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Medicina generale 2017: il Ministero sbaglia una domanda. Ecco cosa succederà.

dirittosanitarioIl quesito è il seguente: "Quale fra i seguenti antibiotici non è consigliato nel trattamento della malattia di Lyme:

a) cefalexina;

b) doxicillina;

c) amoxicillina;

d) eritromicina;

e) cefuroxima.

La risposta esatta indicata dalla Commissione ministeriale è la cefalexina.

Tuttavia, la formulazione della domanda in senso negativo rende possibile anche un'altra opzione di risposta, ossia la b): doxicillina.

La ragione è evidente e non necessita di particolari approfondimenti o accertamenti scientifici poiché, semplicemente, la doxicillina non esiste quindi, ovviamente, non può essere consigliata per il trattamento della malattia di Lyme.

Al riguardo è sufficiente digitare doxicillina sul noto motore di ricerca "google" per non trovare alcun risultato, anzi, più precisamente, il noto motore di ricerca provvede immediatamente ad effettuare la correzione automatica in doxiciclina. Quest'ultimo, e non la doxicillina, è un antibiotico utilizzato anche per curare la malattia di Lyme.

L'errore commesso dai compilatori o da chi ha stampato il test rende, evidentemente, illegittima la somministrazione del quesito e, per quanto qui interessa, l'esclusione di tutti i soggetti che a tale domanda NON hanno risposto esattamente e sono fuori solo per il criterio dell'ex aequo, di un punto o massimo 2.

Per questo abbiamo predisposto ricorsi INDIVIDUALI, accanto a quelli collettivi già partiti, per tutelare tali specifiche posizioni.

In Sicilia il ricorso scade il prossimo 22/1 mentre in alcune Regioni v'è più tempo per agire.

Per info scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Specializzazioni mediche: accolto il ricorso per gli abilitandi nella sessione di febbraio 2018

dirittosanitarioIl T.A.R. Lazio, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha sospeso il bando per l'ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l'abilitazione. 

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l'Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l'esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l'abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

"Il giudizio", di cui il TAR tornerà ad occuparsi nel mese di febbraio 2018, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, "non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l'ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all'espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati".

Per gli abilitati non ammessi sono invece, in corso, le procedure di adesione alle azioni volte all'ammissione in virtù di specifici e ulteriori vizi (PER ADERIRE A TALI AZIONI CLICCA QUI ENTRO IL 15/1/2018).

 

CONCORSO 2012 INFANZIA: USR SICILIA OTTEMPERA A DECISIONI CONSIGLIO DI STATO. DOCENTI TRASFERITI IN SICILIA

Screenshot 2018 01 09 11.58.07Con diversi distinti provvedimenti arrivati tra settembre 2017 e gennaio 2018 l''USR Sicilia ha ottemperato alle decisioni del Consiglio di Stato. I nostri ricorrenti sono tornati in Sicilia con effetto immediato. Accanto il provvedimento.

Com'è noto, sebbene il Testo Unico in materia di istruzione (d.lgs. n. 297 del 1994, art. 400, comma 1) abbia previsto la cadenza triennale dei concorsi per l'assunzione nel settore scuola, quello del 2012 è stato il primo concorso dopo 13 anni di silenzio.

In quell'anno, nello specifico, il bando prevedeva che sarebbero stati coperti 11.542 posti a cattedre di personale docente, attraverso l'approvazione di una graduatoria di merito con l'elenco di tutti i candidati che avessero superato la prova orale.

In realtà, un numero ingente di vincitori di quel famoso concorso rimasero senza lavoro, sebbene non tutti i posti vacanti fossero stati ricoperti: l'unico spiraglio di speranza, quindi, avrebbe dovuto essere quello dettato dalla L.n. 107/2015 che, grazie al piano straordinario di assunzioni, avrebbe potuto porre rimedio ad una tale condizione.

Ebbene, nonostante il comma 96 della L. n. 107/2015 individuasse tra i vincitori e gli idonei del concorso 2012, quali legittimi partecipanti al piano di assunzioni straordinario, in concreto, tuttavia, nessuno dei vincitori o degli idonei di tale graduatoria di merito del concorso infanzia 2012 ha ricevuto alcuna proposta di assunzione, semplicemente perché i posti resi disponibili da tale piano straordinario di assunzioni per la scuola dell'infanzia sono stati pari a zero. Idonei e vincitori (una trentina e solo per la Regione Sicilia) delle graduatorie di merito infanzia, dunque, furono gli unici aventi diritto del concorso 2012 a non essere assunti con il piano straordinario de "La Buona scuola".

Nel mese di febbraio 2016, frattanto, veniva bandito il nuovo concorso a cattedra e, con esso, l'annunciata cancellazione delle graduatorie di merito vigenti.

Il Legislatore, comprendendo l'illegittima scelta sinora perseguita nei confronti dei vincitori di tale concorso pubblico, intervenne nel mese successivo e, con il D.L. 29 marzo 2016, n. 42 convertito in Legge 26 maggio 2016, n. 89 fece salve le graduatorie del concorso 2012 escludendovi solo i soggetti presenti nelle graduatoria di merito non a pieno titolo e rimandando ad un successivo D.M. i provvedimenti attuativi. Vincitori e idonei, tuttavia, vennero per lo più assunti fuori dalla Regione ove avevano concorso. Una trentina di vincitori siciliani, ad esempio, vennero assunti in Toscana e Veneto. Gli idonei siciliani e campani tra Lazio, Toscana, Emilia, Lombardia e Veneto.

Ma vi è anche stato chi è stato categoricamente escluso dalle assunzioni.

Alla procedura di assunzione, infatti, una docente assistita dallo Studio Legale Delia & Bonetti ha appreso di non poter far parte giacché, il MINISTERO ritenne di introdurre tra i requisiti per potervi partecipare anche il fatto di non aver, frattanto, ottenuto il ruolo in altra C.D.C.

Secondo gli Avvocati Delia e Bonetti tale clausola è illegittima giacchè impedire ad una docente di aspirare ad una migliore collocazione lavorativa per la sola circostanza di aver ottenuto un ruolo in un'altra classe di concorso, vanificando così la propria posizione in una graduatoria di merito che aveva faticosamente conquistato all'esito di un concorso pubblico e per di più senza neanche essere preavvertita circa gli effetti di aver accettato il ruolo in altra classe di concorso, vuol dire calpestare i più elementari principi di uno Stato di diritto.

Il T.A.R. Lazio, tuttavia, aveva ritenuto legittima e conforme a diritto la scelta dell'Amministrazione ritenendo che"malgrado tale preclusione non sia prevista nella legge", la scelta dell'amministrazione secondo cui "dal Piano di assunzione per la Scuola dell'infanzia dovessero essere esclusi coloro che "risultino già assunti a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato indipendentemente dalla classe di concorso, dal tipo posto e dal grado di istruzione per i quali sono assunti" e, quindi, anche coloro che fossero stati assunti a tempo indeterminato per effetto del precedente Piano di assunzione di cui alla legge n.107/2015", è immune da "eccesso di potere".

Il Consiglio di Stato, con ordinanza collegiale del 26 settembre 2017, in riforma di tale sentenza del T.A.R., ha sospeso in parte qua il provvedimento impugnato ordinando l'inserimento della docente nelle procedure di reclutamento per la Regione Sicilia che si celebreranno nel mese di settembre affermando che risulta "sufficientemente comprovato il requisito del fumus boni iuris alla luce del fatto che, per un verso, l'avere parte ricorrente conseguito la formalizzazione di un rapporto lavorativo a tempo indeterminato, per effetto di una precedente procedura straordinaria di reclutamento, non appare fungere da ostacolo al conseguimento, da parte sua, di un risultato lavorativo più soddisfacente grazie all'avvenuta, positiva partecipazione ad una nuova e successiva procedura di reclutamento (senza tra l'altro ignorare che il posto attualmente ricoperto da parte ricorrente e che conseguentemente verrebbe lasciato libero ben potrà essere utilmente ricoperto dall'Amministrazione mediante, ad esempio, scorrimento di graduatoria) e che pertanto l'accoglimento della domanda di parte ricorrente risulta rispondere sostanzialmente ad una criterio di obiettiva ragionevolezza; ritenuto altresì sufficientemente comprovato anche il requisito del periculum, tenuto conto dell'attuale periodo dell'anno in corso e delle concomitanti procedure di programmazione in atto per la copertura di posti, trascorso il quale il pregiudizio delineato da parte ricorrente può solo che aggravarsi fini della liquidazione delle spese legali a carico dell'Amministrazione resistente".

Si tratta del terzo provvedimento positivo su GMINFANZIA che segue i primi ottenuti a luglio e settembre 2017.

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#l8lotto. In piazza alle ore 14. Il senso di una rivendicazione.

dirittoscolasticoVi aspettiamo dalle 14 al MIUR per tutelare i Vostri diritti.

Alla fine di queste riflessioni trovate il comunicato ufficiale MIUR del 5 gennaio 2018 sui diplomati magistrale.

Ho molto rispetto delle opinioni altrui ma quello che dal giorno della Plenaria circola su web e social è, francamente, largamente imbarazzante e continua a non fare il bene della categoria.
Chiunque, dal primo all'ultimo dei ricorrenti, annuncia in pompa magna l'adesione a questo o quel ricorso giacchè con questo slancio si riuscirà a "revocare" la Plenaria.  Revochiamola, eliminiamola, cancelliamola, impugnamola; facciamo finta che non è successo nulla.

Si, anche su questo, credo che esista un qualche invito di qualche capo popolo tra i ricorrenti che mi ha scritto di essere felice di essere difeso da noi ma solo se, e pure subito, avremmo agito per la revocazione di questa decisione.

Abbiamo provato a spiegare, a chi ha voglia di ascoltare ed affidarsi, le ragioni (evidentemente non condivisibili) della decisione.

Molti, invero, moltissimi dei nostri ricorrenti lo fanno. Ascoltano. Insegnano a bambini alle elementari ed all'infanzia e sono abituati ad ascoltare parlando ai genitori delle cose che sanno. Delle reazioni dei loro discenti in classe e dei loro dubbi. Altri no. Si vestono da giuristi con una bella toga blu rilasciata da Facebook e propongono soluzioni giuridiche. Imbarazzanti, francamente, imbarazzanti.
La delusione per una decisione negativa non può lasciare il campo a tutto questo. Ne risulterebbe pregiudicato un percorso partito con il nostro ricorso straordinario del 2011, concluso nel 2014 con l'ammissione erga omnes di tutti i diplomati magistrale in seconda fascia e giunto sino all'equiparazione dei punteggi tra il diploma magistrale e SFP nelle G.I. Un parere arrivato appena 20 giorni prima dell'esito della Plenaria.

In mezzo migliaia di ammissioni in G.A.E. a partire dallo storico gruppo dei 3.000 che, per primi, hanno ottenuto su un ricorso collettivo l'ammissione: era il marzo del 2015 e le storiche ottemperanze del secondo semestre del 2015 che portano al Commissariamento del MIUR sul conferimento degli incarichi con riserva. E' grazie a quei provvedimenti che in migliaia avete ottenuto incarichi a tempo indeterminato e ruoli. E' grazie anche a quelle ottemperanze che, oggi, nonostante la Plenaria, il MIUR si "preoccupa" della "concreta gestione delle graduatorie e dei rapporti di lavoro che nel frattempo si sono instaurati con le e i docenti già inseriti (seppure con riserva) nelle GAE (Graduatorie ad esaurimento)". Questo si legge nel comunicato che trovate in fondo all'articolo.
Il percorso che oggi infiamma la rivendicazione e che l'8 gennaio culminerà in una grande manifestazione, parte proprio da li: da quelle ottemperanze che costrinsero il MIUR commissariato a dare incarichi anche a chi era con riserva. Ad essi, scriveva la Sesta Sezione del Consiglio di Stato presieduta dal Presidente Baccarini, vanno conferiti gli incarichi giacchè "l’ordinanza n. 1089/2015, in quanto ha disposto l’inserimento dei ricorrenti nelle GAE, costituisce per i medesimi titolo per stipulare contratti a tempo determinato e indeterminato anche prima della definizione nel merito del procedimento: infatti, mentre nelle procedure selettive in senso proprio (concorsi, gare e quant’altro) è possibile distinguere tra la partecipazione ad attività procedimentali, su cui opera il provvedimento cautelare, e l’utilità finale, il cui conseguimento è subordinato alla favorevole pronuncia di merito, nelle GAE l’inserimento in graduatoria attribuisce di per sè la facoltà di stipulare contratti a tempo determinato o indeterminato, secondo la disponibilità di cattedre e la posizione in graduatoria".
Ecco perchè oggi, con il comunicato del 5 gennaio, il MIUR ha chiesto all'Avvocatura. Si prende tempo in attesa che i singoli giudizi arrivino a naturale conclusione pur sapendo, anzi scrivendolo, quale sarà tale esito.
"In attesa dei nuovi giudizi di merito, che si uniformeranno necessariamente alla decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, il Ministero, per poter ottemperare correttamente alla sentenza, ha innanzitutto analizzato tutte le situazioni giuridiche e di fatto esistenti e consolidate".

Il MIUR sà già come decideranno gli altri Giudici non pensando neanche all'ipotesi di un diverso esito.
Se questa è la posizione della politica è chiaro che poco o nulla verrà ottenuto.

Ma non per questo è legittimo fermare la lotta, civile e giuridica, per una decisione ritenuta ingiusta e contra legem. A questo serve la manifestazione dell'8 gennaio.

Andiamo ora al piano giuridico.
Non per questo, al contrario, è utile mettere in campo la strategia volta a provare ogni strada (giuridica si intende) pensando che con la quantità degli strumenti alla fine qualcosa venga fuori.
Ogni provvedimento è astrattamente impugnabile, revocabile, modificabile. Pochi lo sono in maniera seria e con vere chanches di successo.
Tutti (invero solo le parti di quel giudizio), quindi, possono chiedere la revocazione della decisione dell'Adunanza Plenaria ma che non si pensi che una nuova sconfitti non cambi la situazione se non aggravandola ulteriormente.
Tutti (come prima...invero solo le parti di quel giudizio), ancora, possono ricorrere in Cassazione ed anche in tal caso serve la consapevolezza dei limiti giuridici sulla base dei quali tale strumento porta all'annullamento della decisione.
Se vi è questa consapevolezza ed è questo che si vuole andate pure. Non è mai stata questa la nostra strategia giuridica.
Associazioni, sindacati, ricorrenti facciano il loro: rivendichino, in piazza, civilmente, il loro diritto alle GAE ed il valore abilitante del titolo utile, per ciò solo, a tale ingresso. Lo facciano con tale forza e convinzione da convincere la politica che ha il compito di fare leggi giuste.

In conclusione di questa riflessione, per essere chiari come spesso mi chiedete, quindi, nessuno dei singoli ricorrenti (che non siano quelli nominativamente indicati nelle due decisioni della Plenaria) deve, al momento, per tutelare la propria posizione fare altro rispetto a quanto già fatto. Il form che vi abbiamo invitato a compilare è un censimento volto alla proposizioni delle più opportune azioni a vostra tutela come già indicato in questo post. Compilatelo perchè da li verrete contattati prontamente per ogni azione a vostra tutela.

E ora forza. Andiamo a rivendicare un diritto. In piazza alle ore 14 l'8 gennaio davanti al MIUR.

Vai al comunicato MIUR

MIUR abdica: riaperte graduatorie numero chiuso 2015

diritto allostudioDa Corriere.it. Graduatorie 2015/16 riaperte dall’8 gennaio per Medicina, Veterinaria, Odontoiatria. Lo annuncia l’Udu, l’unione degli studenti universitari, che incassa una nuova vittoria a pochi mesi dalla battaglia (trionfale) contro il numero chiuso delle facoltà umanistiche in Statale. Il tema stavolta riguarda tutta Italia e tocca anche gli atenei milanesi che prevedono l’accesso programmato ai corsi con liste nazionali. L’anno «incriminato» è il 2015/16. Il Ministero dell’Istruzione il 10 febbraio 2016 chiude le graduatorie dopo i test dell’autunno precedente. Ci sono ancora dei posti disponibili per le facoltà richieste e dei candidati da chiamare, ma a tutela della continuità didattica si interrompe lo scorrimento degli elenchi. L’Udu con gli studi legali degli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia fa ricorso al Tar del Lazio che a luglio dello stesso anno dà ragione al sindacato studentesco.

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