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Concorso dirigenti scolastici: arriva il bando. Chi sono gli esclusi?

dirittoscolasticoRumors sempre più insistenti ed accreditati confermano che sarebbe ormai davvero imminente.

Il Regolamento circolato in ambienti sindacali ed associativi conferma, nonostante il precedente contenzioso, l'esclusione dalla partecipazione dei docenti non di ruolo e con meno di 5 anni di servizio. In tal senso appare censurabile la scelta del MIUR di imporre persino il superamento dell'anno di prova. Al precedente concorso, secondo il T.A.R., peraltro potevano partecipare anche i soggetti precari con almeno 5 anni di servizio ragion per cui appare illegitittimo riproporre nuovamente tali clausole limitative.

Ciò a maggior ragione dopo che la Cassazione, con le note sentenze pilota del 2016, ha confermato l'applicabilità al comparto scuola della clausola 4 dell'accordo quadro. Ciò esclude perfino i soggetti di ruolo in paritaria ed anche il servizio come dottorato è contegiato ma solo per i soggetti già di ruolo.

Più complesso è il nodo del vecchio contenzioso su cui si auspica che la remissione in Corte costituzionale giunga presto e sia tale a concuderlo rispettando i diritti delle parti. Anche dopo aver valutato quali saranno definitivamente le categorie che beneficeranno di riserve, dunque, si potrà comprendere se è legittimo o meno escludere tali soggetti che da anni combattono in Tribunale per veder riconosciuti i propri diritti calpestati da quella che, per stessa bocca del Legislatore, è stata una selezione a suo tempo vergognosa.

Per preaderire al ricorso compila gratuitamente il form o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Diplomati magistrale: ufficiale la data della Plenaria. E' il 15 novembre.

IMG 4254A seguito del nostro deposito dell'1 agosto 2017, il Presidente del Consiglio di Stato ha fissato per il 15 novembre 2017 la data finale dell'Adunanza Plenaria che deciderà sul diritto dei diplomati magistrale di entrare nelle GAE.

L'1 agosto, infatti, dopo aver ricevuto l'avviso di conclusione del giudizio innanzi alla Corte di Cassazione, avevamo provveduto a depositare immediata notizia al Consiglio di Stato sollecitando la fissazione.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, infatti, a fine luglio hanno dichiarato inammissibile il ricorso del MIUR sul ricorso che è al vaglio della Plenaria e deciderà le sorti di migliaia di diplomati magistrale. E' passata la tesi dell'inammissibilità che, con memoria, gli Avvocati Santi Delia, Michele Bonetti, Francesco e Giuseppe Cundari avevano sollevato ritenendo errata la scelta del MIUR di ricorrere in Cassazione avverso una sentenza non definitiva.

La vicenda del diploma magistrale è stata seguita dai legali Bonetti e Delia sin dall'inizio della collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014 per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

Ad oggi la vicenda appena descritta, relativa al riconoscimento definitivo del valore abilitante del diploma magistrale, è soggetta alla trattazione dinnanzi all’Adunanza Plenaria su cui oggi la Cassazione ha fissato un paletto fondamentale.

Come avevamo chiarito, a differenza di quanto si legge sul web e sui social, il rinvio della trattazione dell'udienza finale di merito innanzi all'Adunanza Plenaria era legata a ragioni processuali squisitamente tecniche. Il CDS, infatti, non aveva ritenuto di fissare la data della Plenaria in quanto "bloccato" dalla Cassazione ed in attesa che quest'ultima decida sul ricorso proposto dal MIUR.

La prova della corretta ricostruzione di quanto sopra, dunque, arriva dalla fissazione dell'Adunanza all'immediato rientro dal periodo feriale da parte del CDS che, al contrario di quanto asserito, ha messo in calendario con assoluta priorità la vicenda.

 

Concorso 559 agenti di polizia a rischio annullamento. Il Consiglio di Stato accoglie il nostro appello e ordina al T.A.R. di approfondire la questione sui vizi di violazione dell’anonimato.

forzearmateIl Consiglio di Stato ha riconosciuto la correttezza della tesi difensiva prospettata dallo Studio Delia & Bonetti circa l’esistenza di evidenti vizi di violazione dell’anonimato che hanno caratterizzato le prove scritte del concorso per 559 agenti di polizia.

Come avevamo già chiarito (clicca qui), l’intera prova di selezione degli aspiranti allievi poliziotti si presentava affetta da manifeste illegittimità che avevano consentito a centinaia di nostri ricorrenti di prendere parte alle successive prove selettive, nonostante fossero stati esclusi da un test preselettivo contrastante con i più elementari principi della correttezza dell’azione amministrativa e della trasparenza.

Invero, in sede di conferma della misura cautelare richiesta e concessa, il T.A.R. - consolidando un orientamento negativo a causa di errate prospettazioni difensive sulla vicenda, per opera di differenti ricorsi - aveva ritenuto di non consentire la prosecuzione delle prove, sostenendo come non ravvisabili e/o rilevanti i vizi lamentati.

Al contrario, invece, richiamando la pronuncia dell’Adunanza plenaria del 2013, che noi stessi 4 anni fa avevamo ottenuto e dal cui esito seguirono migliaia di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, il Consiglio di Stato ha ritenuto sussistenti sufficienti ragioni per ordinare al T.A.R. Lazio di rivedere il proprio orientamento negativo e di provvedere ad approfondire la questione circa l’esistenza dei medesimi vizi di violazione dell’anonimato che, per primi in Italia, il nostro studio aveva individuato.

“I Giudici di Palazzo Spada” – commentano gli Avv.ti Delia e Bonetti - “ hanno riconosciuto ed identificato, così come da noi prospettato, l’esatta identità tra i vizi che hanno caratterizzato la prova del concorso per 559 agenti di polizia, e quelli dei test di medicina su cui abbiamo vinto quattro anni fa innanzi all’Adunanza Plenaria”.

Ora il T.A.R. dovrà provvedere a fare chiarezza sulle modalità con cui la prova si è svolta, giungendo – ove ne ricorrano i presupposti – finanche all’annullamento di una procedura concorsuale che ha illegittimamente visto esclusi i ragazzi più meritevoli a causa di una gestione della prova non conforme ai principi dell’ordinamento.

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TFA sostegno, arriva il sigillo del TAR Lazio: illegittimo il numero chiuso in presenza di posti vacanti.

dirittoscolasticoGli Atenei di tutta Italia dovranno permettere lo scorrimento delle graduatorie e concedere ai ricorrenti la partecipazione al corso. 

Sono state pubblicate le tanto attese sentenze del Tar Lazio con riferimento ai corsi TFA sostegno che, accogliendo i ricorsi degli Avv.ti Delia e Bonetti, hanno sancito definitivamente l’assunto per cui in tale procedura concorsuale, in presenza di un numero di posti banditi superiore ai partecipanti il “numero chiuso” deve essere considerato illegittimo.
I provvedimenti, in concreto, hanno condiviso integralmente le teorie proposte nei ricorsi e volte a censurare il numero chiuso e l’apposizione di una soglia minima in prove preselettive in concorsi con posti rimasti vacanti rispetto a quelli banditi.
Nella specie il Collegio ha difatti chiarito che “nella logica della selezione preliminare in  questione, dunque, l’ammissione di un numero di concorrenti inferiore, rispetto a quello dei posti banditi, è sintomo di un’anomalia, che avrebbe dovuto suggerire interventi correttivi” e perciò, in linea con quanto dispohsto dal Giudice Amministrativo, qualora i posti non siano stati ricoperti aliunde, gli Atenei ben potrebbero ammettere i ricorrenti direttamente al corso, in  quanto la presenza dei posti vacanti renderebbe superflua la fase selettiva per un corso che deve essere a numero chiuso solo se vi è la necessità di contingentare gli ammessi.
Tali pronunce assumono un tono particolarmente importante se si considera anche che tale contenzioso ha coinvolto le Università di tutta Italia, da Siena a Messina, da Bergamo a Bari e, nella maggior parte dei casi, si sono riscontrati posti vacanti nei corsi per il TFA sostegno.
Gli Avvocati Bonetti e Delia, soddisfatti dell’epilogo di tale giudizio dichiarano: "abbiamo creduto molto in tale contenzioso, in quanto centinaia di docenti sono rimasti esclusi illegittimamente da tali corsi e, questa vittoria, rappresenta l’ennesimo risultato positivo ottenuto nel corso della nostra decennale battaglia al numero chiuso, con un particolare diverso, in questo caso i soggetti esclusi sono tutti insegnanti abilitati o già assunti in ruolo dal Ministero a cui gli Atenei avevano impedito di potere perfezionare la propria preparazione e renderla migliore ai fini dell’insegnamento scolastico  nel sostegno. Altro motivo di soddisfazione è che le sentenze del TAR siano arrivate giusto in tempo per l’inizio dei corsi, ormai in fase di avvio. I nostri ricorrenti frattanto si stanno già recando presso le Università a formalizzare la loro posizione”.  

INSERIMENTO IN II FASCIA G.I. DEGLI ITP: LE SCUOLE DEVONO RIVEDERE LE POSIZIONI DI TUTTI GLI INSEGNANTI

dirittoscolasticoI docenti in possesso di diploma ITP sono abilitati e in quanto tali devono essere inseriti nella II fascia delle graduatorie di circolo e d’istituto.

A dirlo è il M.I.U.R. che, a seguito di una nota dell’Avvocatura Generale dello Stato, ha diramato una comunicazione a tutti gli Uffici Scolastici Regionali, Provinciali e a tutte le Scuole, al fine di provvedere in tal senso e “garantire un ordinato avvio dell’anno scolastico”.

Tutti gli insegnanti tecnico pratici che hanno avviato un ricorso per l’impugnazione del D.M. di aggiornamento delle G.I., dunque, dovrebbero vedersi riesaminare le proprio posizioni in graduatoria ed inserire in II fascia, con la possibilità di stipulare contratti da quest’ultima già per l’imminente avvio del venturo anno scolastico.

L’importante presa di coscienza da parte del Ministero dell’Istruzione giunge all’indomani della pubblicazione di una sentenza del TAR del Lazio ove testualmente si riferisce che il D.M. impugnato “non considera la posizione degli insegnanti tecnico-pratici che si trovavano nell’impossibilità di conseguire un qualsivoglia titolo abilitativo”; ciò in quanto per detti docenti non è mai stato attivato un TFA o, come più di frequente è accaduto, non avevano maturato i tre anni di servizio necessari per prendere parte ai PAS. Il TAR del Lazio poi, con riferimento all’allegato C al D.M. n. 39/1998, precisa che è indubbio che “alle tipologie di diplomi rientranti in tale elenco fosse riconosciuto valore di titolo abilitativo all’insegnamento(si vedano gli allegati).

Il G.A., insomma, con un provvedimento definitivo, annulla l’art. 2 del D.M. n. 374/2017 di aggiornamento delle G.I. con l’effetto di consentire l’ammissione in II fascia di tutti i docenti ITP con riserva in quanto da ritenersi abilitati anche in quanto non abilitabili tramite i canali messi a diposizione dal M.I.U.R.

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