News

RICORSO FIT - ECCO LE FAQ SULLA FASE TRANSITORIA PER IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE

dirittoscolastico1. CHE COS’È LA FASE TRANSITORIA DEL FIT?

La fase transitoria è un “percorso semplificato” prima dell’entrata a pieno regime del nuovo corso/concorso meglio conosciuto come FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio). Coloro che parteciperanno a tale fase saranno ammessi direttamente all’ultimo anno di formazione previsto dal FIT.

2. CHI POTRÀ PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

Potranno partecipare alla fase transitoria i docenti:

- in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento per scuola secondaria di primo o secondo grado, anche se acquisito all’estero, purché conseguito entro il 31 maggio 2017;

- abilitati e specializzati sul sostegno nella scuola secondaria di primo o secondo grado;

- coloro che stanno frequentando i percorsi di specializzazione sul sostegno e che si specializzeranno entro il 30 giugno 2018;

- gli ITP iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia delle graduatorie di istituto entro il 31 maggio 2017 (anche se a seguito di ricorsi ancora pendenti).

3. PER CHI HA TRE ANNI DI SERVIZIO E’ PREVISTA UNA FASE TRANSITORIA?

Il Decreto Legislativo prevede che coloro che hanno lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) potranno partecipare ad una fase agevolata del FIT. Per tali docenti, tuttavia, non è ancora stato pubblicato il relativo “bando di concorso” di cui, comunque, è prevista la pubblicazione entro il 2018 e, pertanto, non riteniamo di proporre specifiche azioni per i c.d. 180x3 per il momento.

Difatti, per tale categoria di insegnanti non ravvediamo la fondatezza di un’eventuale azione legale ed esperiremo, solo per i casi più fondati dopo attenta valutazione, azioni individuali.

4. SONO UN INSEGNANTE INSERITO IN II FASCIA DELLE G.I. E/O IN G.A.E. CON RISERVA PROCESSUALE (CON GIUDIZIO PENDENTE) ENTRO IL 31 MAGGIO 2017, POSSO PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

A nostro modo di vedere no. Tale possibilità, difatti, è riservata ai soli ITP e non a tutte le altre categorie di insegnanti (congelati, depennati, etc..).

Costoro (tali altre categorie diverse dagli ITP), quindi, devono impugnare il bando proprio per ottenere la partecipazione ove siano con riserva in GAE o seconda fascia GI entro il 31 maggio 2017.

Si tratta, tra gli altri, di insegnanti che hanno ottenuto l’ammissione in GAE nell’estate del 2016 a seguito di provvedimenti giudiziali del TAR Lazio e non hanno poi subito un depennamento espresso dalle G.A.E.

Tra questi vi erano molti soggetti con T.F.A. che accedono, comunque, al FIT con il loro titolo e non grazie a tale ammissione con riserva in GAE.

Gli ITP che abbiano ottenuto l’ammissione in seconda fascia GI o in GAE dopo il 31 maggio 2017 devono quindi agire in giudizio aderendo al ricorso al fine di ottenere la possibilità di partecipare al percorso.

In particolare per quanto riguarda i dottori di ricerca che hanno ricorsi già pendenti la circostanza di non aver avuto ancora esito su tali contenziosi non impedisce di agire avverso il BANDO FIT provando ad ottenerne l'ammissione. Non si tratta, difatti, di un nuovo tentativo ma dell'unico tentativo possibile.

Il FIT, sulla base di quanto indicato nel bando (comma 5), consente ai soggetti in possesso di diploma ITP ove iscritti con riserva in II fascia GI o in GAE di partecipare al FIT ma non anche a chi è in possesso di altri provvedimenti giurisdizionali.

5. SONO UN INSEGNANTE INSERITO IN GAE E NELLA I FASCIA DELLE G.I. A SEGUITO DI UN DECRETO MONOCRATICO DEL TAR NON CONFERMATO. POSSO PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

Questa è una situazione che riguarda in particolar modo alcuni ricorsi presentati alla fine del 2016 e, nello specifico, quelli per gli insegnanti in possesso di PAS, TFA, laurea in SFP e alcuni ITP. Tali insegnanti dopo il provvedimento monocratico del TAR sono stati inseriti in G.A.E. e nella prima fascia delle G.I. (prima del 31 maggio 2017) ma il provvedimento non è mai stato confermato in sede collegiale. È evidente che le posizioni di questi insegnanti sono estremamente variegate (alcuni hanno preso i ruoli, altri sono stati depennati, altri ancora permangono in G.A.E.) e non stabili; consigliamo a tutti di partecipare alla fase transitoria del FIT anche proponendo ricorsi sperimentali cautelativi. Per tali situazioni i nostri ricorrenti riceveranno una specifica e-mail.

6. HO PRESENTATO RICORSO PER ESSERE INSERITO IN II FASCIA DELLE G.I. MA NON HO ANCORA AVUTO ALCUN ESITO, POSSO PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

No, il mero fatto di aver presentato un ricorso per l’inserimento in II fascia delle G.I. non è requisito sufficiente per poter accedere alla fase transitoria. A questa, difatti, potranno accedere solo coloro che hanno ottenuto provvedimenti (cautelari o definitivi) di accoglimento e che sono stati inseriti in II fascia entro il 31 maggio 2017. come per altro già chiarito ad eccezione dei soli itp nella faq 4 anche in ipotesi di ottenimento di un provv cautelare di ammissione in sec fascia e in gae non avreste potuto ottenere l'ammissione diretta al fit giacchè appunto tale facolta è riservata ai soli itp 

Tutti coloro che resteranno esclusi potranno aderire alle nostre azioni ai link

7. SONO UN DOTTORE DI RICERCA POSSO PARTECIPARE AL FIT

NO, a nostro modo di vedere si tratta di una previsione illegittima in quanto non si valorizza il percorso triennale di dottorato che è il più alto titolo conseguibile in Europa e come già fatto da noi, per primi in Italia, per il concorso 2016, agiremo per far ottenere l'ammissione a tale percorso anche ai dottori di ricerca. Tutti coloro che hanno il dottorato di ricerca, in quanto non riconosciuto abilitante dal Miur, devono agire con ricorso cliccando su questo sito  

Leggi tutto...

Accesso a Medicina: Consiglio di Stato ribalta TAR. Miur consenta accesso a tutta la documentazione di concorso.

dirittoallostudioIl Consiglio di Stato ha ordinato al MIUR di consegnare tutta la documentazione del concorso per l'accesso al test di Medicina e Odontoiatria del 2016.

Si conclude, dopo oltre un anno, il braccio di ferro con il Ministero che, a differenza di quanto storicamente aveva fatto concedendo massima trasparenza con riguardo agli atti che riguardano questo delicato concorso che decide il futuro di migliaia di giovani, aveva pervicacemente negato l'accesso agli atti di concorso.

Il T.a.r. per il Lazio aveva accolto solo parzialmente il nostro ricorso avverso la nota M.i.u.r. n. 29257 del 7 dicembre 2016, con la quale il Ministero aveva parzialmente respinto le loro istanze di accesso agli atti, deducendo la violazione dell’art. 24 Cost., degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990 e della legge n. 264/1999 rilevando che per alcuni atti «non risulta evidente il legame tra i documenti e l’interesse che si intende far valere e [che] in ogni caso non sono ammesse richieste volte a un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione, ex art.24, comma 3 della Legge n.241 del 1990» (v. così, testualmente, il centrale passaggio motivazionale dell’impugnato capo di sentenza)"

Secondo il Consiglio di Stato "non è ravvisabile una differenza sostanziale della documentazione sub 3. rispetto a quella sub 2., sotto il profilo del collegamento teleologico con le esigenze di tutela e di difesa perseguite dai ricorrenti in funzione del vaglio sulla legittimità degli atti della procedura preselettiva per l’ammissione ai corsi di laurea, a numero chiuso, in medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2016/2017".

"Pure l’oggetto della richiesta di esibizione risulta sufficientemente determinato e individuato, con conseguente esclusione di una finalità di un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione resistente; deve pertanto ritenersi erronea e lesiva degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990, oltre che dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, la statuizione reiettiva del ricorso con riferimento alla documentazione sub 3".

Il MIUR è stato condannato al pagamento di € 2500 a titolo di spese legali.

RIUNIONE CON I RICORRENTI A NAPOLI

Domenica 25 febbraio 2018 gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, anche con la presenza e l’intervento delle Associazioni Adida e Mida, terranno una riunione a Napoli per affrontare le tematiche e rispondere alle domande circa la posizione dei ricorrenti appartenenti alle categorie Itp, diplomati magistrali, dottorati nonchè tutte le altre anche con riferimento alle adesioni al RICORSO FIT.

La riunione si terrà dalle 14:00 in poi a Napoli presso l’hotel “Starhotels Terminus”, sito in Piazza Garibaldi n. 91.

Starhotels Terminus si trova a centrotrenta metri dalla stazione ferroviaria centrale di Napoli e quindi facilmente raggiungibile.

Nel link potete trovare la mappa

CONCORSO 559 ALLIEVI AGENTI DI POLIZIA DI STATO: la valutazione della commissione esaminatrice in relazione a profili psico-attitudinali è illegittima se carente di motivazione

forzearmate

 

Si continua a parlare del Concorso 559 allievi agenti di Polizia di Stato, questa volta il Tar del Lazio si è pronunciato sulla questione relativa al contenuto motivazionale della valutazione espressa dalla commissione esaminatrice durante la prova PSICO-ATTITUDINALE di un ricorrente assistito dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

La commissione aveva escluso il candidato all’esito dell’ultima prova per “aspetti depressivi in soggetto con tratti ossessivi di personalità ed ipercontrollo degli impulsi aggressivi”, una valutazione, quest’ultima, ritenuta dagli Avvocati Delia e Bonetti, illogica ed irragionevole. Per dimostrare ciò, oltre a perizie mediche ad hoc, si è fatto riferimento alla carriera pregressa del ricorrente. Nella specie, il candidato, negli anni immeditatamente precedenti alla prova aveva sostenuto altri concorsi all’esito dei quali conseguiva una valutazione di idoneità.

Per il Tar Lazio, il giudizio relativo agli accertamenti psico-attitudinali, proprio in relazione all’ampio margine di incertezza che lo caratterizza, comporta e richiede che la determinazione finale valuti anche e soprattutto circostante ulteriori di tipo obiettivo-fattuale quali ad esempio eventuali precedenti di servizio dei candidati. “Ciò non significa la prevalenza di questi ultimi sui risultati conseguenti agli accertamenti psico-attitudinali dei candidati, ma solo che il giudizio prognostico deve necessariamente tenere in debito conto e dimostrare, attraverso una adeguata e congrua motivazione, le ragione per cui i primi prevalgono sul dato obiettivo e concreto” (Tar Lazio, Sez. I bis, sentenza 4 aprile 2017, n. 4231/2017).

Grazie a tale strategia difensiva il nostro ricorrente è stato risottoposto a valutazione a seguito di ordine del T.A.R. la quale, si legge nel provvedimento di accoglimento, “si è conclusa con esito a lui favorevole, con conseguente insussistenza dei profili di inidoneità asseriti dalla Commissione per l’accertamento dei requisiti psico attitudinali”. Sulla base di ciò il TAR ha “ritenuto, pertanto, di dover accogliere l’istanza cautelare in quanto sorretta da evidente fumus con ammissione del ricorrente alle ulteriori fasi della procedura selettiva”.

MEDICINA GENERALE: SALTA UN ALTRO PEZZO DEL DECRETO MINISTERIALE. AMMESSI I RICORRENTI ESCLUSI SULLA BASE DEL CRITERIO DELLA “MINORE ANZIANITÀ” DI LAUREA COME CRITERIO DI PREFERENZA IN IPOTESI DI EX AEQUO.

dirittosanitarioIl TAR Lazio, per la prima volta nella storia del concorso di medicina generale, si è pronunciato favorevolmente sulla questione ex aequo ritenendo fondato il ricorso proposto dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Com'è noto, il D.M. 7 marzo 2006 relativo ai "Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale" e il bando di concorso prevedono che "in caso di parità di punteggio si faccia ricorso al criterio di preferenza della minore anzianità di laurea, o in subordine della minore età".

Trattasi, come più volte sostenuto dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti – e da ultimo confermato dal Tar Lazio- di un criterio assolutamente illogico ed irrazionale che, paradossalmente, finisce per premiare solamente i soggetti che hanno impiegato più tempo a laurearsi e non certamente i migliori.

L'assoluta irrazionalità del criterio emerge pensando che ci sono candidati esclusi nonostante abbiano seguito il medesimo percorso universitario così da laurearsi nella medesima sessione ma in giorni differenti, con la conseguenza che l'ammissione al corso di medicina generale viene decisa semplicemente perché il giorno di conseguimento del diploma di laurea è anteriore a quello di un altro candidato!

Commenta, in tal senso, l'Avv. Delia dopo aver appreso della vittoria: "Un sistema così strutturato affida sostanzialmente al caso l'ammissione al percorso di formazione, in aperta violazione di tutti i principi che sottendono ogni procedura concorsuale, finalizzata sempre alla scelta dei migliori. Volendo dargli una logica, essa potrebbe essere individuata nella circostanza che la minore anzianità di laurea dovrebbe corrispondere ad un aggiornamento più recente. Paradossalmente, tuttavia, si dimentica che se è questa la ratio, l'aggiornamento più recente deve essere riferito anche al post lauream e, dunque, ai titoli accademici, persino più alti successivamente acquisiti.

Un criterio che andando a valorizzare semplicemente la data di conseguimento del diploma di laurea, non tiene in considerazione la reale preparazione dei vari concorrenti: è irragionevole che soggetti operanti nel medesimo settore, ossia quello medico, subiscano regole così diverse nella disciplina dell'accesso ai corsi di formazione post lauream, quando si verificano situazioni di ex aequo."