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Tutela del possesso: la pronuncia del Tribunale di Messina sulla giustizia fai da te

magistraturaVim vi repellere non licet: Il Tribunale di Messina condanna la giustizia fai-da-te.

Ancora una volta la realtà supera la fantasia. Da una parte, c’è chi apre una luce su un muro di confine d’accordo con il vicino; dall’ altro, il vicino, che approfittando di un periodo di assenza del dirimpettaio, a lavori ultimati, richiudere quel “buco” sic et simpliciter.

Secondo il Giudice messinese, tuttavia, non si tratta di un legittimo esercizio del principio “vim vi repellere licet” in tema di tutela dalla turbativa del possesso, in quanto – nel caso di specie - è possibile individuare l’esistenza di una situazione di fatto tutelabile ai sensi dell’art. 1168 del codice civile anche in ragione della non immediata reazione all'apertura stessa.

Nello specifico è stato chiarito che l’apertura di una luce irregolare nel muro posto sul confine ed appartenente al proprietario dell’immobile limitrofo, crea “una vera e propria servitù di luce ed aria”.

Trib. Messina, Sez. I civile, ord. 20 dicembre 2016, n. 24012

Precariato scuola: Miur paga 50.000 euro a docente

dirittoscolasticoCondanna esemplare per il MIUR: 50.000 € di risarcimento ad una docente precaria. Ancora una nuova sconfitta incassata dal Ministero dell’Istruzione nella lunga battaglia contro il precariato.

Il Tribunale di Livorno ha accolto degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ha riconosciuto il diritto di una docente precaria ad essere risarcita per i danni subiti a causa dello “sfruttamento” subito in quasi 15 anni di docenza. Oltre al diritto alla ricostruzione della carriera ed all’anzianità di servizio, “accertata illegittimità dei rinnovi dei contratti a tempo determinato, aventi ad oggetto supplenze annuali su organico di diritto, questo Giudice ritiene di dovere fare applicazione dei principi di diritto affermati dalla Cassazione nelle c.d. sentenze gemelle sopra richiamate disponendo un risarcimento pari a 12 mensilità.

Il MIUR, pertanto, dovrà quindi pagare una somma di denaro, oltre le spese di lite, che ammonta ad oltre 50.000 €

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Concorsone scuola 2016: cade il mito dell'intangibilità della valutazione della Commissione

Il T.A.R. Palermo ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi dirittoscolasticoDelia e Michele Bonetti e ordinato alla Commissione dell'USR Sicilia di ricorreggere le prove scritte di una candidata non ammessa alla prova orale tenendo conto di quanto denunciato in ricorso.
Negli ultimi mesi numerosi docenti di tutta Italia sono stati impegnati a sostenere le prove, scritte ed orali, per ottenere l'agognata assunzione a tempo indeterminato presso il Ministero dell'Istruzione.
Il concorso, gestito a livello regionale dai vari USR, prevedeva l'espletamento della prova orale solo se si raggiungeva un punteggio minimo di 28 punti a seguito della prova scritta; in tal senso, Il Ministero aveva messo a disposizione delle Commissioni particolari "criteri" da utilizzare per la correzione degli elaborati. L'interpretazione di alcuni di tali criteri infatti, in certi casi, è apparso particolarmente discrezionale e pregiudizievole per le valutazioni finali.
Sono migliaia in Italia i concorrenti che hanno visto valutata la propria prova in maniera insufficiente dalla Commissione ritenendo che il proprio elaborato fosse, semplicemente non originale o addiruttura carente circa la pertinenza linguistica. Nonostante una perfetta adesione a quanto testi e manuali indicavano, in moltissimi casi, è stato proprio questo criterio a pregiudicare la valutazione.

Nella fattispecie, il Tar della Sicilia ha ritenuto fondate le censure riguardanti "Considerato che il ricorso presenta apprezzabili profili censura, con
riferimento al giudizio espresso sugli elaborati scritti svolti dalla ricorrente – nella misura in cui la valutazione sembra debordare dall’ambito proprio
di discrezionalità tecnica riservato, in via di principio, alla Commissione – sicchè si può accogliere la domanda cautelare, disponendosi a tal fine la ricorrezione di tali elaborati scritti".

Si tratta di un provvedimento assai importante in quanto muta una giurisprudenza totalmente negativa sulle bocciatura alle prove scritte del concorsone docenti 2016 dello stesso TAR Palermo variamente rese ed argomentate nelle settimane passate. In tal senso, commenta l'Avvocato Santi Delia, "non possiamo che esprimere grande soddisfazione in quanto ancora una volta viene premiata la bontà della tesi proposta: il voto delle Commissioni non è insidacabile, come "leggendariamente" si afferma in discussioni da bar. E' solo assai difficilmente contestabile. In tal senso i nostri ricorsi mirano a mettere a nudo le specifiche e singole illogicità del percorso di correzione e, non possiamo che ritenerci assai soddisfatti, ove tale percorso giunga a buon fine.

Il compito della ricorrente, in accoglimento del ricorso di Bonetti e Delia, verrà dunque ricorretto dalla Commissione che, perciò, dovrà necessariamente tener conto dei rilievi sostenuti in ricorso e confermati dal TAR.

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Concorsone 2012 e soglia 35 punti: il CDS mette il sigillo respingendo l'appello del MIUR

dirittoscolasticoIl Consiglio di Stato ha respinto l'appello del MIUR e messo la parola fine ad uno dei contenziosi più delicati del concorso docenti 2012.

Il TAR del Lazio aveva accolto, sin dalla fase cautelare, il ricorso patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia con il quale si contestava la soglia di 35 punti troppo elevata per un concorso pubblico di tal fatta, soglia che disattendeva ogni normativa. I primi giudici avevano accolto con riferimento ai ricorrenti che dopo l’ammissione con riserva hanno partecipato con esito favorevole alle prove e sono stati inseriti nella graduatoria finale […] ed ordina lo scioglimento della riserva con la quale essi sono stati inseriti nella graduatoria stessa”.

Nonostante ciò e nonostante altre nostre sentenze fossero passate in giudicato dichiarando, definitivamente, l'illegittimità della soglia, il MIUR proponeva appello. Con alcune ordinanze resa nel mese di maggio 2016 il Consiglio di Stato aveva gettato, letteralmente, nel panico gli ammessi grazie a quei ricorsi sospendendo le sentenze a loro favorevoli e mettendo in discussione i ruoli frattanto ottenuti.

Con la decisione di ieri, tuttavia, il Consiglio di Stato, accogliendo la nostra tesi, ha definitivamente fatto chiarezza sulla vicenda evidenziando come l'avvenuto annullamento della soglia a seguito di altre azioni ormai passate in giudicato elimina la possibilità per il MIUR di continuare oggi a proseguire su tale contestazione.

Secondo i giudici della Sesta Sezione, infatti, "la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425).

L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

L’appello deve, pertanto, essere rigettato, con conferma della sentenza impugnata.
Un’altra importante vittoria che arriva a fare giustizia sulle tante, troppe irregolarità legali e procedurali riscontrate nel c.d. concorsone.
Una sentenza di merito che sancisce l’illegittimità di un concorso pieno di irregolarità in tutte le sue prove” commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, l’amministrazione già annuncia nuovi concorsi senza prendersi carico delle posizioni pendenti che, ancora una volta, sono devolute solo alla magistratura”.

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CGA: anche gli aspiranti avvocati messinesi hanno diritto ad una correzione motivata dei loro compiti d'esame

magistraturaGli aspiranti avvocati devono essere valutati dalle commissioni con un voto chiaro e motivato.

E' il principio espresso dai giudici del CGA che, ribaltando la posizione del Tar di Catania, ha accolto l'appello dell'Avvocato Santi Delia a difesa di giovani praticanti avvocati la cui prova era stata ritenuta insufficiente senza spiegazione alcuna. Secondo il CGA "il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo". La Commissione della Corte d'appello de L'Aquila, che aveva il compito di correggere gli elaborati degli aspiranti avvocati messinesi, aveva introdotto un metodo di correzione assai originale nel tentativo di superare il vaglio del giudice amministrativo che, lo scorso anno, aveva ritenuto illegittima la bocciatura sulla base del solo voto numerico. Se devi bocciare, aveva detto l'anno prima il TAR Catania, devi motivare non basta valutare 25 o 28 un compito. La Commissione abruzzese, allora, aveva apposto un timbro a tutti gli elaborati dei messinesi bocciati con il quale "motivava" le proprie decisioni: il compito, ad esempio, è da 25 con riguardo ai criteri generali a, b, e c.

Al TAR etneo, questa scelta sembrò corretta e rispettosa della Legge tanto che "nella vicenda in esame – diversamente da quelle analoghe definite dalla Sezione con sentenze in forma semplificata, adottate nella presente e nelle precedenti udienze camerali – il ricorso non risulta assistito da profili di fumus boni iuris, avuto riguardo, relativamente alla censura inerente il voto numerico, al fatto che il verbale di correzione impugnato, redatto dalla Commissione insediata presso la Corte d’appello di L’Aquila, contiene il riferimento ai criteri predeterminati ritenuti non rispettati nella stesura degli elaborati". I candidati catanesi e palermitani, dunque, in quanto la loro correzione era solo numerica avevano ottenuto la ricorrezione (da parte del TAR) quelli messinesi no. A loro doveva bastare quel timbro.

"Il CGA, con motivazione assai coraggiosa ed innovativa - dice l'avvvocato Santi Delia - censura la prassi, avallata dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, delle Commissione di valutazione degli elaborati scritti degli aspiranti avvocati affidate al solo voto numerico chiarendo che senza ulteriori accorgimenti quest'ultimo risulta opaco e incomprensibile". Secondo il C.G.A., in particolare, "il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo".

Si tratta del primo degli appelli accolti relativi alla sessione di esami messinese. "E' un traguardo di civilità giuridica non essendo ammissibile subire una bocciatura senza comprenderne le ragioni e senza che poi tale valutazione possa essere censurata dal Giudice amministrativo".

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