All’indomani della sentenza della Cassazione 26951/2013 e delle recenti posizioni espresse dalla Corte di Giustizia Europea sul tema del precariato nella pubblica amministrazione italiana, con una pronuncia decisamente innovativa la Corte di Appello di Ancona respinge l’appello del Miur avverso la sentenza di primo grado e per la prima volta dalla sentenza del maggio 2012 riconosce anche per i precari della scuola il diritto al risarcimento dei danni.

La Corte di Appello di Ancona anche in forza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali contesta la “blindatura” operata dalla Cassazione nel 2012 sul sistema di reclutamento del personale scolastico di cui alla l. 124 del 1994 ed afferma a chiare lettere che se “è ben vero che i pubblici dipendenti dovrebbero essere assunti previo vaglio concorsuale […] non è men vero che la pratica di assumere dipendenti a tempo determinato costituisce nel contempo causa ed effetto della violazione, e quindi deve essere ritenuta lesione ancora più evidente e grave del principio costituzionale”.

La Corte riconosce quindi ai lavoratori precari della scuola il diritto ad un risarcimento del danno subito in ragione della corresponsione di una retribuzione inferiore a quella spettante al dipendente che abbia un rapporto a tempo indeterminato. A nulla vale l’appellarsi del Miur alle necessità di “garantire la costante erogazione del servizio scolastico” sancito anche nel D.Lgs. 165/2001 poiché essa tradisce, ad avviso dei giudici di Ancona, la mera volontà del legislatore di “tirare avanti, ed insistere sulla stessa strada, senza pagare dazio, sfuggendo sia alla direttiva europea, sia alla logica comune”.

Il fronte nella lotta al precariato è riaperto e segna ad oggi un importante passo in avanti nella battaglia che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti continueranno ad affrontare in prima linea per il riconoscimento di tutele sempre più incisive a favore dei lavoratori precari delle scuole.

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