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TFA SOSTEGNO: L’UNIVERSITA’ DI MESSINA OTTEMPERA DEFINITIVAMENTE ALL’ORDINE DEL TAR. OLTRE 100 DOCENTI BENEFICIANO DEI NOSTRI ACCOGLIMENTI GIUDIZIALI.

dirittoscolasticoÈ stata pubblicata in data odierna sul sito web dell’Università di Messina la notizia con cui l’Ateneo “a breve” provvederà allo scioglimento delle riserve di tutti i ricorrenti che  hanno adito il Giudice Amministrativo per ottenere l’ammissione ai corsi del TFA sostegno.

A seguito delle nostre vittorie innanzi al T.A.R. Lazio ed al T.A.R. Catania tutti i ricorrenti avevano ottenuto la possibilità di sostenere le prove di accesso ma, nelle graduatorie dell’ 8 agosto 2017, risultavano ancora ammessi con riserva in attesa dell’eventuale appello innanzi al Consiglio di Stato che l’Avvocatura dello Stato, per conto del Miur, si era riservata di proporre.

L’Università di Messina, proprio alla luce dell’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale affermatosi in accoglimento delle tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha ricevuto il via libera dall’Avvocatura generale dello Stato. Si legge sul sito dell’Ateneo che “acquisita la nota dell'Avvocatura Generale dello Stato, a breve provvederà allo scioglimento delle riserve indicate nel decreto rettorale di approvazione degli atti e di pubblicazione delle graduatorie, n. 1686/2017, prot. n. 58061 dell'8 agosto 2017. Gli iscritti con riserva si intendono, pertanto, iscritti a pieno titolo”.

Secondo l’Avvocato Delia si tratta del “giusto riconoscimento al buon lavoro svolto, in quanto tutti i nostri ricorrenti hanno già iniziato a seguire i corsi oltre che, il definitivo passo indietro dell’Università, è per noi motivo di grande soddisfazione, in quanto ci lascia sereni per la prosecuzione del percorso di tutti i candidati ammessi”.


Asn: il Consiglio di Stato accoglie appello su abilitazione scientifica nazionale

dirittoamministrativoMediante l’ordinanza n. 4082/2017 pubblicata in data 25 settembre 2017 il Consiglio di Stato, riformando la decisione del TAR Lazio, accoglieva le doglianze della ricorrente che partecipava al concorso per l’ASN di seconda fascia.

La ricorrente, con un curriculum vitae di particolare rilevanza scientifica, impugnava gli atti concorsuali denunciando le gravissime irregolarità compiute dalla Commissione giudicatrice che le negava l’abilitazione di seconda fascia a seguito di una valutazione del tutto arbitraria del proprio curriculum vitae. La ricorrente scienziata nota sia nel panorama nazionale sia nel panorama internazionale, si vedeva negata l’abilitazione richiesta nonostante avesse i c.d. “valori soglia” più alti di tutti i partecipanti al concorso e nonostante il possesso dei titoli richiesti.

Ad essere censurata è la valutazione delle pubblicazioni scientifiche effettuata in spregio della normativa di riferimento e dei principi cardini del diritto amministrativo, al punto tale che l’abilitazione veniva concessa a soggetti con un curriculum vitae e con lavori scientifici di rilevanza inferiore a quelli della ricorrente.

Il Consiglio di Stato rilevando la fondatezza delle censure avanzate nel ricorso modificava la decisione del TAR Lazio e rappresentava l’urgenza di una decisione nel merito e accogliendo il ricorso ex art. 55 co. 10 c.p.a.

L’ultima tornata dell’ASN è stata caratterizzata da una continua censura delle valutazioni effettuate dalle Commissioni giudicatrici che trincerandosi dietro il criterio della c.d. discrezionalità, in alcuni casi come quello affrontato dal Consiglio di Stato, ha escluso dal panorama universitario numerosi ricercatori nonostante le loro capacità scientifiche siano riconosciute anche oltre i confini nazionali.

Il CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE IL DM 496/16 CON IL QUALE SONO STATI ASSUNTI GLI IDONEI DEL CONCORSO 2012 INFANZIA

dirittoscolasticoCom'è noto, sebbene il Testo Unico in materia di istruzione (d.lgs. n. 297 del 1994, art. 400, comma 1) abbia previsto la cadenza triennale dei concorsi per l'assunzione nel settore scuola, quello del 2012 è stato il primo concorso dopo 13 anni di silenzio.

In quell'anno, nello specifico, il bando prevedeva che sarebbero stati coperti 11.542 posti a cattedre di personale docente, attraverso l'approvazione di una graduatoria di merito con l'elenco di tutti i candidati che avessero superato la prova orale.

In realtà, un numero ingente di vincitori di quel famoso concorso rimasero senza lavoro, sebbene non tutti i posti vacanti fossero stati ricoperti: l'unico spiraglio di speranza, quindi, avrebbe dovuto essere quello dettato dalla L.n. 107/2015 che, grazie al piano straordinario di assunzioni, avrebbe potuto porre rimedio ad una tale condizione.

Ebbene, nonostante il comma 96 della L. n. 107/2015 individuasse tra i vincitori e gli idonei del concorso 2012, quali legittimi partecipanti al piano di assunzioni straordinario, in concreto, tuttavia, nessuno dei vincitori o degli idonei di tale graduatoria di merito del concorso infanzia 2012 ha ricevuto alcuna proposta di assunzione, semplicemente perché i posti resi disponibili da tale piano straordinario di assunzioni per la scuola dell'infanzia sono stati pari a zero. Idonei e vincitori (una trentina e solo per la Regione Sicilia) delle graduatorie di merito infanzia, dunque, furono gli unici aventi diritto del concorso 2012 a non essere assunti con il piano straordinario de "La Buona scuola".

Nel mese di febbraio 2016, frattanto, veniva bandito il nuovo concorso a cattedra e, con esso, l'annunciata cancellazione delle graduatorie di merito vigenti.

Il Legislatore, comprendendo l'illegittima scelta sinora perseguita nei confronti dei vincitori di tale concorso pubblico, intervenne nel mese successivo e, con il D.L. 29 marzo 2016, n. 42 convertito in Legge 26 maggio 2016, n. 89 fece salve le graduatorie del concorso 2012 escludendovi solo i soggetti presenti nelle graduatoria di merito non a pieno titolo e rimandando ad un successivo D.M. i provvedimenti attuativi. Vincitori e idonei, tuttavia, vennero per lo più assunti fuori dalla Regione ove avevano concorso. Una trentina di vincitori siciliani, ad esempio, vennero assunti in Toscana e Veneto. Gli idonei siciliani e campani tra Lazio, Toscana, Emilia, Lombardia e Veneto.

Ma vi è anche stato chi è stato categoricamente escluso dalle assunzioni.

Alla procedura di assunzione, infatti, una docente assistita dallo Studio Legale Delia & Bonetti ha appreso di non poter far parte giacché, il MINISTERO ritenne di introdurre tra i requisiti per potervi partecipare anche il fatto di non aver, frattanto, ottenuto il ruolo in altra C.D.C.

Secondo gli Avvocati Delia e Bonetti tale clausola è illegittima giacchè impedire ad una docente di aspirare ad una migliore collocazione lavorativa per la sola circostanza di aver ottenuto un ruolo in un'altra classe di concorso, vanificando così la propria posizione in una graduatoria di merito che aveva faticosamente conquistato all'esito di un concorso pubblico e per di più senza neanche essere preavvertita circa gli effetti di aver accettato il ruolo in altra classe di concorso, vuol dire calpestare i più elementari principi di uno Stato di diritto.

Il T.A.R. Lazio, tuttavia, aveva ritenuto legittima e conforme a diritto la scelta dell'Amministrazione ritenendo che"malgrado tale preclusione non sia prevista nella legge", la scelta dell'amministrazione secondo cui "dal Piano di assunzione per la Scuola dell'infanzia dovessero essere esclusi coloro che "risultino già assunti a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato indipendentemente dalla classe di concorso, dal tipo posto e dal grado di istruzione per i quali sono assunti" e, quindi, anche coloro che fossero stati assunti a tempo indeterminato per effetto del precedente Piano di assunzione di cui alla legge n.107/2015", è immune da "eccesso di potere".

Il Consiglio di Stato, con ordinanza collegiale del 26 settembre 2017, in riforma di tale sentenza del T.A.R., ha sospeso in parte qua il provvedimento impugnato ordinando l'inserimento della docente nelle procedure di reclutamento per la Regione Sicilia che si celebreranno nel mese di settembre affermando che risulta "sufficientemente comprovato il requisito del fumus boni iuris alla luce del fatto che, per un verso, l'avere parte ricorrente conseguito la formalizzazione di un rapporto lavorativo a tempo indeterminato, per effetto di una precedente procedura straordinaria di reclutamento, non appare fungere da ostacolo al conseguimento, da parte sua, di un risultato lavorativo più soddisfacente grazie all'avvenuta, positiva partecipazione ad una nuova e successiva procedura di reclutamento (senza tra l'altro ignorare che il posto attualmente ricoperto da parte ricorrente e che conseguentemente verrebbe lasciato libero ben potrà essere utilmente ricoperto dall'Amministrazione mediante, ad esempio, scorrimento di graduatoria) e che pertanto l'accoglimento della domanda di parte ricorrente risulta rispondere sostanzialmente ad una criterio di obiettiva ragionevolezza; ritenuto altresì sufficientemente comprovato anche il requisito del periculum, tenuto conto dell'attuale periodo dell'anno in corso e delle concomitanti procedure di programmazione in atto per la copertura di posti, trascorso il quale il pregiudizio delineato da parte ricorrente può solo che aggravarsi fini della liquidazione delle spese legali a carico dell'Amministrazione resistente".

Si tratta del secondo provvedimento positivo su GMINFANZIA che segue il primo ottenuto a luglio 2017.

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IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE AL CORSO DI MEDICINA GENERALE PER IL TRIENNIO 2014/2015 IN VIRTÙ DELLA PRESENZA DI POSTI DISPONIBILI.

dirittosanitarioCon ordinanza pubblicata in data 22 settembre 2017 la Terza Sezione del Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha ribaltato l’orientamento espresso dal TAR del Lazio in ordine alla peculiare situazione di sei medici che, nel 2014, hanno partecipato al test per l’ammissione al corso di formazione specifica di Medicina Generale presso la Regione Lazio. Si tratta del terzo accoglimento dopo le vittorie per Sicilia e Puglia sugli appelli patrocinati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello attraverso cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza di rigetto emessa dal TAR Laziale innanzi al quale si impugnava il provvedimento - atto sopravvenuto rispetto al precedente giudizio conclusosi sfavorevolmente per i soggetti coinvolti - emesso dalla Regione Lazio e con cui veniva resa nota la presenza di posti disponibili presso il corso in parola per il triennio 2014/2015.

Il provvedimento, in antitesi all’ordinanza emessa dal TAR Lazio, ha dunque ritenuto “opportuno lasciare la res adhuc integra (…) essendo il corso di formazione ormai in via di completamento” e “prevalente l’interesse dei ricorrenti in precedenza comunque ammessi con riserva a terminarlo, sempre senza borsa di studio onde evitare esborsi di risorse pubbliche”.

“Trattasi di un risultato fondamentale”, come dichiara l’Avv. Michele Bonetti, “che conferma il granitico orientamento giurisprudenziale, tradottosi ormai in principio, secondo cui le Amministrazioni devono provvedere all’integrale saturazione del contingente programmato, quindi alla copertura integrale dei posti messi a concorso e rimasti vacanti e disponibili, non potendosi in alcun modo ravvisare la motivazione di un rifiuto della stessa alla loro riutilizzazione”.

Una vittoria, commentano i tre legali Bonetti, Delia e Pinelli, che rappresenta un ulteriore fondamentale precedente nella materia e che porta in primo piano i diritti, costituzionalmente garantiti e tutelati, alla formazione professionale, al lavoro nonché, nel caso di specie, alla salute.

Qualche mese fa, sempre nell'ambito delle specializzazioni mediche post lauream, il Consiglio di Stato aveva stabilito l'importante principio secondo cui la graduatoria deve essere gestita in modo tale da evitare i posti vacanti e che, in presenza di questi ultimi, gli idonei in graduatoria possono agire per ottenerli.

In quel caso il Consiglio di Stato aveva ribaltato la decisione del TAR chiarendo: "che, sulla base di quanto emerso a seguito dell'ordinanza del TAR Lazio III Sez. del 10 marzo 2017 n.1178, come anche dichiarato dai difensori del ricorrente, nella graduatoria per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Chirurgia generale di Palermo vi è un posto che potrebbe essere assegnato all’appellante, e che in caso diverso resterebbe scoperto; Ritenuto il pregiudizio grave ed irreparabile (anche in relazione all'ipotesi risarcitorie formulate dal ricorrente, per non avere ottenuto tempestivamente l'iscrizione richiesta). Pertanto, in accoglimento dell'istanza, va disposta l'iscrizione alla Scuola di Chirurgia generale dell’Università di Palermo".

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Abbiamo aperto le porte del più grande Ateneo d'Europa. Cade il numero chiuso a Psicologia a Roma La Sapienza.

dirittoallostudioROMA – Università: il Tar ha sospeso il test di psicologia alla Sapienza di Roma. Il nuovo test di psicologia alla Sapienza è stato sospeso con un provvedimento del Tar del Lazio. Lo rende noto l’Unione degli Universitari. “In seguito alla decisione unanime del Senato Accademico di fissare per il 5 ottobre il nuovo test, ci siamo adoperati, in solitudine ma col sostegno degli studenti, per ottenere quanto chiesto dai partecipanti al test di cui era stata annullata la graduatoria. Ancora una volta – afferma l’associazione studentesca – abbiamo avuto ragione a non arrenderci di fronte al sistema ingiusto e fallace del numero chiuso, mentre le altre rappresentanze studentesche votavano l’istituzione del numero chiuso e la ripetizione del test. A rimetterci non saranno gli studenti! Il nuovo test infatti, con provvedimento del Tar Lazio, è sospeso”.

Nell’udienza di discussione davanti al Tar il prossimo 18 ottobre i giudici dovranno decidere anche sulla richiesta dei ricorrenti a riconoscere come libero e a numero aperto l’accesso al primo anno del corso di laurea in Psicologia Clinica, Psicologia della Comunicazione e del Marketing, Psicologia applicata ai contesti della salute, del lavoro e giuridico-forense, Neuroscienze cognitive e Riabilitazione psicologica, Psicologia dello sviluppo tipico ed atipico e psicopatologia dinamica e dello sviluppo.

Il presidente della III sezione del Tar del Lazio, vista la richiesta di misure cautelari urgenti proposta con il ricorso, e “considerato che la prima camera di consiglio, utile per la decisione collegiale, sarebbe successiva alla data fissata per la sessione di esami” – si legge nel decreto – ha ritenuto che sussistono i presupposti per la sospensione del test di ammissione. “Con questo primo accoglimento si riaprono le porte dell’Ateneo più grande d’Europa a tutti gli studenti – commenta l’avvocato dell’Udu Michele Bonetti, che ha patrocinato il ricorso con il collega Santi Delia – Ora si riveda tutto il sistema del numero chiuso insieme agli studenti”.

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