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RICORSO PER L'ACCESSO ALLA II FASCIA GI

dirittoscolasticoIl fenomeno del precariato caratterizza, ormai da anni, la condizione di numerosi docenti italiani. Tale situazione è la conseguenza di discipline stratificate e di vuoti normativi che hanno condotto al difficoltoso inserimento di tali soggetti nel mondo della scuola, posta l’impossibilità di partecipazione ai vari concorsi pubblici nonchè la mancata attivazione di percorsi abilitanti. Il MIUR pertanto condanna centinaia di insegnanti a rimanere relegati nella III fascia delle Graduatorie di Istituto.

Sul punto, tuttavia, sono sempre più numerose le pronunce favorevoli sia dei Giudici del Lavoro di tutto il territorio nazionale sia del TAR, che riconoscono il diritto della categoria dei diplomati AFAM, nonchè dei c.d. insegnanti tecnico pratici ad essere inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto, in virtù del ritenuto valore abilitante del titolo accademico da loro conseguito. Gli orientamenti giurisprudenziali sono dunque chiari nel considerare e riconoscere come titolo equipollente all'abilitazione all'insegnamento i diplomi AFAM, ITP come i diplomi di maturità magistrale conseguiti entro l'a.a. 2001/2002. Oltre a dette categorie riteniamo vi sia spazio per proporre un’azione anche per tutti i restanti docenti inseriti nella III fascia delle graduatorie d’istituto, altrimenti destinati al perenne precariato.

Riteniamo quindi possibile per i docenti inseriti nella III fascia delle Graduatorie di Istituto in possesso del titolo AFAM, ITP, o altra idoneità all’insegnamento e che abbiano un servizio maturato pari ad almeno 180 giorni all'anno (anche non continuativi) per 3 anni, aderire ad una nuova azione, da presentarsi innanzi al TAR del Lazio, volta ad ottenere il riconoscimento dell'abilitazione all'insegnamento a fronte del possesso dell’esperienza lavorativa svolta.

In tal modo, a seguito della imminente pubblicazione del Decreto di aggiornamento delle Graduatorie di Istituto richiederemo al MIUR e a tutte le sue articolazioni periferiche, nonchè agli Uffici Scolastici, il riconoscimento immediato dell'abilitazione all'insegnamento con la conseguente collocazione nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto.

Questo nuovo percorso apripista, che verrà avviato dallo studio legale Bonetti insieme alle associazioni ADIDA e MIDA, mira a rivendicare i dovuti riconoscimenti professionali per tutti i docenti precari della III fascia.

L’azione sarà patrocinata dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia unitamente all’Avvocato Ciro Santonicola, che ha già ottenuto molteplici provvedimenti favorevoli su questo argomento.

Per aderire vai alla scheda dedicata

559 ALLIEVI: IL TAR LAZIO ACCOGLIE ANCHE IL SECONDO RICORSO. LE FAQ PER TUTTI I NUOVI ADERENTI

forzearmateIl TAR Lazio ha oggi, 3/5/2017, accolto anche il secondo ricorso dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ordinando, nuovamente, al Ministero di ammettere tutti i nostri ricorrenti alle successive prove fisiche.

1) Chi può partecipare al ricorso?

La strutturazione del nostro ricorso consente a TUTTI i meri partecipanti alla prova di poter ricorrere a prescindere dal punteggio giacchè se, come sostenuto, una prova è illegittima non può selezionare nessuno a prescindere dal punteggio ottenuto.

Possono ricorrere, quindi, tutti coloro i quali hanno partecipato alle prove di concorso tra il 6 e l’11 marzo e non sono stati ammessi alle prove fisiche.

Il precedente concorso non ha rilievo alcuno a prescindere dall'esito precedentemente ottenuto.

Al fine di essere ammessi alle prove fisiche ancora in corso riteniamo che l'ultima possibilità sia agire entro il 6 maggio 2017. Le prove fisiche calendarizzate infatti dovevano terminare il 4/5 ma il Ministero ha indicato sul proprio sito la data nuova dell'8/5 come può evincersi da questo screen.

2) Alcuni di Voi ci hanno chiesto come si fa a presentarsi alle prove fisiche senza accertamenti clinici richiesti dal bando.

Gli accertamenti clinici con cui Vi dovreste presentare alle prove fisiche verranno svolti successivamente in quanto diremo al Ministero che dovete avere lo stesso tempo concesso agli ammessi che hanno saputo per tempo come e quando presentarsi.

3) Dove trovo altri dettagli per aderire entro il 6/5?

Trova dettagli per aderire cliccando qui

CONCORSO POLIZIA 559 AGENTI: PRIMA VITTORIA IN ITALIA DELLO STUDIO DELIA & BONETTI. I NOSTRI RICORRENTI CONVOCATI A VISITA IL PROSSIMO 4 MAGGIO.

forzearmateIl TAR Lazio ha accolto il nostro ricorso ammettendo i nostri ricorrenti esclusi all’esito delle prove di cultura generale ad espletare le prove fisiche relative al concorso per 559 Agenti di Polizia.

Si tratta di un concorso “tristemente” passato alla cronaca per gli scandali che lo hanno caratterizzato: le precedenti prove, infatti, erano state annullate perché quasi duecento candidati avevano ottenuto il punteggio massimo, non sbagliando neanche una delle ottanta risposte, mentre altri 140 circa avevano fatto un solo errore e un centinaio ne aveva commessi due. Tra coloro che avevano risposto in maniera corretta a tutte le domande, inoltre, quasi tutti risultano residenti in Campania così come la Società che ha vinto l'appalto del Ministero dell'Interno per la somministrazione delle domande.

Su tale vicenda è ancora in corso l’indagine della Procura della Repubblica.

All’esito di una complessa fase di accesso agli atti, abbiamo individuato peculiari e decisivi vizi che ci hanno convinto a proporre ricorso per portare all’attenzione del T.A.R. tali circostanze. “E’ una vittoria sudata ma, seppur in questa fase cautelare, utilmente decisiva per consentire ai nostri ricorrenti di partecipare alle successive prove concorsuali” commentano gli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti. Ancora una volta riteniamo che i riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni confermino che solo grazie ad un team altamente specializzato e d’eccellenza, esperto in procedure concorsuali nazionali, sia possibile analizzare in tempi così brevi migliaia di atti concorsuali facendo ottenere piena tutela ai partecipanti.

In questo concorso vi sono migliaia di giovani aspiranti poliziotti che rischiavano di subire ancora una volta le illegittimità di un sistema di selezione iniquo su cui bene aveva fatto sinora l’Amministrazione ad intervenire annullando le precedenti prove.

I tempi per agire sono, tuttavia, molto ristretti in quanto le prove fisiche si concluderanno giorno 4 maggio. Per chi non ha ancora aderito ed è stato vittima dell’ennesima irregolarità del concorso per 559 Allievi Agenti di polizia, puoi ancora aderire entro oggi 2/5, cliccando al seguente link

Cliccando qui potrai leggere il provvedimento favorevole ai ricorrenti già difesi da noi

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Il Mattino di Sicilia

L’ANZIANITÀ DI SERVIZIO DEI DOCENTI PRECARI VA COMPUTATA DAL PRIMO CONTRATTO STIPULATO E NON SOLO DOPO IL SUPERAMENTO DEI 36 MESI DI CONTRATTI A TERMINE.

dirittoscolasticoCon una decisiva e chiarificatrice pronuncia della Corte d’Appello di Palermo, è stato riconosciuto il diritto dei docenti precari di ottenere gli scatti di anzianità maturati durante il periodo di lavoro precario prestato sin dal primo contratto stipulato.

Il giudice di primo grado, infatti, aveva riconosciuto il diritto di progressione stipendiale, tuttavia affermando che le retribuzioni spettanti fossero corrisposte solo con riferimento all’ultimo contratto stipulato.

In accoglimento dell’appello promosso dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, il Giudice di secondo grado - riformando totalmente la pronuncia del Tribunale - ha riconosciuto il diritto del ricorrente ad ottenere “le differenze retributive derivanti dalla progressione economica connessa all’anzianità di servizio maturata in relazione al CCNL tempo per tempo vigenti, considerati i contratti a termine di durata non inferiore a 180 giorni complessivi nell’arco di ciascun anno di servizio, oltre interessi dalla data di maturazione dei singoli ratei fino al soddisfo”.

Il Ministero, quindi, dovrà risarcire oltre € 10.000 al docente illegittimamente discriminato.

Il lavoro dei docenti supplenti deve essere equiparato a quello dei colleghi di ruolo: nuova vittoria al Tribunale di Milano. Miur condannato a ricostruire carriera, pagare gli scatti di anzianità e oltre 7000 € di spese legali.

dirittoscolasticoIl nuovo arresto del Tribunale di Milano con la recente sentenza del 30 marzo 2017 non lascia spazio ad ulteriori dubbi: le prestazioni rese dai docenti assunti con contratti di lavoro a tempo determinato sono identiche a quelle di un rapporto a tempo indeterminato e quindi vanno egualmente retribuite.

Così il Giudice meneghino ha individuato l’ennesima illegittimità nella condotta che, per mezzo di oltre 80 contratti a tempo determinato, non aveva riconosciuto alla ricorrente il diritto alla progressione stipendiale maturata in quasi 10 anni di carriera.

Per il Tribunale, infatti, “ la progressiva reiterazione di rapporti di lavoro a tempo determinato ha di fatto realizzato un contesto del tutto identico, sotto il profilo dello sviluppo della professionalità,  a quello tipico di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.[…] Conseguenzialmente, non può revocarsi in dubbio che parte ricorrente abbia nel tempo acquistato un’esperienza del tutto identica, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, a quella maturata dai colleghi di pari anzianità, legati all’amministrazione da un rapporto a tempo indeterminato”.

Il Ministero, dunque, è stato condannato a corrispondere le differenze retributive -  anche sul TFR e sugli istituti indiretti oltre che a collocare la ricorrente al livello stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio maturata, condannandolo – altresì -  al pagamento di oltre 7000 € di spese legali.

 

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