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FIT - APERTE LE PREADESIONI AL RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO 2018

dirittoscolasticoCome noto, con il Decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017 per il riordino, l'adeguamento e la semplificazione del sistema di formazione iniziale e di  accesso nei   ruoli dei docenti sia su posti comuni sia di sostegno, è stata disposta una fase transitoria al fine di consentire ai docenti già abilitati di poter ottenere il ruolo. Sulla base di ciò entro il 2018 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca bandirà il primo concorso per l’inserimento dei docenti nelle G.R.A.M.A., cioè le nuove graduatorie regionali di merito ed esaurimento.

Il nuovo concorso “semplificato”, di imminente indizione, avrà il medesimo impianto del concorso docenti del 2016, con le medesime illegittimità già censurate dal TAR e dal Consiglio di Stato.

Al fine di tutelare al meglio e in maniera celere gli insegnanti che saranno lesi dalle disposizioni ministeriali di prossima pubblicazione, il nostro studio legale raccoglie le preadesioni, gratuite e non vincolanti, ai ricorsi al Giudice Amministrativo per accedere al ruolo con il concorso a cattedra 2018 per le seguenti categorie di insegnanti:

 

- Docenti A.F.A.M.;

- Dottori di ricerca (LEGGI DELL'AMMISSIONE IN SECONDA FASCIA);

- Abilitati all’estero;

- Insegnanti I.T.P.;

- Docenti di ruolo in possesso di altra abilitazione all'insegnamento.

- Tutti i soggetti ammessi con riserva, che hanno ottenuto l’abilitazione con riserva o che partecipano a percorsi abilitanti con riserva, sempre qualora non sia previsto in via amministrativa la loro partecipazione al FIT.

A tali categorie si aggiungono tutti i macro-gruppi di soggetti non ammessi alla fase transitoria. Resta inteso che con ADIDA e MIDA ci batteremo affinché tali categorie riescano ad ottenere la partecipazione al FIT senza ricorrere alle vie legali come in parte già riportato nell’incontro il Ministero dell’Istruzione con le suddette associazioni.

Anche per tale motivo abbiamo esitato nella proposizione immediata del ricorso e non riteniamo di richiedere somme o di obbligarvi con la mera preadesione.

Invitiamo pertanto tutti coloro che volessero perfezionare la preadesione e ricevere informazioni in merito al c.d. “F.I.T.” a compilare il seguente form

Nuova azione davanti al Giudice del Lavoro per i docenti che non hanno potuto cambiare la provincia aggiornando la seconda e terza fascia di istituto.

dirittoscolasticoDopo la caduta del D.M. 374/2017 grazie alla nostra azione innanzi al TAR Lazio, al fine di rispondere a tutte le richieste pervenuteci da chi non aveva agito con noi, abbiamo lanciato una nuova azione davanti al Giudice del Lavoro a tutela di tutti coloro che illegittimamente non hanno potuto cambiare la provincia aggiornando la seconda e terza fascia di istituto.

Grazie al ricorso proposto dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, il T.A.R. Lazio ha annullato il D.M. 374/2017 nella parte in cui precedeva che "gli aspiranti di II e III fascia delle graduatorie di istituto, che risultino inseriti anche in I fascia, non potranno sostituire le istituzioni scolastiche, ivi inclusa la scuola capofila, neppure ai fini dell’inserimento in II e/o III fascia, ma potranno aggiornare i punteggi nella II e III fascia”. (clicca qui per la news).

Ad oggi, dunque, tutti i docenti che si trovano inseriti nelle G.A.E. con riserva che non hanno proposto ricorso nei termini per agire innanzi al T.A.R. e che si trovano nella condizione di essere stati illegittimamente esclusi dalla possibilità di sfruttare il canale delle supplenze in una Provincia più prossima rispetto a dove si svolge la loro vita e in qui si trova la famiglia, possono agire innanzi al Giudice del Lavoro, per chiedere il riconoscimento del diritto di poter scegliere per le graduatorie di circolo e di istituto una provincia diversa da quella in cui risultano inseriti in graduatoria ad esaurimento.

L’azione ha un costo massimo di € 1.500,00 (oltre iva, cpa e contributo unificato) e deve essere proposta innanzi al Tribunale del lavoro del luogo in cui si svolge il vostro attuale contratto.

Se anche tu sei un docente che ha subito tale illegittima scelta del MIUR, inoltra una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per avere maggiori informazioni.

CONCORSI PUBBLICI: LA LEADERSHIP ALLO STUDIO LEGALE BONETTI & DELIA

finanzaedirittoDa Finanza & Diritto del 25 ottobre 2017. Uno dei maggiori problemi in Italia è la garanzia di un concorso pubblico aperto a tutti e di una selezione basata sul merito come comanda l’art. 1 del regolamento sull’accesso al pubblico impiego.
Un vero e proprio punto di riferimento in questa materia è rappresentato dallo Studio Legale Bonetti & Delia con sede sia a Roma in via San Tommaso d’Aquino, 47 che a Messina alla via Via S. Agostino, 4. Da ormai oltre un decennio, infatti, gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con un nutrito gruppo di giovani collaboratori tra avvocati, praticanti e paralegali sono nel mirino dell’attenzione mediatica nazionale per la leadership acquisita nelle procedure concorsuali pubbliche.
E’ loro, infatti, il ricorso che ha consegnato l’abilitazione ad oltre un milione di insegnanti diplomati magistrale e che, entro fine anno, troverà la conclusione innanzi all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Un provvedimento che, da ormai 5 anni, ha cambiato e continua a cambiare l’architettura del sistema scolastico italiano, al quale si è recentemente accostato quello del T.A.R. Lazio sul titolo AFAM anch’esso ritenuto abilitante. Tutte le maggiori vittorie che hanno fatto tremare il MIUR negli ultimi anni portano la firma dei legali Bonetti & Delia: dalle questioni di giurisdizione per l’ammissione in G.A.E., sino alle ammissioni ai concorsoni 2012 e 2016 con la tutela al fianco dei dottori di ricerca inseguendo il valore abilitante del loro titolo, a quello dei dirigenti scolastici, al primo e secondo T.F.A. ed alle battaglie sul sostegno portate in Europa dalle associazioni che gli stessi assistono da anni. E’ ancora loro, infine, il ricorso che ha fatto svelare al T.A.R. Lazio il famigerato algoritmo impazzito che ha gestione la mobilità per centomila insegnanti nella calda estate del 2016.
Parimenti storiche sono le affermazioni nel mondo del diritto universitario e allo studio. E’ grazie alla rimessione alla Corte costituzionale di un ricorso dello studio legale, difatti, che da ormai 5 anni l’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso si basa su una selezione nazionale a graduatoria unica e che, dopo la vittoria innanzi all’Adunanza Plenaria del 2013, il concorso si svolge con modalità finalmente idonee a garantire l’anonimato. Grazie a queste vittorie, assieme a quelle sull’abolizione del bonus maturità e sullo scorrimento delle graduatorie per tutti i ricorrenti, negli anni, sono stati oltre 20.000 gli studenti che hanno potuto coronare il sogno di studiare Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura o Fisioterapia.
Lo studio, infine, segue da sempre i giovani medici per l’accesso alle specializzazioni ed al mondo della professione e, proprio qualche mese fa, è riuscito ancora una volta a cambiare la storia di tali percorsi imponendo al Ministero della Salute una riforma. Il T.A.R. Lazio, infatti, all’esito di un ricorso patrocinato dai legali Delia & Bonetti al fianco di centinaia di giovani di tutte le Regioni d’Italia, ha annullato un Decreto Ministeriale che resisteva da oltre un decennio e che imponeva a tutti i neolaureati in medicina di attendere a volte anche un anno prima di partecipare alle prove per diventare medici di famiglia. Grazie a questa vittoria anche i neolaureati potranno partecipare velocizzando, così, l’ingresso nel mondo del lavoro.
Enorme clamore a livello nazionale, su questo tema, ha avuto la vittoria degli Avvocati Delia e Bonetti nei confronti degli Atenei di Milano Statale e Roma La Sapienza rei di aver istituito il numero chiuso anche per i corsi di laurea umanistici e di Psicologia. Il T.A.R. del Lazio, in entrambi i casi, accogliendo le azioni dei legali ha stabilito il principio secondo cui non è possibile istituire corsi di laurea a numero chiuso in misura ulteriore rispetto a quelli stabiliti dal Legislatore del 1999 neanche al fine di soddisfare i c.d. requisiti minimi imposti da normative ministeriali sopravvenute.
Impegnato, da sempre, in tutto l’ampio ambito del diritto amministrativo, uno dei dipartimenti dello Studio cura anche l’assistenza in fase contenziosa e stragiudiziale in materia di appalti e procedure concorsuali e l’assistenza di Imprese e Società in ambito di licensing internazionale la cui specialità è valsa, innanzi ad importanti affermazioni che hanno segnato la giurisprudenza sul tema, il Premio Le Fonti 2017 di Boutique d’Eccellenza dell’anno.

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Diplomati magistrale, depennati e congelati in GAE: le nuove azioni in attesa della Plenaria

dirittoscolasticoIl 15 novembre l'Adunanza Plenaria metterà la parola fine alla vicenda. La decisione, tuttavia, potrebbe tardare alcuni mesi e potrebbe non essere compatibile con la scadenza dell'azione che segue i cui termini di adesione si chiuderanno il 30 novembre 2017.

I DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002: LA STORIA DEL CONTENZIOSO ED IL PERCHE' NON SONO ANCORA IN GAE.

Da sempre gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia hanno creduto, anche in tempi non sospetti e con la collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”, alla vicenda del titolo abilitante del diploma magistrale. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014 per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

1. Perchè agire. La vicenda dei diplomati magistrale in GAE non è, dopo quasi 4 anni dal nostro parere del Consiglio di Stato che ha abilitato 55.000 insegnanti, ancora definitivamente risolta. Sono quasi 35.000 i docenti in possesso di diploma magistrale che sono riusciti ad entrare in G.A.E. La quasi totalità di essi, però, è in G.A.E. grazie a provvedimenti cautelari del T.A.R., del C.D.S. o del Giudice del lavoro in attesa di giudizio definitivo.La maggior parte dei 55.000 aventi diritto, tuttavia, non è ancora in G.A.E. e non ha neanche mai fatto un ricorso.

Nonostante tutti i tentativi che abbiamo fatto in sede ministeriale e parlamentare, allo stato, l'unica via per ottenere giustizia e far valere i propri diritti rimane quella giudiziale.

Per questo, a difesa delle migliaia di insegnanti ancora privi di tutela che ogni giorno ci scrivono, abbiamo deciso di ripartire da dove avevamo cominciato: un ricorso al T.A.R. avente come unico obiettivo quello dell'eliminazione fisica dell'ultimo D.M. sull'aggiornamento delle G.A.E. (n. 400/17).

Il 16 novembre si riunirà l’Adunanza Plenaria. Se il massimo organo della giustizia amministrativa confermerà il valore abilitante del titolo e la possibilità di chiedere ed ottenere l’ammissione in GAE si arriverà, presumibilmente, ad una vittoria definitiva. Se, al contrario, ci sarà un ripensamento, lo scenario potrebbe davvero essere buio per tutti.

Dopo la vittoria del precedente ricorso sperimentale sul D.M. 325/15, abbiamo aperto le adesioni ad un’azione di nullità anche nei confronti dell’ultimo D.M.

Una volta ottenuta la declaratoria di nullità del D.M. si agirà in sede di ottemperanza per ottenere l'ammissione definitiva in G.A.E.

Identica azione verrà inoltrata per i c.d. DEPENNATI e i CONGELATI SISS per i quali, sempre grazie alle nostre azioni, è stato già ottenuto l'annullamento dei precedenti D.M.

2. Chi può agire. Possono agire tutti coloro in possesso del diploma magistrale ottenuto entro l’a.s. 2001/2002, i depennati ed i congelati SISS

Inoltre, sempre e solo per chi è in possesso del diploma, deve essere in possesso delle seguenti caratteristiche:

1) RICORSO A)

Deve aver fatto domanda di ammissione in GAE tra il 12/6/2017 e l'8/7/2017 come prevedeva il D.M. 400/17 anche usando modelli diversi da quelli ministeriali;

1) RICORSO B)

Può agire anche chi non ha fatto domanda nel 2017. In tal caso verrà usata la giurisprudenza che ritiene inutile l’invio della domanda stante il fatto che il sistema telematico “istanze on line”. E’ chiaro che il MIUR e i giudici potrebbero eccepire tale aspetto.

SIA PER IL RICORSO A) CHE PER QUELLO B)

2) NON DEVE AVERE FATTO RICORSO AL TAR O AL PDR AVVERSO IL D.M. 400/17.

Se ha agito innanzi al Giudice del Lavoro, in qualunque tempo ed anche avverso il medesimo D.M. 400/17, invece, può comunque aderire al ricorso trattandosi di azione giudiziale compatibile;

3) NON DEVE ESSERE GIA’ IN GAE GRAZIE AD ALTRI PROVVEDIMENTI FAVOREVOLI OTTENUTI ALL’ESITO, ANCHE MERAMENTE CAUTELARE, DI ALTRI GIUDIZI.

3. Quanto costa l’azione. L’adesione costa € 250,00 e comprende ogni fase e grado del giudizio compresi appelli e il giudizio di ottemperanza che, con ogni probabilità, dovrà essere attivato per eseguire la sentenza di declaratoria di nullità del D.M. 400/17. Non comprende eventuali azioni sul conferimento incarichi da GAE o rettifica punteggio. Il costo più importante rispetto ad altri nostri ricorsi collettivi è, appunto, dovuto, al fatto che l’azione da mettere in campo necessità di più fasi che, di fatto, potrebbero dar vita anche a 4-5 ricorsi sempre compresi nel prezzo.

4. In che tempi potrebbe maturare l’ammissione in G.A.E. In due mesi circa avremo l’udienza al T.A.R. In ipotesi di pronuncia favorevole potrà essere attivata la fase dell’ottemperanza. Se il T.A.R. rispetterà i tempi dettati dal codice l’ammissione in G.A.E. potrebbe arrivare prima del nuovo a.s.

5. Come aderire. Le adesioni scadono il 30/11/17 (FA FEDE IL TIMBRO POSTALE) e verranno accettate solo se perverranno con le seguenti modalità.

SCARICA LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE

TFA SOSTEGNO: TAR LAZIO accoglie ricorso su valutazione titoli

dirittoscolasticoIl 20 aprile 2017 l'Università degli Studi Internazionali di Roma bandiva un concorso per l'ammissione di docenti in possesso di abilitazione all'insegnamento- previo superamento di ben tre prove- preselettiva, scritta e orale- alla specializzazione sul sostegno nella scuola primaria.

Tale bando prevedeva che "i titoli professionali, di studio e scientifici valutabili ai fini della graduatoria finale e i relativi punteggi [...]", dovessero essere "posseduti prima dell'iscrizione alla prova d'accesso". Non veniva, però, fissato alcun termine di presentazione di detti titoli né tanto meno alcun onere per i candidati di visionare eventuali comunicazioni sul sito web istituzionale.

In mancanza di un termine indicato per la presentazione dei titoli, legittimamente, i candidati avrebbero potuto ritenere che la loro valutazione avvenisse dopo il superamento della prova orale - non avendo senso per l'Ateneo o la Commissione valutare una documentazione relativa ad un candidato che ancora non abbia superato le prove- e per ciò stesso presentare la certificazione attestante il possesso di detti titoli solo a seguito del superamento della stessa.

Oggi il Tar Lazio, rilevando la fondatezza dell'azione esperita dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, proprio "in quanto il bando della selezione, con riguardo ai titoli, si limitava a disporre che essi dovessero essere posseduti dai candidati prima dell'iscrizione della prova di accesso, ma nulla prescriveva circa il termine per la presentazione dei titoli medesimi", ha sospeso l'efficacia della graduatoria finale del concorso, ordinando il riesame alla luce dei titoli presentati.

Il Tar ha riconosciuto illegittimo che, pur non disponendo nulla in tal senso, la Commissione di sua sponte abbia interpretato il bando in forma restrittiva e totalmente difforme da quanto in prima facie emerga dal suo senso letterale.

Così come più volte confermato dalla giurisprudenza, "risulta non essere conforme al principio comunitario di proporzionalità, vigente nel nostro ordinamento in virtù dell'art.1, comma1, della legge n. 241 del 1990, né a quello di buon andamento di cui all'art. 97 della Costituzione" l'esclusione postuma per mere irregolarità formali non attinenti al punteggio del candidato e/o ai titoli in suo possesso per l'ammissione, dovendosi in via prioritaria tutelare e privilegiare il diritto alla formazione e la massima partecipazione dei cittadini nel rispetto della par condicio (c.d. favor partecipationis).

I nostri ricorrenti sono, così, stati dichiarati vincitori delle selezioni.