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Concorsone scuola 2016: USR depennano diplomati magistrale linguistico

dirittoscolasticoDal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i docenti in possesso di diploma magistrale ad indirizzo linguistico. Molte commissioni regionali, tuttavia, anche in ragione dei molti ricorsi giunti, consentivano ai concorrenti di partecipare. E' recentemente accaduto che, nonostante molti di questi concorrenti abbiano superato tutte le prove, sono ora depennati datali gradautorie.

Ciò, a nostro modo di vedere, contrasta irrimediamibilmente con le nostre vittorie al T.A.R. e al CDS.

Proprio a difesa di altri candidati esclusii per tale ragionei, il Consiglio di Stato, accogliendo il nostro ricorso ha motivato in ragione del "parere della Sezione Seconda consultiva del Consiglio di Stato n. 2366/2014 del 14/07/2014, reso nell'Adunanza di Sezione del 7 maggio 2014 sull'affare n. 172/2014, circa l'equiparazione tra il diploma magistrale e quello di maturità linguistica al termine di corso quinquennale, ai fini dell'ammissione al concorso per esami e titoli per il reclutamento del personale docente nella scuola primaria, bandito con D.M. 82 del 24.9.2012".

Gli USR che, senza tenere conto di tale precedenti, stanno procedendo a depennare idoneii e vincitori pomgoo in essere, a nostro modo di vedere, atti illegittimi che vanno impugnati.

Per questa ragione gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti stanno predisponendo ricorsi individuali e semicollettivi a tutela di tali categorie di docenti. Per aderire clicca qui o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tfa sostegno: il Tar Lazio annulla il Decreto Ministeriale e dichiara illegittima la soglia di ammissione

dirittoscolasticoÈ stata finalmente pubblicata la sentenza del Tar del Lazio che si attendeva da giorni con riferimento al giudizio che vedeva coinvolti i candidati esclusi dalle prove scritte nel concorso TFA per il sostegno.

Tale provvedimento, ha pienamente condiviso le teorie proposte nel ricorso e volte a censurare l’apposizione di una soglia minima di accesso in una prova preselettiva pur in presenza di posti vacanti. Nonostante infatti a tali corsi di specializzazione sono ammessi a partecipare soltanto insegnati già abilitati che spesso insegnano anche di ruolo da molti anni, gli stessi vengono costretti a sottoporsi ad una triplice prova di ammissione solo all'esito delle quali accederanno al percorso di specializzazione.

Pur non ritenendo legittimo che la formazione per tali soggetti debba essere a numero chiuso, è evidente che l'unica ragione che può limitare la loro formazione professionale (garantita dalla Costituzione) è, a nostro modo di vedere, l'adeguata formazione che gli Atenei devono garantire sulla base del numero dei posti banditi. Ove, come è accaduto, i posti banditi sono addirittura più dei partecipanti non riusciamo davvero a comprendere la ragione per cui non si dia la possibilità ad un insegnante GIA' ABILITATO e formato da anni di studio e lavoro dallo stesso Ministero e dagli Atenei di continuare a formarsi. Il miglioramento della loro formazione, peraltro, non può fare altro che aiutare tanto loro stessi ma soprattutto i discenti con disabilità giacchè costoro avranno la possiblità di essere seguiti da soggetti ancora più formati e capaci di rispondere alle loro peculiari esigenze.

Paradossalmente, invece, lo scorso anno in Sicilia, pur di consentire ad altri docenti di avvicinarsi alle loro famiglie, gli è stato consentito di insegnare sul sostegno senza tale titolo di specializzazione. A chi vuole formarsi, dunque, sulla base di irrazionali soglie di accesso si sbarra la possibilità di farlo; a chi semplicemente chiede di avvicinarsi a casa si consente di affiancare i discenti con disabilità pur in carenza di tale titolo.

Il Tar, anche sulla base di questi principi, ha accolto le ragioni degli Avvocati DELIA e BONETTI stabilendo il principio per cui la prova preselettiva nelle procedure concorsuali assume solo la funzione di operare una prima “scrematura” dei partecipanti e “l’ammissione di un numero di concorrenti inferiore, rispetto a quello dei posti disponibili, è sintomo di un’anomalia, che avrebbe dovuto suggerire interventi correttivi”.

Secondo il T.A.R. Lazio va valorizzato "sia dell’interesse pubblico alla disponibilità di insegnanti di sostegno qualificati, in misura sufficiente per il relativo fabbisogno, sia dei principi, di cui agli articoli 33 e 34 della Costituzione (secondo cui la garanzia del diritto allo studio si qualifica come diritto della persona: cfr. TAR Sicilia, CT, Sez. I, 1.8.2011, n. 2031), sia infine in corrispondenza dei canoni di logicità e ragionevolezza, che disciplinano l'operato della pubblica amministrazione (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 10.9.2009, n. 5434): principi, tutti, in base ai quali si deve privilegiare la tesi, volta ad assicurare lo scorrimento della graduatoria nei posti non utilizzati".

Di conseguenza sono stati annullati i decreti ministeriali nella parte in cui non consentono la copertura dei posti disponibili al termine della fase preselettiva ed il conseguente ulteriore scorrimento delle graduatorie di merito, fino alla completa copertura dei posti disponibili. L'annullamento di tali DD.MM. perciò, sulla base di questa decisione e in ragione ai nostri successivi ricorsi che in corso, costringerà adesso gli Atenei di tutta Italia a far scorrere le graduatorie ed ha disporre le prove suppletive per i candidati esclusi ove ci siano posti vacanti.

Soddisfatti gli Avv.ti Delia e Bonetti dichiarano “la formazione sul sotegno assume un ruolo fondamentale  nell'ambito dell'istruzione del nostro Paese ed il Miur non può consentire che residuino posti vacanti in un percorso formativo così importante come quello del TFA.
Riteniamo  sia corretto consentire l'accesso all'insegnamento a docenti ben preparati che hanno investito tempo e sforzi economici per la loro formazione. E' stata una battaglia in cui abbiamo creduto sin da subito e siamo lieti che il provvedimento del Tar sia giunto tempestivamente in quanto i nostri ricorrenti hanno tutti concluso le prove e la loro immatricolazione ai corsi dipendeva esclusivamente dalla conferma del Tribunale. Il loro percorso professionale può dunque procedere senza ulteriori ostacoli”.

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INSEGNANTI DEPENNATI DALLE GAE: ARRIVA IL DECRETO DI IMMEDIATO REINSERIMENTO IN GRADUATORIA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO

dirittoscolasticoGli insegnanti depennati dalle GAE devono essere riammessi nelle graduatorie ambite. È questo il contenuto del decreto d’urgenza pubblicato dal Consiglio di Stato, sul ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia insieme all'associazione ADIDA, che mira al nuovo inserimento in GAE di cento insegnanti illegittimamente depennati per il mancato aggiornamento.

Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato ancora una volta che gli insegnanti ammessi con riserva processuale devono avere la possibilità di stipulare contratti sia a tempo determinato che indeterminato.

E’ un’importante conferma che giunge alle soglie delle imminenti convocazioni - commentano gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia - l’obiettivo, ora, è quello di favorire il celere inserimento in graduatoria da parte degli Uffici Scolastici in modo che i ricorrenti possano stipulare i contratti sin da subito”.

La pronuncia del G.A., che ha fissato l’udienza camerale per la conferma del decreto al giorno 21 settembre 2017, costituisce un importante precedente a supporto anche per le nuove azioni che lo studio legale sta avviando.

Per tutte le informazioni sui ricorsi proposti anche per la categoria del depennati consultate il link

Tribunale di Messina: i depennati vanno reinseriti a pieno titolo.MIUR condannato con sentenza di merito.

dirittoscolasticoIl Tribunale di Messina ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, con una pronuncia che consolida ancora una volta l’orientamento giurisprudenziale creatosi grazie ai ricorsi degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, ha condannato il MIUR a reinserire una docente che era stata depennata per non aver presentato la domanda di aggiornamento delle GAE. 

Trattasi di decisione assai importante anche in ragione del fatto che, da ormai un anno, il TAR al contrario è sfavorevole al reinserimento dei docenti depennati. La pronuncia, inoltre, è assai innovativa in quanto consente e ritiene fondata la tesi dei legali Delia e Bonetti secondo cui oltre al reinserimento il docente può anche chiedere lo spostamento di provincia.

Secondo il Tribunale "la permanenza nella graduatoria risulta esser condizionata da un’espressa volontà dei docenti di rimanervi, tenendo conto che l’omessa domanda non è assoluta ed avendo il legislatore previsto la possibilità per i docenti interessati già cancellati di dichiarare di voler esser nuovamente reinseriti “nel rispetto del termine fissato di volta in volta per i futuri aggiornamenti delle graduatorie”. Ne discende che il D.M. n. 235/2014, sebbene in conformità con la legge 143/2004, ponendo un termine perentorio per la presentazione della domanda non prevede la possibilità per coloro che siano stati cancellati dalla graduatoria di esser reinseriti previa proposizione di apposita domanda da presentarsi nello stesso termine. Infatti la disposizione di cui all’art.1 l 143/2004", così come confermato dal tribunale, "resta in vigore non potendo ritenersi abrogata dalla legge del 2006 la quale bloccando i nuovi inserimenti non esclude dalle graduatorie ad esaurimento chi ha omesso di presentare la domanda di aggiornament".

Si capisce bene come la normativa non preclude il reinserimento della docente che ne era stata cancellata, reinserimento previsto già nel 2009 nelle GAE di Messina, ma non ne preclude neanche lo spostamento.

Ciò premesso, considerato il diritto della ricorrente e rilevato che il D.M. 235 prevedeva il trasferimento in un’altra provincia, previa presentazione di inserimento avvenuta ad opera della docente presso l’Ufficio scolastico provinciale di Torino, il giudice ha ritenuto fondato il ricorso ed ha riconosciuto: “il diritto della docente all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento della provincia di Torino ordinando all’amministrazione competente l’inserimento della stessa con riferimento agli anni 2015-2017”.

Il MIUR è stato anche condannato alle spese legali per oltre 2000 euro.

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MODELLO B: IL MODULO DA INOLTRARE E LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE PIÙ FREQUENTI

dirittoscolasticoGentili ricorrenti,

Vi ricordiamo che per coloro che hanno inoltrato la domanda di inserimento/aggiornamento delle graduatorie di istituto di II e/o III fascia sarà compilabile su Istanze on line il MODELLO B dal 14 al 25 luglio 2017.

Il modello si potrà redigere in sola forma telematica sul sito di “istanze on-line” e dovrà essere compilato al fine di inserire “un massimo di 20 istituzioni scolastiche, appartenenti alla medesima provincia, con il limite, per quanto riguarda la scuola dell'infanzia e primaria, di 10 istituzioni di cui, al massimo, 2 circoli didattici” come disposto dal decreto ministeriale.

Considerando la circostanza che le Vostre domande, strumentali al ricorso, non saranno prese in considerazione dagli Uffici, consigliamo di stampare e compilare il modulo allegato alla presente e di inoltrarlo alla scuola capofila, al M.I.U.R. e presso il Vostro Ambito Territoriale entro il giorno 25 luglio 2017, a mezzo raccomandata a.r. o a mezzo pec, conservandone copia e conservando le ricevute di spedizione e di consegna o consegnandolo a mani facendosi rilasciare dall’ufficio un timbro o un protocollo. A noi non dovete inviare alcuna copia nè comunicazione di avvenuto adempimento.

Trattandosi di inoltro con modalità “difformi” da quelle disposte dal MIUR, è possibile che riscontriate resistenze da parte degli Uffici riceventi, ma consigliamo comunque di procedere all’inoltro del detto modello onde evitare problematiche processuali.

Ovviamente per quanto concerne la compilazione del MODELLO B per eventuali classi di insegnamento per cui avete titolo è opportuno che utilizziate sempre le procedure ministeriali.

Riportiamo di seguito alcune risposte alle Vostre domande più frequenti.

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