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Si riaprono le GAE: il Tribunale di Palermo condanna il MIUR

dirittoscolasticoIl Tribunale del Lavoro di PALERMO, con sentenza del 26 aprile 2018, ha ordinato all'Ufficio scolastico provinciale di PALERMO l'immediata ammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e confermando ancora una volta il proprio orientamento favorevole in tal senso,.

Il Tribunale, commenta l'Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l'esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l'ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull'ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Al contempo il giudice ha espressamente mostrato di aderire alla sentenza ottenuta dai medesimi Avvocati innanzi al T.A.R. Lazio riportandosi alle motivazioni ivi spiegate e chiarendo altresì che "è agevole ritenere che ai docenti così abilitati - ossia quelli che, come la ricorrente, hanno conseguito l'abilitazione completando il percorso abilitante quale TFA dopo averlo iniziato come SISS - va riconosciuto il medesimo diritto di accesso alle graduatorie ad esaurimento, già permanenti, spettante agli abilitati SISS".

La vicenda dei congelati è ormai alla ribalta nazionale e persino la Stampa si sta occupando di questa categoria di docenti anche in quanto esclusi dalla c.d. riforma della "Buona Scuola".

Tale accoglimento, tuttavia, nel confermare le tesi sostenute dai legali dona speranza a tutti i docenti illegittimamente privati, con l'intervento della l.n. 296/2006, di un diritto loro ex lege spettante.

A differenza di quanto ritenuto dall'Amministrazione, chiude l'Avvocato Santi Delia, "il posto dei congelati SSIS è in G.A.E. ragion per cui è diritto intangibile di tutti questi docenti rientrare a pieno titolo nel piano di assunzioni straordinarie volto a svuotare le G.A.E.".

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Il MIUR è stato inoltre condannato a oltre 5000 euro di spese legali.

Trasferimenti dall'estero: il CGA respinge gli appelli dell'Avvocatura. I nostri ragazzi possono continuare a studiare a Messina.

trasferimentiesteroNonostate la Plenaria, l'Avvocatura dello Stato aveva appellato le nostre sentenze favorevoli innanzi al C.G.A.

L'appello del MIUR e dell'Ateneo è sfornito del fumus (della fondatezza) e del periculum ed è pertanto rigettato.

"Il Collegio ritiene che le ragioni poste a sostegno delle doglianze dell’Amministrazione appellante non sono tali da mettere in dubbio la motivazione della decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 1 del 2015 che merita, per logicità e ragionevolezza, di essere applicata anche ai fini della presente controversia. L’interpretazione delle fonti interne e dell’art. 165 del TFUE prospettate nel ricorso in appello non sono convincenti e non giustificano una disciplina degli interessi qui in esame diversa rispetto a quanto deciso in primo grado.

L’art. 4 comma 1 delle legge n. 264 del 1999 non è applicabile al caso di specie che non attiene a studenti che intendo iscriversi per la prima volta al corso di studi. Le fonti applicabili utilizzano indistintamente i termini “ammissione” e “immatricolazione” così che chi si trasferisce da un corso di studi di un ateneo al corso di studi di altro ateneo non è tenuto a sostenere le prove previste per chi si iscrive al primo anno.

Se lo studente appartiene a uno Sato membro dell’Unione europea deve essere rispettato il principio di libera circolazione e soggiorno e ciò indipendentemente da quanto previsto dall’art 165 del TFUE. L’Amministrazione universitaria appellante non era vincolata ad adottare i provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo. Detti provvedimenti sono pertanto illegittimi come peraltro correttamente affermato dal giudice di prime cure con la sentenza impugnata. Dalle superiori premesse emerge con sufficiente chiarezza che il provvedimento del Consiglio di corso di studi del 27 febbraio 2014 impugnato con il ricorso introduttivo è illegittimo per violazione dell’art. 4 della legge n. 264 del 1999 avendo l’Università degli Studi di Messina ritenuto la domanda dello Studente inammissibile “in assenza di superamento di esami di ammissione a numero programmato”. Conclusivamente l’appello è infondato e deve essere rigettato. Conseguentemente la sentenza impugnata merita di essere confermata".

C.G.A., 26 aprile 2018, n. 233

DIPLOMA DI MATURITA’ MAGISTRALE: AZIONI ESPERITE E NUOVE AZIONI ESPERIBILI

dirittoscolasticoA seguito della nota sentenza dell’Adunanza Plenaria sulla questione degli insegnanti con diploma magistrale, nei giorni scorsi l’Avvocatura dello Stato ha reso un parere dal quale emerge che saranno mantenuti tutti i contratti e gli inserimenti in GAE per i soli ricorrenti che hanno già ottenuto sentenze definitive passate in giudicato (sul punto si rimanda ad un nostro commento a questo link).

La scelta dell’Avvocatura non tiene in considerazione alcuni importanti fattori che hanno inciso sull’annoso contenzioso, come le diverse vicende processuali, il superamento o meno dell’anno di prova, l’anzianità di servizio e così via.

Non riteniamo che la vicenda sia conclusa e stiamo procedendo con il ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione avverso la decisione dell’Adunanza Plenaria e alla CEDU, ma non solo, ovvero con ulteriori strumenti che riteniamo più incisivi.

Lo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, difatti, insieme alle Associazioni Adida e Mida, sta portando avanti altri rimedi europei mai esperiti prima da alcun legale, sindacato o associazione.

Tale ulteriore azione, mai proposta sino ad oggi, a nostro avviso potrebbe essere determinante e, pertanto, invitiamo tutti gli interessati (anche con ricorsi pendenti con altri sindacati e associazioni o con soggetti a noi non riconducibili) ad aderire compilando il seguente form https://goo.gl/forms/eZqaenPyJihRRTKY2.

Potranno aderire a questa azione anche tutti coloro che hanno già preso parte all’azione dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione, in quanto i ricorsi sono assolutamente compatibili.

Accanto a detti strumenti proseguiremo a tutelare tutti i diplomati magistrale con azioni al Giudice del Lavoro in caso di licenziamenti, revoche dei ruoli e revoche dell’anno di prova. Anche in questo caso avanzeremo le più opportune azioni per tutti gli insegnanti colpiti, nostri ricorrenti e non, anche in maniera gratuita.

Ovviamente, considerando che l’adesione al ricorso avviene direttamente con lo studio legale, non sarà necessario versare alcuna quota associativa e/o non vi è alcun obbligo di tessere sindacali o ulteriori richieste di vario genere.

Si prega di compilare il form al link https://goo.gl/forms/eZqaenPyJihRRTKY2.

Diploma magistrale: arriva il parere dell’Avvocatura di Stato, la nostra posizione.

dirittoscolasticoLe Associazioni ADIDA e MIDA, nonché gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia in merito alle prime notizie circolate sul parere dell’Avvocatura dello Stato deducono quanto segue.
Nei prossimi giorni divulgheremo la nostra posizione ufficiale sulla vicenda e sui contenziosi in essere alla luce del parere reso dall’Avvocatura dello Stato. Ferma restando una più approfondita e successiva analisi del detto parere, non può non rilevarsi come lo stesso non possa che conformarsi a quanto disposto in sede di Adunanza Plenaria. Nonostante l’autorevolezza dell’Avvocatura dello Stato, non può non evidenziarsi come trattasi comunque di un organo che difende in giudizio l’Amministrazione Ministeriale che è nostra controparte processuale.
La circostanza che su 55.000 soggetti coinvolti solo 2.000 possano fruire del passaggio in giudicato, al di là di ogni questione tecnico giuridica, manifesta una problematica di carattere sociale che sfocia nella disparità di trattamento ed impone una soluzione politica che possa coinvolgere favorevolmente i restanti altri 53.000. Tali ultimi soggetti sono molto spesso in possesso di più servizi e, per sola mera casualità, non sono stati coinvolti da un giudicato e da una sentenza definitiva.
Si precisa che non è nel nostro interesse etico e giuridico entrare nel merito di una possibile revocazione delle sentenze a seguito della nuova pronuncia dell’Adunanza Plenaria essendo, tra l’altro, contrario ai nostri interessi, difendendo, altresì, i casi di passaggio in giudicato.
In ogni caso riteniamo che la politica si debba far carico di una soluzione per tutti i diplomati magistrali prescindendo dalla posizione processuale individuale e non nascondendosi dietro mere scelte tecniche. La disparità di trattamento emerge, a maggior ragione, rispetto a coloro che da anni e anni sono stati immessi di ruolo superando il periodo di prova che, unitamente agli altri ammessi con riserva o senza riserva per aspetti casuali, sono comunque entrati nelle GAE.
È già pronto un ricorso ad hoc diretto alla Corte Europea dei diritti dell’uomo in cui i nostri assistiti saranno tutelati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che inoltreranno anche tutte le azioni lavoristiche del caso volte alla piena tutela dei Vostri interessi.
Come sempre saremo al Vostro fianco per difendere i Vostri diritti.

Diploma magistrale linguistico: il Consiglio di Stato annulla il DM sulle graduatorie di istituto. Il titolo è abilitante.

dirittoscolasticoDalla seconda fascia delle G.I., per la prima volta, con il D.M. 374/17, come è noto, erano stati esclusi i docenti in possesso di diploma magistrale ad indirizzo linguistico.
La battaglia per il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale nasce dal nostro ricorso straordinario del 2012, avallato anche dalle Associazioni ADIDA e MIDA, ed è di fatto ancora in corso. Sulla scia della decisione negativa della Plenaria impugnata ora alle Sezioni Unite, aveva fatto breccia in moltissimi docenti l'idea e la paura che anche il valore abilitante del titolo potesse essere in discussione.
Sul punto, dunque, è diventato decisiva la parallela questione sul diploma magistrale linguistico e sul suo valore, negato recisamente dal MIUR, di essere valido per l'ammissione nella seconda fascia delle GI.
Il T.A.R. Lazio, nonostante questi precedenti, aveva negato ancora una volta a questi docenti di permanere nella II Fascia delle G.I.
Si tratta del primo riconoscimento in assoluto verso questa categoria di docenti ottenuta attraverso un'azione collettiva in cui il Consiglio di Stato si è pronunciato con sentenza definitiva.
Il decreto del MIUR, dunque, è stato definitivamente annullato in quanto il CDS ha chiarito che "la sperimentazione scolastica, intesa come ricerca e realizzazione di innovazioni degli ordinamenti e delle strutture, «è stata autorizzata ed attuata dall'Istituto magistrale (...)in vista del nuovo assetto dell'istruzione elementare, nel cui ordinamento didattico è ora compreso l'insegnamento della lingua straniera, e della formazione (anche a livello universitario) degli insegnanti elementari, tanto è che entrambi i corsi di sperimentazione (quello ad indirizzo linguistico e quello ad indirizzo pedagogico) tenuti in contemporanea dal medesimo Istituto, sono stati articolati in cinque anni di studio, con possibilità di accesso, a conclusione del ciclo, a tutte le facoltà universitarie»; l'equiparazione tra il mero diploma magistrale e il diploma di maturità linguistica rilasciati al termine di corso quinquennale, «appare conforme pure al nuovo assetto ordinamentale della scuola elementare, ove si consideri che l'insegnamento della lingua straniera è ricompreso negli ordinari programmi didattici» (Consiglio di Stato, sez. VI, 3 dicembre 2009, n. 7550; Id., sez. VI, 21 novembre 2016, n. 4850).
"A differenza di quanto si scrive, dunque - commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti - questa sentenza conferma che non è in discussione il valore abilitante del titolo che, con il nostro ricorso straordinario accolto nel 2013, è stato affermato. La Sesta Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza definitiva che ha annullato l'intero Decreto Ministeriale sulla gestione delle graduatorie di istituto, ha lapidariamento chiarito che "circa l'equiparazione di tale titolo al diploma magistrale, non può che confermarsi quanto già più volte espresso dai numerosi precedenti di questa Sezione".

Oggi, nonostante tale precedente, viene negata nuovamente l'ammissione in II fascia GI nell'ambito del nuovo decreto di aggiornamento.

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