News

Abbiamo aperto le porte del più grande Ateneo d'Europa. Cade il numero chiuso a Psicologia a Roma La Sapienza.

dirittoallostudioROMA – Università: il Tar ha sospeso il test di psicologia alla Sapienza di Roma. Il nuovo test di psicologia alla Sapienza è stato sospeso con un provvedimento del Tar del Lazio. Lo rende noto l’Unione degli Universitari. “In seguito alla decisione unanime del Senato Accademico di fissare per il 5 ottobre il nuovo test, ci siamo adoperati, in solitudine ma col sostegno degli studenti, per ottenere quanto chiesto dai partecipanti al test di cui era stata annullata la graduatoria. Ancora una volta – afferma l’associazione studentesca – abbiamo avuto ragione a non arrenderci di fronte al sistema ingiusto e fallace del numero chiuso, mentre le altre rappresentanze studentesche votavano l’istituzione del numero chiuso e la ripetizione del test. A rimetterci non saranno gli studenti! Il nuovo test infatti, con provvedimento del Tar Lazio, è sospeso”.

Nell’udienza di discussione davanti al Tar il prossimo 18 ottobre i giudici dovranno decidere anche sulla richiesta dei ricorrenti a riconoscere come libero e a numero aperto l’accesso al primo anno del corso di laurea in Psicologia Clinica, Psicologia della Comunicazione e del Marketing, Psicologia applicata ai contesti della salute, del lavoro e giuridico-forense, Neuroscienze cognitive e Riabilitazione psicologica, Psicologia dello sviluppo tipico ed atipico e psicopatologia dinamica e dello sviluppo.

Il presidente della III sezione del Tar del Lazio, vista la richiesta di misure cautelari urgenti proposta con il ricorso, e “considerato che la prima camera di consiglio, utile per la decisione collegiale, sarebbe successiva alla data fissata per la sessione di esami” – si legge nel decreto – ha ritenuto che sussistono i presupposti per la sospensione del test di ammissione. “Con questo primo accoglimento si riaprono le porte dell’Ateneo più grande d’Europa a tutti gli studenti – commenta l’avvocato dell’Udu Michele Bonetti, che ha patrocinato il ricorso con il collega Santi Delia – Ora si riveda tutto il sistema del numero chiuso insieme agli studenti”.

Vai alla rassegna stampa

Repubblica

Messaggero

Il Mattino

Il Sole 24 ore

Corriere della Sera

Ansa

 

 

VITTORIA PER GLI I.T.P.: IL T.A.R. LAZIO ACCOGLIE I RICORSI.

dirittoscolasticoCon plurime ordinanze per centinaia di persone il T.A.R. del Lazio accoglie i ricorsi patrocinati dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti  rappresentanti degli aderenti alle associazioni MIDA e ADIDA. “Trattasi del caso dei cosiddetti ricorrenti I.T.P.” - a parlare sono gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia - “che lo studio segue da tempo. Il T.A.R. ha accolto il nostro ricorso invitando gli Uffici a inserire i nostri ricorrenti nelle graduatorie di II fascia. Tutti gli Uffici Scolastici sono stati fortemente invitati a conformarsi alle pronunce del T.A.R. previa valutazione caso per caso di ogni singolo ricorrente. Si chiude il cerchio su una campagna in cui abbiamo sempre creduto”.

Per Valeria Bruccola dell’ADIDA “Trattasi di una campagna in cui la nostra associazione ha creduto per prima per questa categoria di insegnanti che non hanno mai potuto stabilizzarsi e abilitarsi. Proseguiremo nell’impugnazione del d.m. 400/2017 per farli entrare anche nelle GAE”.

Di seguito il link per aderire alle nostre azioni pendenti

Per visualizzare i provvedimenti visitate questi link:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mday/nty1/~edisp/qbzikaonvssrlinmcptzht6cqq.html

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mday/nty1/~edisp/lofllri6cepeekand63zn6rtdq.html

AFAM: il titolo è abilitante. La conferma collegiale del T.A.R. Lazio

dirittoscolasticoIl T.A.R. del Lazio riunitosi in data 13 settembre 2017 ha confermato le ragioni dei ricorrenti in possesso di diploma A.F.A.M., vecchio ordinamento, rappresentati e difesi in giudizio dagli Avv.ti Michele Bonetti, Santi Delia e Ciro Santonicola, che hanno patrocinato un ricorso di oltre cento ricorrenti appartenenti ai sindacati FLC CIGL Lazio, GILDA Nazionale e alle associazioni Adida, Mida e La Voce dei Giusti.
“Il T.A.R. del Lazio ha confermato il decreto monocratico”. A parlare è l’Avvocato Michele Bonetti- “Pur se si tratta di una conferma collegiale sull’urgenza, trattasi di un importantissimoprovvedimento collettivo ottenuto per la prima volta dinanzi alla Magistratura Amministrativa e che consentirà ai nostri ricorrenti di inserirsi in II fascia e poter lavorare; tramite questa ordinanza si può aprire un effetto generale per tutti i ricorrenti A.F.A.M. , ovvero migliaia e migliaia di insegnanti con un titolo accademico universitario di II livello da anni inseriti nel circuito della scuola. Solo per il tramite del Giudice Amministrativo possono evitarsi provvedimenti diversi da Tribunale a Tribunale e con questa campagna riusciremo a garantire un’omogeneità a tutti i ricorrenti, anche non nostri”.
Il T.A.R. del Lazio ha comunque rinviato la causa alla Camera di Consiglio del 12 Dicembre 2017; nelle more i legali hanno riaperto le adesioni per il tramite di un ricorso straordinario che impugni il decreto ministeriale sulle G.A.E. e sulle G.I. i cui termini scadono il 20 settembre 2017 di seguito il link per aderire

Tribunale delle Imprese: Polaretti vs "Pinguini del Madagascar". La decisione in tema di concorrenza sleale e licensing internazionale.

polaretti La Sezione specializzata in Materia di Impresa del Tribunale etneo ha accolto il ricorso proposto da Dolfin assistita nella procedura dall’Avvocato Santi Delia disponendo l’immediato ritiro del prodotto Birulì Ice della società competitor Wal-cor.

Dolfin, come è noto, è “leader sul mercato nazionale ed internazionale per la produzione di ghiaccioli con succo di frutta”, distribuiti col nome “Polaretti” e caratterizzati da un packaging con protagonisti dei pinguini.

La Società lombarda Walcor aveva immesso sul mercato un prodotto estivo che rievocava i più noti Polaretti, sia per formato e contenuto, sia per packaging, accostandogli il brand dei Pinguini del Madagascar di cui era licenziataria. Polaretti, con lo Studio Legale dell’Avvocato Santi Delia, ha agito in giudizio sostenendone l’imitazione servile e la concorrenza sleale.

Il Tribunale ha valutato la condotta della Wal-cor come idonea a integrare i presupposti della concorrenza sleale per imitazione servile, appropriazione di pregi e imitazione parassitaria di cui agli artt. 2598 n. 1, 2 e 3 c.c.

Per il Tribunale “non può sussistere dubbio alcuno in ordine alla assoluta imitazione servile da parte della resistente del prodotto della ricorrente”, a nulla rilevando la circostanza dedotta dalla controparte, per cui sul mercato vi siano comunque altri ghiaccioli senza stecco da gelare o l’essere licenziataria de “I Pinguini del Madagascar”, emergendo chiaramente dall’esamina di ulteriori elementi, una consapevole condotta imitativa, detta del “look-alike”, realizzata con modalità suscettibili di arrecare una significativa confusione al consumatore medio che acquista sulla base di un esame rapido e sintetico dell’aspetto d’insieme del prodotto e di certo non si sofferma sui dettagli (Trib. Torino 02/12/2009). Dunque la valutazione del rischio di tale confusione, da effettuarsi attraverso il confronto tra il packaging dei due prodotti, afferma l’ordinanza richiamando per altro una decisione del Tribunale di Milano del 2004, “non può essere condotta in base all’analisi ed al confronto dei singoli elementi di ciascuno di essi, rilevando invece la “specifica combinazione di tali elementi attraverso, dunque, una considerazione “complessiva”.

Walcor è stata condannata a ritirare dal commercio tutte le confezioni di Birulì Ice già immesse sul mercato e le è stato inibito di proseguire nella relativa commercializzazione giacchè “i Birulì Ice risultano realizzati imitando i Polaretti Fruit di cui riprendono la complessiva composizione della confezione - con particolare riferimento alla collocazione dei singoli componenti, alle immagini, ai colori e alle scritte - secondo una modalità idonea a creare un rischio di confusione tra i prodotti (Trib. Torino 28.3.2017; Trib. Milano 22.4.2016)”.

Vai alla rassegna stampa

Su Top Legal la nostra difesa dei Polaretti dall'attacco di Walcor e dei "Pinguini del Madagascar" in tema di concorrenza sleale e parassitaria e licensing internazionale.

Repubblica.it

Milano Finanze

La Sicilia

Giornale di Sicilia

Ansa.it

 

Consiglio di Stato: sospesa l'Ordinanza Ministeriale sulla mobilità docenti. Illegittimo il mancato computo degli anni in paritaria.

dirittoscolasticoIl Consiglio di Stato ha sospeso l'ordinanza Ministeriale sulla mobilità dei docenti, accogliendo l'appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, nella parte in cui non riconosce il punteggio maturato nelle scuole paritarie.

Del tema della mobilità docenti, invero, come avrete letto da ormai un anno, si è per lo più occupato il Giudice del Lavoro. Sono stati i Tribunali di tutta Italia, infatti, a pronunciarsi, per lo più, sulla vicenda dell'algoritmo e su quella degli anni di servizio presso le scuole paritarie.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ad eccezione del caso algoritmo, grazie al quale al fianco della Gilda, gli stessi Avvocati Bonetti e Delia riuscirono a far svelare il meccanismo di assegnazione delle sedi ad oltre centomila docenti, si è sempre dichiarato privo di giurisdizione sul tema della mobilità.

In sede di appello, tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribaltato la posizione del T.A.R. ritenendosi competente (o meglio in possesso della giurisdizione) per decidere anche sulle questioni della mobilità dei docenti. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, risulta impugnato un atto di macro-organizzazione ad efficacia generale e applicabile nell’intero territorio nazionale in base al quale sono gestiti i trasferimenti dei docenti, mentre i singoli trasferimenti, avvenuti nell’ambito di un piano generale per la più corretta e razionale copertura di tutti i posti tuttora vacanti nell’organico delle varie istituzioni scolastiche, si pongono quali meri atti attuativi dell’impugnata ordinanza ministeriale, con conseguente configurabilità di correlative situazioni di interesse legittimo devolute alla cognizione del giudice amministrativo".

I primi casi ad essere trattati, dunque, riguardarono proprio la vicenda scaturente dalla nostra vittoria al T.A.R. Lazio sull'algoritmo a seguito della quale il Consiglio di Stato, una volta affermata la propria giurisdizione, concesse dei provvedimenti cautelari "per asseriti vizi inficianti il criterio (ovvero il ‘meccanismo’ o ‘algoritmo’)". Stavolta, invece, la questione ha riguardato il più complesso ambito del punteggio in paritaria.

A differenza dei numerosi precedenti ottenuti anche dagi Avvocati Delia e Bonetti innanzi al Giudice del Lavoro, dunque, questa decisione mira ad incidere a livello nazionale sulle Ordinanze Ministeriali di mobilità 2016 e 2017. Il Giudice amministrativo, difatti, è l'unico che può annullare gli atti ministeriali con effetto erga omnes mentre il Giudice del Lavoro può solo disapplicarli per il singolo docente.

Ecco perchè questa prima decisione è unica nel panorama e può coinvolgere tutti i docenti.

Secondo l'orientamento dei giudici della Sesta Sezione già reso su questioni giuridicamente analoghe, infatti, "la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425). L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

Il nostro obiettivo” commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, è quello di ottenere provvedimenti per una platea più ampia di soggetti possibili a prescindere dalla loro qualità di ricorrenti. Il sistema scuola non può continuare ad essere governato da provvedimenti episodici o singoli ed è ora che il MIUR prenda atto in via generale ed erga omnes di provvedimenti di respiro generale. Ciò è già accaduto con il riconoscimento del valore abilitante del diploma magistrale che in sede giudiziale è stato ottenuto dai nostri 220 ricorrenti e poi esteso a 1 milione di docenti oggi in II fascia GI e, da ultimo, è toccato agli AFAM. Ci auguriamo che ora anche grazie questi provvedimenti possa essere rivisto il sistema di mobilità”.

 

Cerca in news

Ultime News



Weblog