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Graduatorie Medicina, Odontoiatria e IMAT: il MIUR ottempera alle nostre sentenze e le riapre

dirittoallostudioIl MIUR, finalmente, ha capitolato.

Oggi 22 marzo 2017, nel giorno di scadenza della diffida successiva alla notifica delle nostre sentenze ed ordinanze pilota del mese di febbraio 2017, il MIUR ha inviato una mail a noi difensori ed ai ricorrenti per comunicare di aver riaperto la graduatoria e che, dal 27 marzo 2017, i ricorrenti interessati avrebbero potuto riaccedere alla propria pagina personale e curare l'immatricolazione ove vi siano posti disponibili.

La riapertura delle graduatorie è frutto del lavoro processuale scaturito dalle nostre ordinanze e sentenze vittoriose e soprattutto del lavoro e dei contatti politici dell’UDU con il Ministero, e per il tramite con il CNSU, organo da noi presieduto e con maggioranza relativa dell’Unione.

Nonostante sia da considerarsi un punto d’arrivo, e comunque un successo, non possiamo gioire per il numero dei posti messi a bando che consentirà solamente ad una parte dei ricorrenti con punteggi maggiori, e comunque in graduatoria, di poter studiare.

Pertanto, proseguiremo nella battaglia per il libero accesso impugnando, con motivi aggiunti, per tutti i soggetti esclusi dal decreto, anche non nostri ricorrenti, che non potranno continuare a studiare.

Sulla questione e su come curare l'immatricolazione Vi invitiamo a leggere le mail personali che vi abbiamo inviato. Ma come si è giunti a questo risultato?

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Mobilità docenti 2016/2017: il TAR ordina al Miur il rilascio dell’algoritmo sul ricorso Gilda

dirittoscolasticoÈ di poche ore fa la sentenza emessa dal TAR del Lazio che condanna il MIUR all’ostensione del famoso “algoritmo” di calcolo che ha gestito il software relativo ai trasferimenti interprovinciali del personale docente sulla mobilità 2016 e che ha deciso la sorte professionale di numerosi docenti coinvolti.

Il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, Rino Di Meglio, nonché gli Avv. ti Michele Bonetti, Santi Delia e Silvia Antonellis, affermano la fondamentale importanza di tale vittoria al fine di fare finalmente chiarezza non solo sulle procedure puntuali dei trasferimenti ma, in particolare, sugli errori che hanno determinato l’allontanamento di numerosi docenti dalle sedi che sarebbero spettate in base ai criteri dichiarati nelle loro domande di trasferimento. 

Il TAR Lazio da ragione, dunque, al sindacato che aveva presentato ricorso, patrocinato dagli Avvocati Bonetti, Delia e Antonellis, per il diniego all’accesso agli atti da cui poter desumere le operazioni della mobilità per l’a.s. 2016/2017, screditando in toto le eccezioni sulla proprietà intellettuale e sul segreto di Stato sollevate dal MIUR per non rilasciare l'algoritmo e ordinando a quest'ultimo di consegnare “copia dei c.d. codici sorgente del software dell’algoritmo di gestione della procedura della mobilità dei docenti per l’a.s. 2016/2017 di cui all’O.M. M.I.U.R n. 241 del 2016 nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla notifica a cura di parte”. 

Nel link di seguito riportato Vi rimettiamo la sentenza.

“Mi ritengo soddisfatto per la vittoria conseguita" - dichiara Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale della Gilda degli Insegnanti - “che rappresenta un inizio positivo per fare chiarezza sull’applicazione errata del CCNI sulla mobilità che ha coinvolto numerosi docenti, che ora richiedono trasparenza sulla reale procedura seguita dal Ministero”.

"La Gilda grazie a questo importante provvedimento" - riportano gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti - "valuterà una campagna anche risarcitoria dinanzi ai Giudici del Lavoro per tutti i docenti lesi da questo algoritmo mal fatto che li ha spostati da una parte all'altra della Repubblica riservandosi anche di presentare un esposto alla Corte dei Conti".

Qualora aveste interesse ad essere informati sulle future azioni intraprese dal nostro studio ai fini dell’avvicinamento all’ambito territoriale e per il risarcimento del danno subito, senza vincolo alcuno alla partecipazione alle stesse, Vi invitiamo a compilare il seguente FORM in tal modo verrete inseriti nella nostra newsletter e ricevere le opportune comunicazioni.

Si specifica che le informazioni ricevute non costituiscono preadesione vincolante ad alcuna azione.

Avv. Santi Delia          Avv. Michele Bonetti

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Corriere della Sera

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Borse di studio e medicina generale: una discriminazione lunga più di 10 anni. Ecco come ottenere il giusto risarcimento.

dirittosanitarioCi sono laureati in Medicina e Chirurgia che a conclusione del loro percorso universitario, per completare la formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti e percepiscono una borsa di studio da quasi 1600 € al mese, esentasse e con copertura assicurativa pagata.

Ci sono, poi, quegli altri laureati in Medicina e Chirurgia che, sempre per completare la loro formazione, scelgono di sottoporsi ad un concorso pubblico preselettivo, frequentano diverse ore di formazione in reparto e di lezioni frontali, sostengono esami, visitano pazienti ma, stavolta, ricevono una borsa di studio di soli 800 € al mese, su cui devono pagare I.R.P.E.F. ed I.R.A.P..

La differenza?

Soltanto una: i primi stanno frequentando un corso di specializzazione medica; gli altri un corso di “formazione specifica” in medicina generale.

Perché?

Perché esistono due differenti parametri per valutare e ripagare il lavoro di giovani medici quando l’unica differenza riguarda il nome del corso e la specializzazione finale che otterranno?

Che cosa rende gli uni degni di ottenere una paga superiore rispetto agli altri che scelgono di diventare “medici di famiglia”?

Forse, sono meno bravi e svolgono meno compiti degli specializzandi? No.

Forse, a differenza dei colleghi, sono liberi di svolgere qualsiasi altra attività lavorativa e il loro corso richiede meno ore di frequenza? Neppure.

Sarà che “ce lo chiede l’Europa”? Neanche.

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Concorsone scuola 2016: il giorno delle ricorrezioni. Ecco come le Commissioni smentiscono se stesse e rivalutano positivamente i nostri ricorrenti.

dirittoscolasticoDa acerbo aspirante docente le cui prove venivano valutate insufficienti tanto in Storia quanto in Filosofia a brillante candidata, proprio grazie all'esito degli scritti, nelle stesse materie. Non è la storia di uno dei tanti aspiranti docenti di ruolo che si sono cimentati negli esami scritti del concorsone e che è riuscito a farcela, ma si tratta di una mera rivalutazione degli stessi compiti ad opera di altra commissione del medesimo Ufficio Scolastico Regionale. Ricorderete, infatti, che a seguito della vittoria dei nostri ricorsi, il T.A.R. aveva ordinato di ricorreggere gli elaborati motivando i giudizi espressi. Il CGA aveva inoltre rigettato l'appello del Ministero. Ebbene da uno scarso 26 in storia si è giunti ad un largo 28,8. Un salto in avanti di oltre 2 punti degno del migliore Carl Lewis. Da un appena risicato 28 in Filosofia si è giunti ad un sontuoso 30,8.

Qualche giorno fa, inoltre, era stata anche la volta della nostra ennesima rivalutazione nell'ambito delle ABILITAZIONI SCIENTIFICHE NAZIONALI dei docenti universitari.

Qui siamo riusciti, in maniera copernicana, a ribaltare il punto di vista della Commessione smentendo il noto criterio dell'importanza dell'apporto dei singoli autori in base alla collocazione (primo o ultimo nome) nelle citazioni e valorizzando l'apporto del lavoro in equipe nell'ambito della ricerca di studi osservazionali.

Da immaturi scientificamente e non ancora pronti ad ottenere l'idoneità a professore di I o II fascia a soggetti pienamente e largamente maturi per ottenere tali titoli.

A 25 anni dalla L.n. 241/90, se possibile, è ancora più forte la necessità di un controllo giurisdizione FORTISSIMO e non DEBOLE sui lavori delle Commissioni di concorso (qualunque esse siano) e sulle loro valutazioni, con al centro il ruolo del Giudice amministrativo.

SSM: il Consiglio di Stato riammette in via definitiva i medici illegittimamente decaduti

dirittosanitarioIl Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata in data 16 febbraio 2017, accoglie l'appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, definitivamente pronunciandosi sulla nota vicenda della decadenza dalle graduatorie del più che discusso concorso degli aspiranti specializzandi del 2014.

  
Nel giudizio si impugnavano i provvedimenti attraverso cui il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non consentiva, ad oltre quindici medici che ricorrevano collettivamente, di iscriversi alla Scuola di specializzazione realmente ambita nonostante il punteggio ottenuto, all’esito degli scorrimenti intervenuti, fosse tale da consentire una utile collocazione nelle graduatorie. 
I ricorrenti, una volta iscritti nella Scuola di specializzazione a loro assegnata apprendevano di aver un punteggio idoneo per l’accesso alla Scuola di specializzazione realmente ambita. La possibilità di iscriversi, tuttavia, veniva loro preclusa in quanto già iscritti ad altra Scuola di specializzazione, cui erano stati obbligati a pena della decadenza dalla graduatoria.
I difensori dei medici del ricorso collettivo avallato dall’organizzazione di categoria della CGIL ritenevano illegittimo, difatti, il bando pubblicato con un formale decreto ministeriale nella parte in cui prevedeva che se il candidato era in posizione utile su graduatorie di più scuole doveva optare per una sola graduatoria decadendo da tutte le altre, in cui nel frattempo avrebbe potuto essere collocato in posizione utile grazie agli scorrimenti.  
Il bando era ritenuto dunque illegittimo nella parte in cui la lex specialis precludeva agli specializzandi di avvalersi di scorrimenti successivi e di potersi collocare nella graduatoria di “prima” opzione.    

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