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MEDICINA GENERALE: SALTA UN ALTRO PEZZO DEL DECRETO MINISTERIALE. AMMESSI I RICORRENTI ESCLUSI SULLA BASE DEL CRITERIO DELLA “MINORE ANZIANITÀ” DI LAUREA COME CRITERIO DI PREFERENZA IN IPOTESI DI EX AEQUO.

dirittosanitarioIl TAR Lazio, per la prima volta nella storia del concorso di medicina generale, si è pronunciato favorevolmente sulla questione ex aequo ritenendo fondato il ricorso proposto dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Com'è noto, il D.M. 7 marzo 2006 relativo ai "Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale" e il bando di concorso prevedono che "in caso di parità di punteggio si faccia ricorso al criterio di preferenza della minore anzianità di laurea, o in subordine della minore età".

Trattasi, come più volte sostenuto dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti – e da ultimo confermato dal Tar Lazio- di un criterio assolutamente illogico ed irrazionale che, paradossalmente, finisce per premiare solamente i soggetti che hanno impiegato più tempo a laurearsi e non certamente i migliori.

L'assoluta irrazionalità del criterio emerge pensando che ci sono candidati esclusi nonostante abbiano seguito il medesimo percorso universitario così da laurearsi nella medesima sessione ma in giorni differenti, con la conseguenza che l'ammissione al corso di medicina generale viene decisa semplicemente perché il giorno di conseguimento del diploma di laurea è anteriore a quello di un altro candidato!

Commenta, in tal senso, l'Avv. Delia dopo aver appreso della vittoria: "Un sistema così strutturato affida sostanzialmente al caso l'ammissione al percorso di formazione, in aperta violazione di tutti i principi che sottendono ogni procedura concorsuale, finalizzata sempre alla scelta dei migliori. Volendo dargli una logica, essa potrebbe essere individuata nella circostanza che la minore anzianità di laurea dovrebbe corrispondere ad un aggiornamento più recente. Paradossalmente, tuttavia, si dimentica che se è questa la ratio, l'aggiornamento più recente deve essere riferito anche al post lauream e, dunque, ai titoli accademici, persino più alti successivamente acquisiti.

Un criterio che andando a valorizzare semplicemente la data di conseguimento del diploma di laurea, non tiene in considerazione la reale preparazione dei vari concorrenti: è irragionevole che soggetti operanti nel medesimo settore, ossia quello medico, subiscano regole così diverse nella disciplina dell'accesso ai corsi di formazione post lauream, quando si verificano situazioni di ex aequo."

 

MEDICINA GENERALE 2017: illegittima la graduatoria ed ammessi i ricorrenti. Fondate le censure sul quesito contestato.

dirittosanitarioIl 25 ottobre 2017 si è svolto il concorso regionale per l’ammissione al corso triennale di formazione scientifica in Medicina generale per il triennio 2017/2020.

Tale procedura si è tenuta su base regionale ma con test uguale per tutte le sedi e si è svolta in contemporanea in tutte le Regioni (one shot).

La prova in questione consisteva nella somministrazione di un questionario di 100 domande a risposta multipla da espletarsi in due ore.

Gli artt. 33 e 34 della nostra Carta Costituzionale sanciscono un principio fondamentale, il diritto allo studio, in virtù del quale la selezione dei capaci e dei meritevoli deve passare attraverso una prova che sia scientificamente attendibile. Ove il questionario somministrato in sede concorsuale, sia caratterizzato da errori, ambiguità, quesiti formulati in maniera contraddittoria o fuorviante, la selezione è inevitabilmente falsata.

Quest’anno, a non rispondere ai canoni di precisione ed attendibilità scientifica è senz’altro la domanda n. 61.

Il quesito è il seguente: "Quale fra i seguenti antibiotici non è consigliato nel trattamento della malattia di Lyme: a) cefalexina; b) doxicillina; c) amoxicillina; d) eritromicina; e) cefuroxima”.

La risposta esatta indicata dalla Commissione ministeriale è la cefalexina, tuttavia, la formulazione della domanda in senso negativo rende possibile anche un'altra opzione di risposta, ossia la b): doxicillina.

Invero, basterebbe digitare doxicillina sul noto motore di ricerca "google" per non trovare alcun risultato, anzi, più precisamente, è lo stesso motore di ricerca a provvedere immediatamente alla correzione automatica in doxiciclina. È quest'ultimo infatti, e non la doxicillina, ad essere un antibiotico utilizzato anche per curare la malattia di Lyme.

Da ciò se ne deduce che la doxicillina non esiste e, quindi, ovviamente, non può essere consigliata per il trattamento della malattia di Lyme.

La risposta, dunque, era errata.

Il caso non è nuovo alle cronache del giudice amministrativo.

Basti pensare al quesito somministrato nel 2007 al test di Medicina. In quella circostanza si discorreva del motto dell’Unione Europea e si stabilì (TAR Lazio n. 5986/08) che la risposta esatta A) in realtà non fosse correttamente somministrata perché il motto non era “unità nella diversità”, così come formulato dal Miur, bensi’, “unita nella diversità”. Ebbene, in quel caso per il Tar l’aggiunta di un solo accento (“unità” invece di “unita”) non poteva considerarsi, di certo, circostanza trascurabile avendo potuto indurre alcuni concorrenti a “soffermarsi più di altri nella vana ricerca della risposta giusta, a scapito dell’attenzione da dedicare agli altri test”.

Infatti “la funzione selettiva dei test ha valore e significato solo se essi vengono formulati con precisione tale da risultare in assoluto affidabili” e di certo, “la possibilità di dare una duplice risposta rende la domanda assolutamente inattendibile”, ragion per cui, la loro soluzione non costituisce il frutto di un esercizio di logica meritevole di apprezzamento” (Cons. Stato, Sez. VI, 26 ottobre 2012, n 5485).

Per il Tar Lazio, accogliendo, ancora una volta, la tesi degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, l'errore commesso dai compilatori o da chi ha stampato il test di quest’anno di Medicina generale, rende inevitabilmente illegittima la somministrazione del quesito e, per quanto qui interessa, l'esclusione di tutti i soggetti che a tale domanda NON hanno risposto esattamente e sono fuori solo per il criterio dell'ex aequo, di un punto o massimo 2.

I nostri ricorrenti sono stati riammessi e possono frequentare il corso con diritto alla borsa di studio.

OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO: IL TRIBUNALE DI MESSINA SOSPENDE IL PROVVEDIMENTO SANZIONATORIO

icone santi new 07La prima sezione civile del Tribunale di Messina, accogliendo il ricorso dell'Avvocato Santi Delia, ha sospeso il provvedimento del Comune messinese nella parte in cui comminava al ricorrente una ingente sanzione derivante dall’illegittima occupazione di suolo pubblico.

Ed infatti, congiuntamente con l’ordinanza che comminava l’obbligo di rimozione della struttura abusiva, il Dipartimento Demanio, Patrimonio ed Espropriazioni irrogava al ricorrente anche una sanzione pecuniaria di elevato ammontare applicando le tariffe triplicate in ragione dell'abusiva occupazione.

In sede di opposizione giudiziale il nostro studio rappresentava l’illegittimità di tale sanzione, giacchè, contrariamente a quanto previsto dal Regolamento COSAP in vigore, il pagamento per occupazione abusiva non può essere presunto (se non nell'entità massima di un anno) ma deve essere accompagno dalla contestazione effettuata dagli organi di polizia municipale. In questo caso, come in moltissimi altri in città, l’Amministrazione ha proceduto solo dopo molto tempo all'accertamento rendendo così illegittime le sanzioni comminate.

Tali sanzioni, peraltro, risultano ancor più sproporzionate in quanto si basano sull'attuale Regolamento che, come è noto, a seguito della triplicazione del 2011 vede Messina applicare tariffe abnormi rispetto a tutte le tasse vigenti nelle province siciliane, laddove invece i canoni risultano abbondantemente inferiori.

Il Comune aveva difeso la sua posizione sostenendo, tra l'altro, che l’ordinanza impugnata non avesse la natura di provvedimento definitivo in relazione alla sanzione comminata, ma solo rispetto all’ordine di rimozione della struttura ritenuta abusiva.

Il Tribunale rilevando la fondatezza dell’impugnazione e, rappresentando dunque la sussistenza di gravi motivi per giustificare la sospensione degli effetti esecutivi dell’atto impugnato, ne interrompeva gli effetti esecutivi in attesa dell’udienza finale di merito.

“L’occupazione abusiva del suolo pubblico nel nostro comune è un argomento molto dibattuto negli ultimi anni, sia nelle aule di Tribunale che negli uffici stessi della Giunta municipale, soprattutto in relazione all’ammontare del canone, aumentato esponenzialmente ed irragionevolmente dal regolamento dell’anno 2011. Abbiamo seguito diverse cause su questa materia, tra cui, quella ancora pendente innanzi al CGA proprio in relazione all’aumento dell’aliquota del canone per l’occupazione del suolo pubblico e, l’ eventuale buon esito della stessa, evidentemente potrà avere influenza per l’individuazione dei futuri canoni.

“Siamo comunque molto soddisfatti per il lavoro svolto” continua l’Avv. Delia “in quanto, sinora, le nostre censure e le nostre teorie giuridiche hanno trovato positivo riscontro sia innanzi al giudice ordinario che a quello amministrativo, motivo per cui siamo piuttosto fiduciosi per tutti i nostri giudizi attualmente pendenti”.

Tirrenoambiente vince al Tribunale di Messina: nulli gli affidamenti senza gara

dirittoindustrialeIl Tribunale di Messina, con sentenza del 6 febbraio 2018, ha accolto l'opposizione a decreto ingiuntivo della partecipata pubblica Tirrenoambiente S.p.a. ritenendo nulli gli affidamenti dalla stessa eseguiti e come tali i contratti di appalto stipulati.

Sono coinvolti affidamenti per oltre un milione di euro che, tra il 2010 e il 2015, erano stati affidati senza gara e su cui anche il Tribunale di Milano aveva già accolto, ma solo in fase cautelare, tale tesi sostenuta dal legale.
Accogliendo la tesi dell'Avvocato Santi Delia il Tribunale ha chiarito che "il contratto posto a base della pretesa dell'impresa opposta deve essere considerato nullo, essendo pacifico che in tema di appalto di opere pubbliche, il contratto che sia stato stipulato a seguito di trattativa privata è nullo ex art. 1418, 1 comma, c.c. per contrarietà alle norme imperative che prescrivono il ricorso alle regola dell'evidenza pubblica per la scelta del contraente, a garanzia del buon andamento e dell'imparzialità dell'amministrazione".
Si tratta della prima decisione di merito riguardante tali modelli di società con partecipazione pubblica, su cui qualche tempo addietro era intervenuta anche l'ANAC.

Secondo il Tribunale le società miste con capitale pubblico "costituita per la gestione dei servizi afferenti al settore dell'igiene urbana, dei rifiuti, ivi inclusi i rifiuti solidi urbani di competenza dei Comuni e delle Province, e dei reflui fognari ...devono essere qualificate come vere e proprie “imprese pubbliche”, ai fini dell’applicabilità dell’art. 32 D. Lgs. 163/2006, essendo riconducibili alla fattispecie prevista dal comma 1 lett. f) di tale disposizione, anche se si presentano formalmente come imprese societarie private".

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Strettoweb

Letteraemme

CGA: è illegittima l’esclusione postuma da una classe di concorso non indicata in domanda per errore, se il candidato, per autonoma iniziativa dell’amministrazione, è ammesso alla prova.

dirittoscolasticoCostituisce violazione del principio costituzionale del favor partecipationis l'esclusione postuma dalla graduatoria di merito di un concorso a causa di un evidente errore materiale in cui è incorso l'interessato nell'atto della compilazione della domanda, se quest'ultimo è stato regolarmente ammesso a sostenerne le prove, con esito positivo.

Cosi si è pronunciato il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana sulla legittimità dell'esclusione di un docente, assistito dagli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti, dalla graduatoria di merito relativa al concorsone 2016.Il CGARS ha ribaltato l'orientamento dei Giudici del Tar di Palermo che, nel caso di specie, avevano ritenuto legittima tale esclusione sulla base dell'assunto per cui non si può pretendere di essere inseriti nella graduatoria per una classe di concorso per la quale non si è presentata domanda (nello specifico il docente aveva inserito una classe di concorso ritenuta comprensiva delle altre tre alle quali aspirava), soprattutto se quella indicata non ha una specifica denominazione.
In tal senso vengono accolte le tesi degli Avv. Delia e Bonetti per i quali, non solo risulta arbitrario il comportamento della P.A, in quanto "ogni provvedimento amministrativo che incide sulla sfera giuridica del privato cittadino, deve tener bene a mente [...] i criteri- nel confronto tra esercizio della potestà pubblica e tutela delle posizioni delle parti interessate- di ragionevolezza, proporzionalità, logicità ed adeguatezza", ma avrebbe dovuto l'Amministrazione stessa occorrere in soccorso del partecipante, chiedendo chiarimenti.
Compito della P.A deve essere quello di privilegiare il diritto sostanziale rispetto a quello meramente formale, a maggior ragione quando manchi qualsivoglia fonte di rango primario che attribuisca alla stessa il potere di interpretare la volontà dei candidati a tal punto, e soprattutto quando ad essere messa in discussione non è di certo la sussistenza dei requisiti di partecipazione, come nel caso che ha visto vincitori gli Avv. Delia e Bonetti.
Secondo il C.G.A. "il motivo concernente l'omessa attivazione del soccorso istruttorio, il cui fondamento generale si ricava dall'art. 6 della l. 241/1990, presenta elementi di possibile fondatezza, tenuto conto della dinamica della vicenda e della possibile scusabilità dell'errore in cui è incorso il ricorrente nella compilazione della domanda di concorso; nell'evidenza di un pregiudizio derivante altrimenti dall'esecuzione degli atti impugnati, la domanda cautelare meriti accoglimento, si intende per quanto di interesse di parte ricorrente, nel senso della sua ammissione con riserva tra gli idonei in graduatoria".