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FIT: prorogata al 30 aprile la data di adesione. Ecco le FAQ aggiornate.

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N.B. in neretto i nuovi aggiornamenti.

0. Ho letto della vittoria dei primi 500 ricorrenti posso ancora partecipare?

Si, le adesioni scadono il 30/4/2018. Se entro il 26/3 hai presentato la domanda non c'è alcun tipo di preclusione.

Stante la scadenza del ricorso al TAR aderirete ad un ricorso straordinario con le peculiarità di tale ricorso.

Se non ha presentato in tempo la domanda cartacea (che trovi in calce) al MIUR verrai inserito in un gruppo con tali caratteristiche.

Sosterremo, difatti, che l'impossibilità di accedere al sistema POLIS consente di agire anche senza domanda tempestiva. Pur trattandosi, evidentemente di un elemento che poteva essere evitato seguendo il nostro consiglio di fare la domanda per tempo, in passato abbiamo già vinto su tale aspetto. E' un rischio dunque che dovete valutare.

1. CHE COS’È LA FASE TRANSITORIA DEL FIT?

La fase transitoria è un “percorso semplificato” prima dell’entrata a pieno regime del nuovo corso/concorso meglio conosciuto come FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio). Coloro che parteciperanno a tale fase saranno ammessi direttamente all’ultimo anno di formazione previsto dal FIT.

1.A (ex FAQ 7). SONO UN DOTTORE DI RICERCA POSSO PARTECIPARE AL FIT

NO, a nostro modo di vedere si tratta di una previsione illegittima in quanto non si valorizza il percorso triennale di dottorato che è il più alto titolo conseguibile in Europa e come già fatto da noi, per primi in Italia, per il concorso 2016, agiremo per far ottenere l'ammissione a tale percorso anche ai dottori di ricerca. Tutti coloro che hanno il dottorato di ricerca, in quanto non riconosciuto abilitante dal Miur, devono agire con ricorso cliccando su questo sito.

Stante la proroga possono partecipare anche coloro che otterranno il dottorato entro il 26 marzo e non più entro il 22.

Il consiglio è di partecipare indicando un'unica classe di concorso giacchè sarà più semplice ed immediato sostenere l'equivalenza tra il dottorato ed una classe di concorso anzichè nei confronti di più CDC creando il paradosso che il dottorato da non abilitante lo sia addirittura per più CDC. Ecco perchè il consiglio è quello di indicare la CDC dell'iscrizione in terza fascia meglio ancora se la più attinente al dottorato. Il costo di € 90, in ogni caso, si riferisce all'azione per una CDC e non è, appunto, consigliato agire per più di una (in tal caso pagando le ulteriori quote).

Si chiarisce che alla voce, indicata a pag. 3, "PROCEDURA DI CONSEGUIMENTO DEL TITOLO (Es. Diploma ITP)" i ricorrenti con il titolo DOTTORATO devono, appunto, indicare il DOTTORATO di cui sono in possesso.

Il Dottorato, inoltre, va inserito nella parte specifica (pag. 8) "Altri titoli valutabili".

Il file della domanda che abbiamo messo a disposizione, in ipotesi di inserimento di altri titoli, è evidentemente modificabile se ritenete. Per il resto vi preghiamo di rivolgervi ad ADIDA per ogni ulteriore chiarimento sulla compilazione della domanda.

Vi ricordiamo di compilare il form, anticipare a mezzo mail il contenuto della raccomandata a.r. e di essere precisi sul servizio svolto quale supplenti.

L'adesione si riterrà completa solo alla chiusura dei 3 passaggi (FORM, scansione mail, raccomandata).

2. CHI POTRÀ PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

Potranno partecipare alla fase transitoria i docenti:

- in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento per scuola secondaria di primo o secondo grado, anche se acquisito all’estero, purché conseguito entro il 31 maggio 2017;

- abilitati e specializzati sul sostegno nella scuola secondaria di primo o secondo grado;

- coloro che stanno frequentando i percorsi di specializzazione sul sostegno e che si specializzeranno entro il 30 giugno 2018;

- gli ITP iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia delle graduatorie di istituto entro il 31 maggio 2017 (anche se a seguito di ricorsi ancora pendenti).

3. PER CHI HA TRE ANNI DI SERVIZIO E’ PREVISTA UNA FASE TRANSITORIA?

Il Decreto Legislativo prevede che coloro che hanno lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) potranno partecipare ad una fase agevolata del FIT. Per tali docenti, tuttavia, non è ancora stato pubblicato il relativo “bando di concorso” di cui, comunque, è prevista la pubblicazione entro il 2018 e, pertanto, non riteniamo di proporre specifiche azioni per i c.d. 180x3 per il momento.

Difatti, per tale categoria di insegnanti non ravvediamo la fondatezza di un’eventuale azione legale ed esperiremo, solo per i casi più fondati dopo attenta valutazione, azioni individuali.

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Specializzazioni mediche. TAR LAZIO: MIUR immatricoli i neo abilitati vincitori di concorso

dirittosanitarioIl T.A.R. Lazio, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione "e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte".

Si tratta, dopo gli accoglimenti del mese di dicembre da confermare dopo l'abiltazione e per i quali si attende a giorni l'esito, del primo accoglimento in Italia all'esito di un ricorso proposto da uno specializzando DOPO LA CELEBRAZIONE DELLA PROVA.

Secondo il Ministero, infatti, la clausola del bando impeditiva della partecipazione dei non abilitati doveva essere immediatamente impugnata senza attendere l'esito della selezione. Gli Avvocati Delia e Bonetti, in difesa di un brillante medico che aveva omesso di partecipare al ricorso collettivo proposto in precedenza, hanno invece dimostrato che si trattava di una clausola di esclusione atipica che poteva essere impugnata unitamente al provvedimento di approvazione della graduatoria con contestuale comminatoria di esclusione.

Secondo il T.A.R. "considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica".

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", commenta l'Avvocato Delia, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

CONSIGLIO DI STATO: AMMESSI E IMMATRICOLATI 100 RICORRENTI.

diritto allostudioIl Consiglio di Stato, con ordinanze rese in sede collegiale, ha ammesso la prima tranche di ricorrenti UDU patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.
I ricorrenti delle Università Federico II, Luigi Vanvitelli, La Sapienza, Milano, Catanzaro, Salerno, Ferrara, Siena, Catania, Bologna, Molise, Messina, hanno posizioni e sedi differenti e i ricorsi proposti portavano avanti il motivo sulla lesione dell’anonimato per i gravi fatti accaduti a Napoli, sui posti rimasti vacanti e riservati agli studenti extracomunitari - rispetto alla cui ridistribuzione il Consiglio di Stato, anche in sede collegiale, si è dimostrato particolarmente sensibile -, sulle domande di logica, sui 1700 posti liberi ecc.
Ancora una volta i decreti dell’UDU, ottenuti per primi e in data 24.01 2018, sono stati tutti confermati dal Consiglio di Stato con i suoi vari collegi e tutti i nostri ricorrenti fruitori del decreto si immatricoleranno.

Concorsone Scuola: TAR Palermo agli specializzandi sostegno ammessi alla prove il punteggio del titolo va totalmente riconosciuto


dirittoscolastico“Ritenuto che, il ricorso appare assistito da sufficiente fumus boni iuris” e dunque “ che vada accolta l’istanza cautelare proposta ai fini dell’ammissione della ricorrente in graduatoria”, il Tar Palermo ha accolto il ricorso proposto da una docente assistita dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, disponendo l’attribuzione piena dei 5 punti per il titolo sul sostegno frattanto ottenuto.

Nello specifico, la docente, inizialmente carente dei requisiti di partecipazione, giacché il bando prevedeva il possesso del titolo di specializzazione sul sostegno sin dalla presentazione della domanda, era stata ammessa a partecipare alle prove suppletive del c.d “concorsone” in virtù dell’accoglimento di un altro ricorso incardinato al Tar Lazio e parimenti patrocinato dallo studio Delia Bonetti.

Invero, pur non avendo concluso tale percorso di specializzazione nel momento della presentazione della domanda di partecipazione, la ricorrente aveva comunque frequentato il corso, mancava solo la prova finale, e ciò per questioni di tipo logistico rimesse esclusivamente alla discrezionalità dell’Ateneo presso cui la docente seguiva i suddetti corsi, ragion per cui per il Tar Lazio, escluderla dalle prove, solo per una scarsa capacità organizzativa dell’Ateneo in questione, avrebbe comportato per la stessa un forte pregiudizio, nonché una disparità di trattamento manifestamente illogica.

Tuttavia, all’atto della pubblicazione della graduatoria, la docente si è vista attribuire un punteggio comunque inferiore rispetto al computo totale dei titoli considerando anche quello della specializzazione sul sostegno, in quanto l’Amministrazione, eludendo il provvedimento cautelare che per il sol fatto di permettere la partecipazione alle prove suppletive, eliminava la carenza del requisito di ammissione iniziale- ottenuto in ogni caso aliunde- non ha tenunto conto del titolo acquisito in itinere.

Confermando le censure proposte, in virtù delle quali non esisterebbe una natura ambivalente di un titolo, valido solo per la mera partecipazione e noi già ai fini del computo del titolo, i giudici di Palermo hanno disposto il riesame del punteggio erroneamente attribuito alla ricorrente.

Assistenti giudiziari: partita la diffida. Ministero sottoponga la scelta delle nuove sedi con priorità ai soggetti già in servizio.

dirittoamministrativoE' partita, in data 10 marzo, la diffida rivolta al Ministero della Giustizia con la quale - nell'interesse dei soggetti idonei e vincitori nella graduatoria del concorso per assistenti giudiziari che, dopo l’espletamento delle prove, si sono collocati tra la posizione n. 1 e la posizione 1400 - si è chiesto di poter scegliere tra le nuove sedi messe a disposizione.

Il Ministero avrà 30 giorni per rispondere alla diffida e consegnare la documentazione richiesta. Dopo tale termine potrà partire l'azione facendo valere l'erroneità dell'istruttoria posta a fondamento delle sedi individuate in prima battuta a favore di idonei e vincitori entro la posizione n. 1400.

L’aspetto da cui deriva l'illegittimità di tale decreto, non è dato dalla circostanza per cui altri soggetti idonei del concorso in parola verranno assunti, quanto invece dal fatto che tutti i soggetti già firmatari di contratto sono stati convocati nei mesi di gennaio e febbraio 2018 ed hanno potuto scegliere, sulla base della propria posizione in graduatoria, sedi potenzialmente non ambite quando, oggi, per i nuovi idonei in posizione deteriore in graduatoria vi saranno altre (e forse migliori) possibilità.

E ciò nonostante sin dalla Legge finanziaria di dicembre 2018 era stato deciso l'ampliamento ed era dunque possibile dar vita ad un'istruttoria adeguata sulle sedi disponibili.

In caso di mancato riscontro alla nostra diffida da parte del Ministero, l’azione (anche avverso il silenzio) giudiziale si proporrà rappresentando l’illegittima attività ministeriale derivante dalla mancata istruttoria e dalla violazione del principio di trasparenza in ordine a tale concorso.

Dopo la diffida l’azione ordinaria verrà incardinata al TAR Lazio o, l’ eventuale azione straordinaria al Presidente della Repubblica.

La seconda tranche di adesione chiuderà il 31 marzo 2018.

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