 2007 ai 10.464 del 2011, Messina, ai nastri di partenza di settembre, è sempre rimasta ferma ai 200 posti.
Sulla base di questi numeri una quindicina di studenti, difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, gridano giustizia ritenendo che per loro, ad appena pochi posti dall'ultimo ammesso, non c'è nessuna valida ragione che possa giustificare la loro esclusione. Se ci sono spazi, strutture e risorse umane per più studenti, perchè negarci il diritto di studiare?
Il T.A.R. ritiene fondate  le doglianze e ordina al Ministero "il riesame della specifica situazione relativa all’Università di Messina e al suo effettivo fabbisogno, anche alla luce della situazione complessiva dell’intero contenzioso che si è sviluppato in argomento, secondo i precedenti richiamati nell’odierna camera di consiglio dal difensore dei ricorrenti medesimi" (Sez. III, 6 aprile 2012, n. 1291).
Mentre l'Ateneo di Messina deve ancora provvedere a coprire tutti i posti disponibili lasciati da extracomunitari mai sbarcati in Sicilia sulla base dell'ordine del Consiglio di Stato e del T.A.R. Catania, commenta l'Avvocato Delia, la decisione del T.A.R. Lazio mette a nudo quanto distorto ed illegittimo sia l'attuale sistema del numero chiuso che, in casi come quello di Messina, non consente a studenti meritevoli di poter studiare ciò a cui aspirano senza alcuna legittima ragione. 

I dati sono consultabili su questo link (http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-133503671), tratti all'esito della conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie e riassunti da Sole24 ore Sanità.

Ansa

Gazzetta del Sud

Centonove

Messinaora

Tempostretto

Normanno

24live.it

Tirrenosat

Il PRESIDENTE DEL T.A.R. CATANIA ORDINA ALL'UNIVERSITA' DI IMMATRICOLARE IMMEDIATAMENTE IL NOSTRO RICORRENTE

Nonostante le innumerevoli diffide inoltrate all'Università di Messina, nessun provvedimento è stato ancora adottato circa i 23 posti (tra Medicina e Chirurgia e Odontoiatria) lasciati liberi dai cittadini extracomunitari.

Nonostante il T.A.R. Catania, con ben 4 sentenze, e il Consiglio di Stato, con altri due provvedimenti, abbiano ORDINATO all'Università di coprire tutti i posti disponibili sulla base delle richieste di tutti coloro che avevano fatto ricorso, l'Ateneo ha sin'ora immatricolato solo 6 dei nostri ricorrenti ed ha dichiarato, per le vie brevi, di "star decidendo cosa fare" per gli altri.

Nonostante vi siano altri posti liberi per passaggi al II anno autorizzati nel mese di febbraio, inoltre, neanche in tal caso si sta provvedendo allo scorrimento. E anche in questo caso, nonostante il T.A.R. dica che i posti rimasti vacanti dopo i passaggi al II anno vanno messi a scorrimento.

Proprio per questo, diversi studenti, in questi giorni, si sono rivolti al nostro studio per fare ricorso e ottenere il posto che, DI DIRITTO, gli spetta.

Il PRESIDENTE DEL T.A.R., preso atto che l'ATENEO NON HA ANCORA OTTEMPERATO ALL'ORDINE DEL TRIBUNALE, HA GIA' ACCOLTO IL NOSTRO NUOVO RICORSO E ORDINATO ALL'UNIVERSITA' DI IMMATRICOLARE IMMEDIATAMENTE IL NOSTRO RICORRENTE.

L'Università, che con il contenzioso di quest'anno è già stata condannata a pagare oltre 15.000 euro di spese legali ai ricorrenti illegittimamente esclusi, nonostante il chiaro dettato del GIUDICE AMMINISTRATIVO, sta costringendo decine di studenti a sobbarcarsi ingenti spese pur di vedere riconosciuto il proprio diritto a studiare.

VAI AL DECRETO DI AMMISSIONE DEL PRESIDENTE DEL TAR

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