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TAR CATANIA: LA POSIZIONE GIURIDICA DEL RICORRENTE E’ DEFINITIVAMENTE CONSOLIDATA SE HA SUPERATO LE PROVE SCRITTE ED ORALI. SUPERATA LA BOCCIATURA ALLE PRESELETTIVE.

dirittoscolasticoIl Tar Catania, chiamato a pronunciarsi sull'accesso ai corsi del TFA sostegno, ha fissato un nuovo ed importante principio giuridico. Il Giudice Amministrativo, che con decreto cautelare aveva consentito alla ricorrente di svolgere le prove scritte ed orali per l'accesso al corso nonostante il mancato superamento della soglia di ammissione alle prove preselettive, dopo aver verificato il buon esito delle stesse, su specifica istanza degli Avv.ti Delia e Bonetti ha sancito che "conseguono ad ogni effetto l'abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono coloro che abbiano superato le prove d'esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l'ammissione alle medesime o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela" e per l'effetto, con integrale accoglimento delle censure proposte ha dichiarato il ricorso della docente improcedibile avendo ella definitivamente stabilizzato la propria posizione giuridica".

"A differenza di quanto sostenuto da taluna e più restrittiva giurisprudenza secondo cui tale principio non sarebbe applicabile nei corsi a numero chiuso", commenta l'Avvocato Santi Delia, "anche a tali corsi post laurea, come già avvenuto per quelli a numero programmato di medicina, va applicato il principio del consolidamento sancito dal legislatore del 2005. Il titolo cui aspirano in fase di selezione i candidati, difatti, non è quello finale, e dunque la laurea nel caso dell'accesso a medicina o il titolo di specializzazione in questo caso, ma l'ammissione al corso che, qui, era stata con merito acquisita". l'Ateneo provvederà immediatamente ad eliminare la riserva della ricorrente per consentirle di proseguire il corso sino all'esame finale".

T.A.R. Catania, Sez. I, 13 ottobre 2017, n. 2395

Giudice del lavoro: docenti risarciti anche su organico di fatto. MIUR condannato a 30.000 euro.

dirittoscolasticoCon tre pronunce che ancora una volta consolidano l’orientamento giurisprudenziale, il Tribunale di Vicenza ha condannato il MIUR a risarcire il danno derivante dall’abusiva reiterazione dei contratti a termine a favore dei docenti.

Si tratta di decisioni importanti che mirano a rafforzare l’orientamento segnato dalla sentenza delle SS.UU. n. 5072/2016, in ordine all’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati dal MIUR.

Le SS.UU. hanno sancito che “nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente, che abbia subito la illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato posto dall’art. 36, comma 5, d.lgs. 30 marzo 2001 n. 165, al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dell’onere probatorio nella misura pari ad una indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’art. 8 L. 15 luglio 1996, n. 604”.

Ebbene, alla luce della summenzionata pronuncia, il Tribunale di Vicenza in via definitiva ha condannato il Ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca a risarcire il danno derivante dall’abusa reiterazione dei contratti a termine, riconoscendo ai ricorrenti un risarcimento pari a circa 30.000 euro oltre gli interessi legali decorrenti dalla cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.

Non solo, lo stesso Tribunale ha riconosciuto il diritto alla corretta ricostruzione di carriera in modo da adeguarla alla progressione stipendiale prevista dalla contrattazione di comparto dell’anzianità di servizio maturata durante i rapporti di lavoro e al contempo, ha condannato l’Amministrazione alla corresponsione della differenza tra il trattamento retributivo percepito e quello dovuto.

 

Diplomati magistrale in GAE: il CDS conferma l'impugnabilità dei DD.MM. di mero scioglimento delle riserve del 2015 e 2016. Dentro altri 1000. Ora tocca alla Plenaria.

dirittoscolasticoIl TAR Lazio, con nuovo orientamento giurisprudenziale”, aveva ritenuto che (le sottolineature sono nostre): “[…] il ricorso sia inammissibile e comunque irricevibile per omessa tempestiva impugnazione del D.M. n. 235 del 1 aprile 2014, concernente l'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (GAE) per il triennio 2014/15, 2015/16, 2016/17 che costituisce atto presupposto del D.M. n. 495/2016, immediatamente lesivo dell’interesse dei ricorrenti, atteso che le GAE per espressa previsione del legislatore hanno natura triennale e nel corso del triennio è consentito esclusivamente lo scioglimento delle riserve, secondo le modalità e i termini disciplinati con il D.M n. 325/2015 per l’annualità 2015/2016 e con il D.M. n. 425/2016 per l’annualità 2016/2017(v. art. 1, co. 4, del D.L. 97/2004 e ora art. 1, comma 10 bis, della L. n. 21/2016, che ha prorogato la validità di tali GAE fino all’a.s. 2018/2019); Ritenuto, quindi, che il ricorso va dichiarato irricevibile per la tardiva impugnativa del presupposto D.M. n. 235/2014”.

I nostri ricorsi sul D.M. 400/17 che verranno trattati verosimilmente prima della Plenaria contengono tutti un importante approfondimento di cui oggi il Consiglio di Stato ha confermato l'insuperabile decisività.

Innanzi all'Adunanza Plenaria, infatti, l'Avvocatura generale dello Stato aveva già sollevato la questione dell'inammissibilità dei ricorsi avverso il D.M. 325/15 proprio sviluppando la teoria oggi fatta propria dal T.A.R. Lazio. Tanto in memoria quanto in discussione orale avevamo sostenuto che tale argomento, seppur suggestivo, era infondanto in quanto grazie all'annullamento del D.M. 235/14 la questione era ormai superata.

"La mancata impugnativa del D.M. 235/14, infatti, preso atto del suo annullamento con la sentenza n. 1973/15 e con le seguenti è divenuta comunque indifferente ai fini del decidere. Se, difatti, tale D.M. fosse stato tempestivamente impugnato da taluni e non da altri ed i primi, allo stato, non avessero ancora ottenuto l’annullamento, si potrebbe discutere di tale carenza (recte decadenza) in capo ai secondi ma, oggi, in concreto tale situazione non c’è giacchè il D.M. 235/14 è stato annullato dal Consiglio di Stato prima dei D.M. 235/15 e 495/16 e con effetti erga omnes".

Oggi la conferma di tale posizione da parte del Consiglio di Stato che chiarisce "precisato in via preliminare che, sulla statuizione di primo grado concernente l’irricevibilità del ricorso per la mancata tempestiva impugnazione dei dd. mm. del 2014 e anni precedenti, a un primo esame è da ritenere che i dd. mm. suindicati siano autonomi tra loro, sicché l’impugnazione del d. m. più recente sembra essere avvenuta tempestivamente all’atto della lesione concreta e attuale derivante dal decreto stesso, con conseguente fondatezza del motivo dedotto dall’appellante contro la citata statuizione di irricevibilità per tardività".

Il Consiglio di Stato, peraltro, ha dimostrato di ben ricordare che la partita sul D.M. 325/15 si è già giocata innanzi all'Adunanza Plenaria in sede cautelare citando, espressamente, quella storica ordinanza.

Ma ripercorriamo le vicende di quel, sin'ora decisivo, 27 aprile 2016 quando l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segnò un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale. La prossima tappa è il 15 novembre 2017.

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Concorso specializzazioni mediche: ricorso per consentire la partecipazione ai laureati che si abiliteranno a febbraio 2018

dirittosanitarioIl Regolamento 10 agosto 2017, n. 130, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda ma imponendo l’obbligo di ottenere l’abilitazione prima dell’inizio delle attività didattiche.

Tale clausola, ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, per il concorso che ci occupa non potrà essere applicata. Si tratta, quindi, di una clausola dall’applicazione impossibile che, come tale, è illegittima.

L’Ordinanza 8 marzo 2017 n. 135, infatti, ha già fissato al 18 luglio ed al 15 febbraio 2018 le date della prova di abilitazione decretando, di fatto, l’esclusione di tutti i laureati in Medicina a partire dalla sessione di giugno 2017.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

Noi, in ragione della peculiarità della situazione che si è venuta a creare, riteniamo illegittima la discriminazione per soli 45 giorni di distanza dall’inizio dell’attività didattica (peraltro fittizia essendo un venerdì cui seguono giorni notoriamente festivi) e per questo è possibile agire pur nella consapevolezza dell’estrema difficoltà del contenzioso.

Sul tema della partecipazione dei non abilitati il nostro studio, con la storica sentenza di maggio 2017, è riuscita a far modificare la norma per l'accesso a Medicina generale che stava in piedi dal 2006.

Consigliamo (meglio riteniamo fondamentale per il buon esito dell’azione anche al fine di paralizzare strumentali eccezioni del Ministero) a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione impugnando il bando e di partecipare alle prove.

Ci rendiamo conto che, per chi è già in possesso dell'abilitazione, la pretesa di tali laureati a giugno possa sembrare pretestuosa giacchè anch'essi ben potrebbero attendere un altro anno stante la penuria di borse. Tale scelta, ci riferiamo appunto alla penuria di borse, è dovuta alle scelte illegittime del Governo che, nonostante un fabbisogno pari 7967 unità ha bandito solo 6105 borse. Orbene, far ricadere tali scelte assurde su chi non ha francamente colpa alcuna è profondamente ingiusto ed illegittimo e, da sempre, il nostro obiettivo è stato quello dell'eliminazione di un sistema ad imbuto da sostituire con uno a cilindro ove l'accesso alle specializzazioni deve essere scontatamente concesso a tutti dopo il percorso di laurea già a numero chiuso.

D'altra parte la scelta di derogare al Regolamento bandendo il concorso a novembre è proprio del MIUR. Il Regolamento imponeva il bando entro maggio. Il precedente entro aprile. Perchè può derogarsi a parti del Regolamento ed ad altre no? Sino ai nostri giudizi del 2007 sulle specializzazioni e del 2014 e 2015 su Medicina generale a questi concorso potevano partecipare solo i soggetti già abilitati al momento del bando. La giurisprudenza ha mutato tale quadro consentendo la mera partecipazione a chi quel titolo lo acquisirà entro l'inizio delle attività didattiche. Qui si chiede, anche in quanto il primo mese è notoriamente riservato a lezioni frontali una deroga, su tempi assolutamente trascurabili per un percorso di specializzazione quinquennale che consenta di superare il mancato coordinamento tra le varie fonti.

Vi chiariamo che NON è possibile agire DOPO la vittoria del concorso giacchè il termine di impugnazione al TAR è DECADENZIALE. Chi non agisce nei termini, dunque, non può farlo successivamente.

LA SCADENZA DI ADESIONE E' FISSATA PER IL 23 OTTOBRE 2017

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Test 2017: il compito che visualizzo non è mio. Arrivano decine di segnalazioni. Ecco cosa fare.

dirittoallostudioRISULTATI TEST MEDICINA 2017, QUALCOSA NON TORNA - Sono sempre di più gli studenti che dopo aver controllato i risultati del proprio test sul sito del Miur si dicono sicurissimi di non aver risposto in un certo modo o di non aver fatto alcuni segni che ora invece appaiono nel foglio delle risposte. Qualcosa non torna e se all'inizio sembravano inspiegabili casi isolati, in rete gli studenti si sono confrontati e hanno capito che ad avere le stesse perplessità erano in tanti, troppi.

E' IL MIO CODICE MA QUELLE NON SONO LE MIE RISPOSTE - Una valanga di segnalazioni è arrivata alle nostre mail raccontanto di essere sicuri di aver risposto a questa o quella domanda che ora non si ritrovano.


COSA POSSONO FARE ORA GLI STUDENTI CHE SI SENTONO DANNEGGIATI? Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che da anni assistono l'UDU e migliaia di giovani candidati esclusi, fanno presente di aver ricevuto decine di segnalazioni circostanziate da parte di candidati che non riconoscono il proprio compito.
"Ogni anno", ci riferisce l'Avvocato Santi Delia, "riceviamo segnalazioni di questo tipo. In ragione dell'emotività del momento non sempre i candidati ricordano perfettamente le risposte date. Per questo valutiamo attentamente queste segnalazioni e solo dopo approfondita analisi agiamo innanzi al T.A.R."
 "Grazie ad azioni mirate" - ci scrivono gli avvocati -  "siamo riusciti, su ordine del T.A.R. Catania, a far entrare la Guardia di Finanza al CINECA ed ad appurare l'effettiva esistenza di uno scambio di compiti grazie al quale il medesimo T.A.R. decretò l'accoglimento del nostro ricorso. In altri casi TAR e Consiglio di Stato hanno decretato, sempre sui nostri ricorsi, l'illegittimità di alcune correzioni operate dal CINECA ammettendo i nostri ricorrenti". "Ogni azione va quindi vagliata attentamente caso per caso approfondendo la presenza di segni anomali anche attraverso perizie chimiche sull'inchiostro e calligrafiche che accertino chi ha messo quei segni che non sono di paternità del candidato".
"La storia dei ricorsi sul numero chiuso che viviamo sul campo da quasi un decennio e che ci ha visti protagonista di ogni momento di rivoluzione di questo barbaro sistema che riusciremo ad eliminare (dall'anonimato, alla graduatoria unica alla redistribuzione dei posti extracomunitari sino alle vittorie sulle domande errate sino alle tavole di chimica del caso Firenze), ci insegna che non esistono, come si legge, tre-cinque o sette tipi di ricorso. Ogni azione va calibrata sulla singola posizione dei candidati che verranno accorpati in gruppetti omogenei solo dopo averne vagliato le caratteristiche".

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