News

Il CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE IL DM 496/16 CON IL QUALE SONO STATI ASSUNTI GLI IDONEI DEL CONCORSO 2012 INFANZIA: IRRAGIONEVOLE AVER ESCLUSO I DOCENTI GIA’ DI RUOLO.

dirittoscolasticoCom'è noto, sebbene il Testo Unico in materia di istruzione (d.lgs. n. 297 del 1994, art. 400, comma 1) abbia previsto la cadenza triennale dei concorsi per l'assunzione nel settore scuola, quello del 2012 è stato il primo concorso dopo 13 anni di silenzio.

In quell'anno, nello specifico, il bando prevedeva che sarebbero stati coperti 11.542 posti a cattedre di personale docente, attraverso l'approvazione di una graduatoria di merito con l'elenco di tutti i candidati che avessero superato la prova orale.

In realtà, un numero ingente di vincitori di quel famoso concorso rimasero senza lavoro, sebbene non tutti i posti vacanti fossero stati ricoperti: l'unico spiraglio di speranza, quindi, avrebbe dovuto essere quello dettato dalla L.n. 107/2015 che, grazie al piano straordinario di assunzioni, avrebbe potuto porre rimedio ad una tale condizione.

Ebbene, nonostante il comma 96 della L. n. 107/2015 individuasse tra i vincitori e gli idonei del concorso 2012, quali legittimi partecipanti al piano di assunzioni straordinario, in concreto, tuttavia, nessuno dei vincitori o degli idonei di tale graduatoria di merito del concorso infanzia 2012 ha ricevuto alcuna proposta di assunzione, semplicemente perché i posti resi disponibili da tale piano straordinario di assunzioni per la scuola dell'infanzia sono stati pari a zero. Idonei e vincitori (una trentina e solo per la Regione Sicilia) delle graduatorie di merito infanzia, dunque, furono gli unici aventi diritto del concorso 2012 a non essere assunti con il piano straordinario de "La Buona scuola".

Nel mese di febbraio 2016, frattanto, veniva bandito il nuovo concorso a cattedra e, con esso, l'annunciata cancellazione delle graduatorie di merito vigenti.

Il Legislatore, comprendendo l'illegittima scelta sinora perseguita nei confronti dei vincitori di tale concorso pubblico, intervenne nel mese successivo e, con il D.L. 29 marzo 2016, n. 42 convertito in Legge 26 maggio 2016, n. 89 fece salve le graduatorie del concorso 2012 escludendovi solo i soggetti presenti nelle graduatoria di merito non a pieno titolo e rimandando ad un successivo D.M. i provvedimenti attuativi. Vincitori e idonei, tuttavia, vennero per lo più assunti fuori dalla Regione ove avevano concorso. Una trentina di vincitori siciliani, ad esempio, vennero assunti in Toscana e Veneto. Gli idonei siciliani e campani tra Lazio, Toscana, Emilia, Lombardia e Veneto.

Ma vi è anche stato chi è stato categoricamente escluso dalle assunzioni.

Alla procedura di assunzione, infatti, una docente assistita dallo Studio Legale Delia & Bonetti ha appreso di non poter far parte giacché, il MINISTERO ritenne di introdurre tra i requisiti per potervi partecipare anche il fatto di non aver, frattanto, ottenuto il ruolo in altra C.D.C.

Secondo gli Avvocati Delia e Bonetti tale clausola è illegittima giacchè impedire ad una docente di aspirare ad una migliore collocazione lavorativa per la sola circostanza di aver ottenuto un ruolo in un'altra classe di concorso, vanificando così la propria posizione in una graduatoria di merito che aveva faticosamente conquistato all'esito di un concorso pubblico e per di più senza neanche essere preavvertita circa gli effetti di aver accettato il ruolo in altra classe di concorso, vuol dire calpestare i più elementari principi di uno Stato di diritto.

Il T.A.R. Lazio, tuttavia, aveva ritenuto legittima e conforme a diritto la scelta dell'Amministrazione ritenendo che"malgrado tale preclusione non sia prevista nella legge", la scelta dell'amministrazione secondo cui "dal Piano di assunzione per la Scuola dell'infanzia dovessero essere esclusi coloro che "risultino già assunti a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato indipendentemente dalla classe di concorso, dal tipo posto e dal grado di istruzione per i quali sono assunti" e, quindi, anche coloro che fossero stati assunti a tempo indeterminato per effetto del precedente Piano di assunzione di cui alla legge n.107/2015", è immune da "eccesso di potere".

Il Consiglio di Stato, tuttavia, in riforma di tale sentenza del T.A.R., ha sospeso in parte qua il provvedimento impugnato ordinando l'inserimento della docente nelle procedure di reclutamento per la Regione Sicilia che si celebreranno nel mese di settembre affermando che risulta "sufficientemente comprovato il requisito del fumus boni iuris alla luce del fatto che, per un verso, l'avere parte ricorrente conseguito la formalizzazione di un rapporto lavorativo a tempo indeterminato, per effetto di una precedente procedura straordinaria di reclutamento, non appare fungere da ostacolo al conseguimento, da parte sua, di un risultato lavorativo più soddisfacente grazie all'avvenuta, positiva partecipazione ad una nuova e successiva procedura di reclutamento (senza tra l'altro ignorare che il posto attualmente ricoperto da parte ricorrente e che conseguentemente verrebbe lasciato libero ben potrà essere utilmente ricoperto dall'Amministrazione mediante, ad esempio, scorrimento di graduatoria) e che pertanto l'accoglimento della domanda di parte ricorrente risulta rispondere sostanzialmente ad una criterio di obiettiva ragionevolezza; ritenuto altresì sufficientemente comprovato anche il requisito del periculum, tenuto conto dell'attuale periodo dell'anno in corso e delle concomitanti procedure di programmazione in atto per la copertura di posti, trascorso il quale il pregiudizio delineato da parte ricorrente può solo che aggravarsi fini della liquidazione delle spese legali a carico dell'Amministrazione resistente".

Vai all'ordinanza



Concorsi Università di Messina: il T.A.R. Catania riammette vincitore illegittimamente escluso.

dirittoamministrativo

L’amministrazione non può integrare ex post la lex specialis: il TAR Catania riammette in graduatoria una concorrente illegittimamente esclusa.

Una selezione pubblica, per sua fisiologia, è volta a rintracciare nella platea dei potenziali aspiranti, coloro i quali sono in possesso dei migliori requisiti per soddisfare le esigenze di razionalità e buon andamento dell’Amministrazione.

Per mezzo del famigerato “bando di concorso”, infatti, la P.A. detta una serie più o meno dettagliata di requisiti di cui i potenziali concorrenti devono essere in possesso.

Quanto, però, questi criteri devono essere sufficientemente dettagliati ed esplicitati? Può l’Amministrazione enumerare dei requisiti troppo “ampi” e, successivamente, integrare la previsione specificandone il contenuto.

Secondo il TAR Sicilia, sez. Catania (ma anche secondo la più illustre giurisprudenza, invero) no.

Con ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, un giovane candidato lamentava l’illegittima esclusione da una graduatoria di merito relativa alla selezione di un funzionario di Ateneo, in quanto, asseritamente, non aveva allegato alcuna certificazione circa la conoscenza di due lingue straniere.

Orbene, come si anticipava, sul punto il bando si limitava a prevedere esclusivamente il possesso di una certificazione: non vi era alcuna previsione in ordine al livello di conoscenza, alla tipologia di certificazione, alle caratteristiche dell’ente certificatore, ecc…

La ricorrente, pertanto, provvedeva ad allegare specifiche certificazioni di frequenza di corsi di lingua ed il conseguimento del titolo di dottorato in detta lingua che però, secondo l'Ateneo, venivano ritenuti non sufficienti in quanto non costituenti “certificazione” e non emessi da “comprovati istituti specializzati”.

Invero, l’Ateneo aveva provato a giustificare tale esclusione fornendo una interpretazione postuma della clausola della lex specialis e richiamando il “quadro comune europeo per le competenze linguistiche, nonché il sistema di valutazione ALTE”.

Il TAR Catania, però, non lascia scampo ad equivoci: la condotta dell’Ateneo è illegittima e la ricorrente deve essere reinserita in graduatoria ed ammessa alle successive fasi volte all’assunzione.

Secondo il G.A., infatti, “a fronte di un requisito di partecipazione formulato in modo estremamente “ampio” e a fronte di specifiche conoscenze linguistiche della ricorrente, l’amministrazione non poteva (ex post) fornire un’interpretazione restrittiva, né a maggior ragione poteva integrarne il contenuto in corso di causa […]; sul punto è sufficiente richiamare i consolidati principi dettati in materia di procedure concorsuali in base ai quali le norme di un bando i concorso devono interpretarsi, secondo il principio dell’affidamento, per cià che essere espressamente dicono, rimanendo preclusa all’Amministrazione (e agli aspiranti o come nel caso di psecie alla controinteressata) ogni indagine rivolta, attraverso procedimenti ermeneutici ed integrativi, all’individuazione di ulteriori ed inespressi significati"

T.A.R. Catania, Sez. II, 7 giugno 2017, n. 1328

Scienze della formazione primaria: è svolta sul riconoscimento del titolo. Il Tribunale ammette in GAE con sentenza di merito a pieno titolo.

dirittoscolasticoIl Tribunale del Lavoro di Prato, con sentenza di merito di primo grado, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato al MIUR di ammettere in GAE i ricorrenti in possesso di laurea in Scienze della Formazione primaria.

Si tratta della prima sentenza di merito sul tema degli insegnanti in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria conseguita dopo il 30 giugno 2011 e iscritti a partire dal 2007/2008 a tale corso di laurea.

Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha adottato dei provvedimenti cautelari con i quali ha disposto l'ammissione in G.A.E. di altri ricorrenti pur nelle more della richiesta al MIUR di una relazione da depositare entro il 20 luglio 2017. In ragione di tale provvedimento ha successivamente emesso un altro provvedimento monocratico. In quel caso, dunque, si tratta di un ammissione temporanea in attesa della prossima udienza che si terrà da qui a qualche giorno.

In questo caso, invece, il Tribunale del Lavoro si è espresso già con sentenza definitiva di merito di primo grado, dopo un processo lungo due anni e dopo aver già letto le deduzioni del MIUR, argomentando circa le ragioni del proprio convincimento in accoglimento delle tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con particolare riferimento alla vera ratio normativa che regola la posizione dei laureati in SFP.

Secondo il Tribunale "la lettera del suddetto art. 14, comma 2-ter, D.L. n. 216 del 2011 convertito in L. n. 14 del 2012, sia chiara nel consentire l’inserimento nella fascia aggiuntiva a chi abbia frequentato il corso di laurea in scienza della formazione primaria “negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011”, purché effettivamente in possesso del titolo abilitante; così che ai fini dell’accesso alla graduatoria deve dirsi sufficiente che i docenti siano in possesso della laurea abilitante al momento della proposizione della domanda di inserimento, purché abbiano frequentato il corso di studi negli anni sopra specificati;
- una tale soluzione ermeneutica si impone in primo luogo sul piano testuale, ma trova conferma in termini di sistema giacché pretendere ai fini dell’accesso alla fascia aggiuntiva della graduatoria il conseguimento del titolo abilitante entro l’anno accademico 2010/2011 implica la generale inapplicabilità della disposizione qui di interesse;
- avendo, infatti, il corso di studi in scienza della formazione primaria durata legale di quattro anni, e già consentita (dall’art. 5-bis del D.L. n. 137/2008) la deroga al divieto di nuovi accessi in graduatoria per chi si fosse iscritto a quel corso di laurea nell’anno accademico 2007/2008, nessuno studente immatricolatosi negli anni successivi avrebbe potuto conseguire il titolo abilitante entro l’anno accademico 2010/2011, così che la disposizione de qua sarebbe priva di qualunque contenuto precettivo;
- ne discende, quindi, che la disciplina regolamentare si palesa in contrasto con la legge alla quale dovrebbe dare attuazione, in quanto, come si è visto, il D.M. 53/2012 subordina l’inserimento dei docenti nella fascia aggiuntiva, non semplicemente alla frequenza dei corsi in scienza della formazione negli anni di cui si è detto, ma all’effettivo conseguimento del titolo abilitante entro il 2011;
- le disposizioni della fonte secondaria devono essere, pertanto, disapplicate e, in accoglimento del ricorso, va affermato il diritto della ricorrente (in possesso della laurea dal 21.6.2013, v. doc. 8 fasc. ric.) all’accesso alle graduatorie di suo intesse (classi di concorso “EEEE” primaria posto comune, “EEEH” primaria elenco sostegno, v. domanda amministrativa del 30.6.2015 sub doc. 9 fasc. ric.) a decorrere dal 1.9.2015 (data di pubblicazione delle graduatorie medesime), e, per l’effetto, in prima fascia delle GI per le corrispondenti classi di concorso, ella essendosi immatricolata successivamente all’anno accademico 2007/2008 e conseguito la laurea abilitante alla data della domanda amministrativa".

Si tratta, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, "di una decisione di merito storica che, in quanto basata su una logica interpretativa rigorosa, offre importanti spunti di riflessione che, stante l'importantissimo prossimo appuntamento del 20 luglio innanzi al Consiglio di Stato, potranno risultare decisivi nell'ambito della storica battaglia al fianco dei laureati in Scienze della formazione primaria per il loro diritto ad ottenere le GAE".

Vai alla sentenza

PER ADERIRE ALLE AZIONI A TUTELA DEI LAUREATI IN SFP E PER OTTENERE L'AMMISSIONE IN GAE CLICCA QUI - SCADENZA 20/7

II FASCIA DELLE G.I., AVVISO IMPORTANTE PER I RICORRENTI IN POSSESSO DI DIPLOMA DI MATURITA’ MAGISTRALE

dirittoscolasticoCome noto, a seguito dell’inoltro della domanda di aggiornamento delle G.I. da parte di alcune categorie di ricorrenti, si stanno verificando problematiche presso le istituzioni scolastiche.

La questione riguarda i ricorrenti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che, a seguito dell’accoglimento del ricorso, sono inseriti in I fascia delle G.I. a pieno titolo, ma con riserva processuale.

Per tale categoria di insegnanti, il M.I.U.R. nel D.M. n. 374 del 1 giugno 2017 ha espressamente previsto all'art. 4 comma 15 che “gli aspiranti iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento e nelle correlate graduatorie di istituto di I fascia, ai fini del conferimento di supplenze da parte dei dirigenti scolastici, possono presentare domanda di inserimento in II o III fascia compilando i relativi Modelli All, Al2, A/2 bis, e B mantenendo in tal modo, oltre che l'inclusione con riserva in I fascia di istituto, l'inclusione a pieno titolo nelle altre fasce di pertinenza con i vincoli di cui all'articolo 5, comma 5, lettera d).”

Detti ricorrenti, pertanto, sono pienamente legittimati a presentare la suddetta domanda ma, a causa della dicitura “a pieno titolo” inserita nel provvedimento del G.A. e meramente finalizzata a consentire agli istanti di stipulare contratti, gli Uffici stanno inspiegabilmente procedendo alla cancellazione degli istanti dalla II fascia.

Tale cancellazione è completamente contraria al D.M. e rivela l’incapacità del Ministero e delle sue diramazioni di gestire in modo univoco la situazione.

Per questo motivo abbiamo elaborato una specifica istanza, allegata in calce alla presente, che tutti coloro che si troveranno nella condizione sopra descritta potranno autonomamente inviare alle Amministrazioni, a mezzo raccomandata a.r. o a mezzo pec, conservandone copia e conservando le relative ricevute di spedizione e di consegna o consegnandola a mani conservandone copia timbrata e/o protocollata dall’ufficio ricevente.

Vi invitiamo a compilare accuratamente l’istanza in tutti i suoi campi, a sottoscriverla in originale e ad inoltrarla alle Amministrazioni in originale.

All’istanza dovrete allegare un valido documento di identità e il Vostro provvedimento favorevole del G.A. su cui dovrete cerchiare il Vostro nominativo.

SCARICA L'ISTANZA DIFFIDA

AVVISO SULLA DOMANDA PER LE GAE CHE DOVEVA ESSERE SPEDITA ENTRO L’8 LUGLIO 2017

dirittoscolasticoCome noto entro l’8 luglio 2017 andava spedita una domanda per l’accesso nelle GAE, il cui modello è presente nel nostro sito e che, rimettiamo in calce alla presente.

In linea di massima, tutti i nuovi ricorrenti avrebbero dovuto inoltrare la domanda entro l’8 luglio.

Riteniamo che, fosse opportuno inoltrare tale domanda per fini processuali, ma come spiegheremo, si ritiene che si possa provare a procedere anche senza il detto inoltro.

Pertanto, tutti i nuovi ricorrenti, o coloro che non hanno inoltrato la domanda e devono ancora ricorrere, potranno agire con noi, aderendo alle seguenti azioni.

Nonostante siano decorsi i termini, consigliamo di inoltrare la domanda allegata, via pec e/o a mezzo raccomandata a/r con avviso di spedizione e ricevuta di consegna, al MIUR e all’USP.

Gli indirizzi potranno essere da Voi reperiti facilmente online e comunque, per il Ministero, la sede ove spedire la missiva è Viale Trastevere n. 76/a, 00153 - Roma, mentre gli indirizzi di posta certificata sono i seguenti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Ribadiamo che nonostante la domanda sia tardiva, riteniamo di consigliarVi comunque di spedirla il prima possibile, di conservare la ricevuta di spedizione e di ritorno delle pec e/o della raccomandata ed infine, di non rimetterle al nostro studio, bensì di trattenerle gelosamente in copia (gli originali, ovviamente, dovranno essere spediti).

La domanda, difatti, dovrebbe servire soltanto in una fase successiva, ossia quando e se, in caso di accoglimento, gli Uffici richiedessero la stessa ai fini dell’inserimento, del conteggio dei titoli e del servizio.

Ad onor del vero, nella nostra pregressa esperienza, vi sono stati alcuni Uffici che non hanno richiesto la stessa e che l’hanno fatta presentare immediatamente dopo il provvedimento di accoglimento; ma vi sono anche degli Uffici che, invece, l’hanno richiesta.

Per parte della giurisprudenza, la domanda può essere condizione di procedibilità del giudizio, tuttavia, nell’ultima “tornata” di ammissione nelle GAE, non vi sono stati provvedimenti che facessero riferimento alla domanda come condizione di procedibilità dell’azione. Dunque, in assenza di specificazioni nel provvedimento, le resistenze degli Uffici, sono state superate per il tramite di un’azione di ottemperanza che comunque con l’inoltro della domanda nei modi di legge, si vuole evitare, anche per accorciare i termini.

Riteniamo opportuno, dunque, procedere nelle azioni, anche per i nuovi ricorrenti che non hanno spedito la domanda entro l’8 luglio e che sono invitati ad inoltrarla al più presto. 

Cerca in news

Ultime News



Weblog