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Il TAR del Lazio accoglie le richieste dei ricercatori dell'ANPRI contro lo Statuto dell'ENEA: fissata l'udienza di merito

dirittoamministrativoCon il ricorso spiegato davanti l’On.le TAR del Lazio l’associazione ANPRI (Associazione nazionale professionale per la ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori dipendenti dell’Ente Pubblico ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), assistiti dallo studio legale Bonetti & Delia, hanno chiesto l’annullamento, previa sospensiva, dello Statuto dello stesso ENEA pubblicato in data 8 marzo 2017.

Tramite il neonato statuto, approvato per dare esecuzione al decreto legislativo n. 218/2016 di riordino della normativa vigente in tema di Enti pubblici di ricerca, difatti, l’ENEA ha negato il diritto dei ricercatori e tecnologi interni ad avere un proprio rappresentante di natura elettiva all’interno del Consiglio di Amministrazione, diritto espressamente sancito dall’art. 2 del citato decreto 218.

Stanti le palesi illegittimità scaturenti da siffatto statuto, nonché l’impatto dell’Agenzia sul territorio nazionale nell’ambito della ricerca, delle nuove tecnologie e delle risorse sostenibili, si è adito il TAR Lazio per veder finalmente riconosciuto il giusto diritto dei dipendenti dell’ente ad incidere, seppur indirettamente, sulle politiche e sulle decisioni organizzative della struttura.

In data 14.06.2017 il Tribunale Amministrativo si è pronunciato sulla fase cautelare della procedura incardinata accogliendo le richieste formulate dallo studio legale in riferimento ad una sollecita fissazione dell’udienza di merito.

Il TAR Lazio quindi palesa un indirizzo favorevole nei confronti dei ricorrenti, manifesta la piena disponibilità ad attenzionare la situazione patita dai ricercatori e tecnologi dell’ENEA ed apre un importante varco nella situazione di illegittimità perpetratasi sino ad oggi.

Quello odierno si configura come un importante risultato nella battaglia patrocinata dall’ANPRI e volta alla concreta tutela dei diritti dei ricercatori italiani ed al raggiungimento della graduale autarchia degli enti pubblici nazionali.

Lo Studio Legale Bonetti&Delia è al fianco dell’ANPRI nonché dei tanti ricercatori dell’ENEA nel contenzioso instaurato, ed ha accolto il provvedimento emesso:‘’il T.A.R. del Lazio ha accolto il nostro ricorso – a parlare è l’avv. Michele Bonetti – ai fini della sollecita definizione nel merito della vicenda’’.

I ricercatori, mediante la presenza di un loro rappresentante elettivo nei consigli di amministrazione, vogliono tutelare l’autodichia e la loro indipendenza.

Conclude l’avv. Bonetti: ‘’il T.A.R. ha ritenuto fondato il nostro ricorso, basato sul rispetto dei principi e valori costituzionali espressi dagli artt. 9 e 33 Cost.’’.

#CONCORSONE 2016: OLTRE 500 RICORRENTI AMMESSI ALLE PROVE HANNO OTTENUTO LA CONFERMA DEL PROPRIO DECRETO

dirittoscolasticoCon ordinanza pubblicata il 19 giugno 2017, il T.A.R. del Lazio ha confermato il decreto cautelare che ammetteva alle prove oltre 500 ricorrenti, ammessi regolarmente al TFA sostegno e che per disguidi universitari, non avevano potuto ottenere il titolo prima della prova concorsuale.

Trattasi di un importante successo per determinate categorie, sulle quali abbiamo puntato sin dall’inizio della campagna sul concorsone” a parlare è l’Avv. Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso insieme al collega, l'Avv. Santi Delia.

Trattandosi di tirocini non annuali, se i ricorrenti non avessero potuto partecipare al concorso del 2016, avrebbero perso la chance di stabilizzarsi. Ora, molti di loro, grazie al ricorso sostenuto dall’Adida, potranno uscire dalla situazione di precarietà”.  

Per visualizzare il provvedimento favorevole cliccare qui

Dottorato e abilitazione: il TAR ordina al MIUR chiarimenti sul valore abilitante del dottorato di ricerca.

dottoratoCon la recente ordinanza n. 3186/2017 il TAR del Lazio si è espresso facendo tornare di attualità il tema dell’equipollenza tra il titolo di dottore di ricerca e l’abilitazione all’insegnamento scolastico. Un tema, sopito per anni, che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno portato all’attenzione nazionale con una serie di contenziosi volti a ridare forza ad un nuovo dibattito prima ancora che giudiziario politico e di riforma sul valore del più alto titolo di istruzione europeo.

Sin dall’istituzione del T.F.A. nel 2010 poi attivato nel 2012, infatti, si evidenziò, con il conforto del parere del Consiglio di Stato, l’illegittimità di una scelta volta a mettere sullo stesso piano un neolaureato ed un dottore di ricerca: entrambi devono fare 3 prove per accedere al percorso abilitante e ciò non è tollerabile.

La problematica - così come rilevato anche dall’On.le T.A.R. -, è di particolare importanza e infatti, nonostante la copiosa documentazione prodotta e portata a supporto delle nostre tesi, il Collegio ha ritenuto necessario che il Ministero produca “una relazione che fornisca adeguati chiarimenti in ordine a quanto specificamente asserito nel ricorso, con particolare riferimento alle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione ad escludere i ricorrenti dal corso di specializzazione, tenuto conto del fatto che i ricorrenti, in possesso di “dottorato di ricerca”, assumono che tale titolo sia equipollente alla abilitazione all’insegnamento in virtù di quanto previsto dal d.P.R. 19/2016”.

La pronuncia, che rappresenta un’unica apertura del T.A.R. che ha rigettato le richieste di ammissione al T.F.A. sostegno di tutte le altre categorie di insegnanti esclusi perché non abilitati (dagli ITP, agli abilitati in altre classi di concorso, sino agli abilitandi in scienze della formazione primaria) segue le indicazioni del Consiglio di Stato che, per primo, accogliendo l’appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, nell’ambito del concorso a cattedra 2016 aveva ammesso i dottorati a parteciparvi così scrivendo: "considerato che la questione relativa all’equiparazione tra dottorato di ricerca e abilitazione ai fini per cui è causa appare oggettivamente controvertibile o perlomeno non manifestamente infondata" ... "che dunque, previa verifica sull’esattezza di quanto dichiarato dalle parti appellanti circa il possesso del titolo di dottore di ricerca (possesso peraltro non contestato dall’appellata), l’appello cautelare va accolto e per l’effetto va disposta l’ammissione con riserva degli appellanti a prove suppletive, da predisporre e da svolgere nel più breve tempo possibile".

Il dottorato di ricerca, come è noto, è il più alto titolo di studio conseguibile in Italia come nel resto d’Europa e le azioni attualmente in corso, più che ottenere il singolo ed episodico risultato per il singolo docente, mirano a riattivare un nuovo confronto politico istituzionale che, in un’ottica di riforma del sistema, valorizzi le competenze acquisite dai dottorati non escludendoli ma anzi enfatizzando le loro caratteristiche nell’ambito dell’insegnamento scolastico. Si tratta, dunque, di un’ampia strategia che, necessariamente, deve partire dal contenzioso per giungere ad un auspicato riconoscimento istituzionale del titolo. In tal senso sono in corso petizioni e istanze anche a livello europeo su cui si attendono importanti pronunciamenti.

Sul TFA sostegno, peraltro, proprio all’esito dell’accoglimento di un ricorso innanzi al Comitato sociale europeo si è messo a nudo la criticità del sistema italiano di abilitazione e formazione post lauream.

Per aderire alle azioni in corso (SCADENZA 24 GIUGNO e 8 LUGLIO) clicca qui

Dottorato di Ricerca: Ammissione in GAE ed in II fascia GI

19251158 10210801153519621 366004319 nGli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l'incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell'insegnamento scolastico.

Invero, per primi, hanno già portato avanti questa battaglia al fianco dell'ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani - e per primi sul concorsone 2016 hanno ottenuto una pronuncia di equipollenza ai fini della partecipazione al concorso.

Il ricorso mira ad ottenere il riconoscimento, di fatto, dell'abilitazione per una classe di concorso della vostra laurea. I ricorrenti, quindi, devono avere accesso con la propria laurea ad almeno una classe di concorso (si rammenta che all'atto dell'eventuale adesione si dovrà indicare una sola CDC per cui si vuol ricorrere).

Per chi non è ancora iscritto in III fascia deve provvedere a farlo usando le indicazioni del D.M. 1 giugno 2017.

Oltre a tale domanda per la 3 fascia ne dovrà fare un'alrta per l'ammissione in II ai fini della partecipazione al presente ricorso.

Chi ha già agito con altri ricorsi per l'accesso alla II fascia GI non ancora conclusisi con il nostro studio, può agire anche con tale azione (al fine di evitare le eccezioni che possono proporsi sugli altri D.M. in precedenza impugnati quali fonti non utili a nuovi ingressi) al costo di € 50.

I ricorsi possibili saranno:

- Uno per l'inserimento nelle graduatorie aggiuntive di seconda fascia, impugnando il bando di aggiornamento delle graduatorie (DM 1 GIUGNO 2017, n. 374) per la finestra semestrale di giugno 2017;

- Uno per l’ammissione in GAE avverso il D.M. 400/17.

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Tfa sostegno: salta la soglia di 21 punti. Tar Lazio ordina di rivedere la soglia stante la diversa difficoltà dei test.

dirittoscolasticoIl Presidente del Tar Lazio, per la prima volta sulla materia dell'accesso ai corsi di specializzazione sul sostegno, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ordinando all'Amministrazione 'di valutare responsabilmente, in tempi brevi, l’opportunità di disporre o meno lo scorrimento delle graduatorie di merito formate dai singoli Atenei, fino a raggiungere un numero di ammessi almeno pari alla quantità di posti disponibili, anche al fine di contenere i costi di eventuali prove suppletive, da effettuare in esito ai ricorsi giurisdizionali proposti, ove ritenuti meritevoli di accoglimento'.
Gli Avvocati Bonetti eDelia, al fianco di Adida e Lvg, plaudono ad un provvedimento equilibrato e auspicano un intervento responsabile di Miur e Atenei: "e' l'ora di dire basta a test, crocette e soglie. Pensare che un insegnate abilitata da 10 anni non possa frequentare un corso di specializzazione sul sostegno che l'aiuta a gestire in classe i suoi alunni con più difficoltà nell'apprendimento perché ottiene un voto ad un test sotto i 21/30 e' barbaro e immorale e mette a nudo la fallacia dell'intero sistema. Se non supera la prima delle prove preselettive una docente che Miur e ateneo hanno formato abilitato e messo in ruolo e' la politica che deve farsi domande dandosi serie risposte".

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