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RIUNIONE A ROMA DEL 26 NOVEMBRE

Carissimi,
in merito al recente deposito dei ricorsi di impugnazione dei Decreti Ministeriali n. 374 e 400 del 2017, che Vi hanno in parte immessi nelle GI e nelle GAE con una serie di problematiche (dal punteggio, alla questione delle domande, al mutamento di provincia, ai tempi di inserimento, la revoca di altri incarichi, l’inserimento nelle opportune fasce delle G.I., il punteggio di altri ricorrenti precedenti etc etc) ritengo opportuno svolgere con urgenza una riunione al fine di avere un confronto sui vari aspetti.
Come noto sono stati intrapresi ricorsi e percorsi di natura collettiva, e in questi giorni determinanti, i giusti quesiti che ci ponete per telefono, mail, etc, non sono riassumibili e risolvibili, considerando la particolare complessità e peculiarità della vicenda, con risposte veloci, ma richiedono una chiara ed accurata spiegazione da parte nostra ed alla Vostra presenza. Cercheremo di riportavi (anche se ciò esorbita dal nostro mandato collettivo) tutte le azioni possibili per la vostra problematica individuale.
Pertanto tutto lo studio legale sara' disponibile insieme all’ADIDA e al MIDA, nella giornata di Domenica 26 novembre dalle 11.30 alle ore 13.00 per tutti i RICORRENTI ITP e dalle 14.00 sino alle ore 16.30 per tutti I DIPLOMATI MAGISTRALI ante 2001/02 (con cui tratteremo tutte le delicate vicende inerenti la Plenaria) presso il Centro congressi Cavour in via Cavour 50/a in Roma. L'appuntamento pomeridiano è aperto anche alle altre categorie di docenti quali Afam, Dottorati, Depennati, Congelati etc.
Il Centro Congressi Cavour si trova a cinquecento metri dalla stazione Termini, e quindi facilmente raggiungibile per chi utilizzasse qualsivoglia mezzo di trasporto pubblico o venisse da fuori Roma e per questo incontro domenicale sono state appositamente prese due sale a pagamento a nostre spese per la delicatezza del momento che impone la Vostra massima presenza.
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Vi attendiamo numerosi.

Santi Delia & Michele Bonetti

COMUNICATO POST DISCUSSIONE PLENARIA PER I NOSTRI RICORRENTI

dirittoscolasticoGli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, difensori delle Associazioni “Adida”, “Mida” e “La voce dei giusti”, oltre che di centinaia e centinaia di ricorrenti, successivamente alla discussione in Consiglio di Stato in seda plenaria rappresentano quanto segue.

Dopo una lunga discussione il collegio dei presidenti del Consiglio di Stato ha assunto la causa in decisione e, sebbene, non vi sia un termine perentorio per il deposito del provvedimento, verosimilmente tale decisione potrebbe arrivare prima della pausa natalizia.

La discussione ha toccato tutti i temi fondamentali della vicenda che coinvolge migliaia di docenti dell’infanzia e della primaria. Secondo il M.I.U.R. e l’Avvocatura di Stato, i diplomati magistrale sono, ormai, decaduti dalla possibilità di pretendere l’ammissione in G.A.E., in quanto avrebbero dovuto attivarsi entro il 2007, e, in ogni caso, il loro titolo sarebbe utile solo per partecipare al concorso a cattedra e non certo per entrare nelle G.A.E. e ottenere, per ciò solo, il ruolo. Al contrario, gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, che hanno iniziato la discussione dell’intero collegio difensivo a favore dei diplomati magistrale, hanno evidenziato sia che queste tesi sono state superate dallo stesso Consiglio di Stato con le sentenze n. 4232 e 5439 del 2015, sia che la chiusura della G.A.E. è inopponibile a chi, come i diplomati magistrali, è abilitato già da prima del 2006.

TRASFERIMENTI TRA ATENEI: I POSTI DEGLI EXTRACOMUNITARI DEVONO ESSERE ASSEGNATI AI RICORRENTI. UNIVERSITA’ DI PALERMO CONDANNATA ALLE SPESE DI GIUDIZIO

dirittoallostudioIl Tar Palermo, in relazione all’ormai nota questione giuridica sull’assegnazione dei posti riservati agli extracomunitari e rimasti vacanti nei corsi di laurea a numero programmato, ha per la prima volta affermato che, anche in ipotesi di trasferimenti ad anni successivi al primo, qualora fossero residuati posti vacanti destinati a cittadini non comunitari all’esito dell’originario bando di concorso, questi devono essere assegnati per soddisfare le esigenze di altri studenti che ne abbiano diritto.

Tale principio, già più volte condiviso dal Giudice Amministrativo in relazione agli accessi al primo anno di corso all’esito del test nazionale, aveva avuto un brusco arresto lo scorso anno innanzi al Tar del Lazio. Gli Avv.ti Delia e Bonetti, tuttavia, riuscirono a ribaltare tale tesi restrittiva innanzi al Consiglio di Stato che ha, al contrario, dichiarato di “privilegiare la tesi dello scorrimento degli studenti comunitari non utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari rimasti non utilizzati”.

Nel caso odierno invece, al ricorrente, in qualità di studente al II anno del corso di laurea in fisioterapia presso altro Ateneo italiano, era stata illegittimamente negata dall’Ateneo di Palermo l’istanza di trasferimento. L’Università si era solo limitata a sostenere che non v’erano posti liberi per il corso di laurea indicato chiarendo che quelli extracomunitari vacanti all’esito del concorso dell’anno precedente erano ormai definitivamente persi.

Il TAR Palermo, ritenendo illegittima la scelta dell’Ateneo, lo ha condannato a trasferire del ricorrente comminandogli anche la sanzione delle spese di giudizio.

“Ancora una volta”, commenta l’Avvocato Santi Delia, “si conferma come sia inspiegabile e contraria ai principi costituzionali sul diritto allo studio, la scelta degli Atenei di non assegnare i posti vacanti degli extracomunitari. È una battaglia iniziata tanti anni fa che finalmente ci consente di raccogliere i frutti del lavoro svolto. Il nostro ricorrente, con comprovati motivi familiari, potrà finalmente tornare a studiare vicino ai propri cari. Si tratta dell’ennesimo messaggio rivolto agli Atenei italiani, i quali non potranno più “nascondere” i posti dei candidati extracomunitari non assegnati qualora ne fatta espressa richiesta da chi ne abbia diritto”.

Domani, 15 novembre, scadrà il termine per partecipare alle azioni collettive ed individuali per ottenere l'ammissione all'esito del test 2017. Se vuoi aderire clicca qui o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria.

dirittoscolastico

Il Consiglio di Stato ha sospeso l'ordinanza Ministeriale sulla mobilità dei docenti, accogliendo l'appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, nella parte in cui non riconosce il punteggio maturato nelle scuole paritarie.

Del tema della mobilità docenti, invero, come avrete letto da ormai un anno, si è per lo più occupato il Giudice del Lavoro. Sono stati i Tribunali di tutta Italia, infatti, a pronunciarsi, per lo più, sulla vicenda dell'algoritmo e su quella degli anni di servizio presso le scuole paritarie.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ad eccezione del caso algoritmo, grazie al quale al fianco della Gilda, gli stessi Avvocati Bonetti e Delia riuscirono a far svelare il meccanismo di assegnazione delle sedi ad oltre centomila docenti, si è sempre dichiarato privo di giurisdizione sul tema della mobilità.

In sede di appello, tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribaltato la posizione del T.A.R. ritenendosi competente (o meglio in possesso della giurisdizione) per decidere anche sulle questioni della mobilità dei docenti. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, “risulta impugnato un atto di macro-organizzazione ad efficacia generale e applicabile nell’intero territorio nazionale in base al quale sono gestiti i trasferimenti dei docenti, mentre i singoli trasferimenti, avvenuti nell’ambito di un piano generale per la più corretta e razionale copertura di tutti i posti tuttora vacanti nell’organico delle varie istituzioni scolastiche, si pongono quali meri atti attuativi dell’impugnata ordinanza ministeriale, con conseguente configurabilità di correlative situazioni di interesse legittimo devolute alla cognizione del giudice amministrativo".

I primi casi ad essere trattati, dunque, riguardarono proprio la vicenda scaturente dalla nostra vittoria al T.A.R. Lazio sull'algoritmo a seguito della quale il Consiglio di Stato, una volta affermata la propria giurisdizione, concesse dei provvedimenti cautelari "per asseriti vizi inficianti il criterio (ovvero il ‘meccanismo’ o ‘algoritmo’)". Stavolta, invece, la questione ha riguardato il più complesso ambito del punteggio in paritaria.

A differenza dei numerosi precedenti ottenuti anche dagi Avvocati Delia e Bonetti innanzi al Giudice del Lavoro, dunque, questa decisione mira ad incidere a livello nazionale sulle Ordinanze Ministeriali di mobilità 2016 e 2017. Il Giudice amministrativo, difatti, è l'unico che può annullare gli atti ministeriali con effetto erga omnes mentre il Giudice del Lavoro può solo disapplicarli per il singolo docente.

Ecco perchè questa prima decisione è unica nel panorama e può coinvolgere tutti i docenti.

Secondo l'orientamento dei giudici della Sesta Sezione già reso su questioni giuridicamente analoghe, infatti, "la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425). L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

Per quanto direttamente interessa TUTTI I DOCENTI CON PUNTEGGIO IN PARITARIA, dunque, il C.d.S. ha chiarito che SONO ILLEGITTIME E VANNO SOSPESE “le tabelle di valutazione relative alla procedura di mobilità del personale docente di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016, nella parte in cui prevedono l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, sembrano porsi in contrasto con il principio di parità di trattamento (tra le due categorie di istituzioni scolastiche) stabilito dalla legislazione statale (l. n. 62 del 2000, l. n. 107 del 2015)”.

Per tale ragione il C.d.S.,  confermando la fondatezza delle censure proposte in appello ha chiarito che la mancata valutazione del servizio pre-ruolo compromette l’attività didattica esercitata dai docenti appellanti e gli ha riconsociuto il diritto di essere destinati agli ambiti territoriali richiesti in forza del punteggio ricalcolato  per il servizio pre-ruolo svolto presso istituti scolastici paritari.

“Il nostro obiettivo ” commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, “è quello di ottenere provvedimenti per una platea più ampia di soggetti possibili a prescindere dalla loro qualità di ricorrenti. Il sistema scuola non può continuare ad essere governato da provvedimenti episodici o singoli ed è ora che il MIUR prenda atto in via generale ed erga omnes di provvedimenti di respiro generale. Ciò è già accaduto con il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale che in sede giudiziale è stato ottenuto dai nostri 220 ricorrenti e poi esteso a 1 milione di docenti oggi in II fascia GI. Ci auguriamo che ora anche grazie questi provvedimenti possa essere rivisto il sistema di mobilità ”.

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MEDICINA GENERALE (MMG): APERTE LE ADESIONI PER PARTECIPARE AL RICORSO

dirittosanitarioCarissimi,
come sapete, siamo stati in prima linea, al fianco di centinaia di giovani medici delusi da un concorso farsa.
Su Medicina generale non era mai esistito un contenzioso e, ancora una volta,
per primi siamo riusciti a vincere.

Abbiamo dimostrato, in Consiglio di Stato, l'illegittimità della scelta del Ministero della Salute e delle Regioni di optare per la graduatoria regionale anzichè per quella nazionale.

Sono stati centinaia i nostri giovani medici ammessi in diverse Regioni: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, etc..

Nonostante le nostre vittorie e centinaia di ammissioni decretate dal Giudice amministrativo, il Ministero persiste nelle proprie scelte, dichiaratamente illegittime anche in quanto, allo stato, il contenzioso è pendente innanzi alla CEDU e, sino a quando in Europa non si pronunceranno, il TAR non darà nuovi provvedimenti.

Sempre su Medicina Generale, il T.A.R. Lazio ha annullato il D.M. Salute 7 marzo 2006, nella parte in cui preclude la partecipazione ai laureati in Medicina non ancora abilitati e ha consentito, grazie alla nostra azione, ai giovani medici di partecipare alle prove di ammissione. Dunque, tutti i laureati non ancora abilitati potranno partecipare alla prova.

Abbiamo appurato che vi sono state numerose segnalazioni di irregolarità ragion per cui abbiamo già effettuato istanza d'accesso per riscontrarne la fondatezza.

In Campania è già aperto un ricorso collettivo al costo di € 500 di adesione mentre per le altre Regioni allo stesso prezzo potrà aderirsi ad azioni collettive e/o individuali che, però, dovremmo poi valutare all'esito dell'accesso agli atti.

Ciò vuol dire che se, successivamente a tale fase, non riscontreremo elementi utili per agire, la quota verrà restituita.

Anche quest'anno vi sono diverse domande dubbie su cui si può fondare l'azione. Una è già stata individuata.
Chi è fuori per una domanda, quindi, può agire individualmente.

                                                                        CHI PUO' AGIRE

TUTTI I CONCORRENTI CON PUNTEGGI SUPERIORI A 60. Pur se in passato anche i soggetti sotto tale soglia sono stati ammessi per voi la posizione da difendere è più complessa potendo agire solo collettivamente.

                                                                       COME AGIRE

COMPILANDO LA DOCUMENTAZIONE ALLEGATA E SEGUENDO LE ISTRUZIONI IVI CONTENUTE.
Per chi vuole avere un appuntamento può chiamare i numeri fissi di Messina o alla linea dedicata ed esclusiva 3898538944.

Per chi invece ha già deciso di agire può seguire la modulistica allegata.
L'acconto di adesione è pari a € 500,00 e va inviato unitamente alla documentazione richiesta.
LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE VA SEMPRE ANTICIPATA A MEZZO MAIL SCANSIONATA.

SCADENZE DI ADESIONE (FA FEDE IL TIMBRO POSTALE - LA DOCUMENTAZIONE VA SEMPRE ANTICIPATA VIA MAIL SCANSIONATA) 15/12

PER OGNI DUBBIO PUOI COMPILARE IL FORM E CHIEDERCI COSA FARE
                                 

OPPURE

                       SCARICA DIRETTAMENTE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE